“A febbraio esce il mio prossimo libro. L’ho intitolato Scrivere con l’AI”, racconta Fulvio durante una pausa caffè allo Storytelling Festival del 2024.
“Wow, lo leggiamo e recensiamo per Libri di Marketing?”.
Quando un’autrice, un autore, dice alla nostra community di redattori “Ho scritto un libro”, ci si illuminano gli occhi. Il primo pensiero, di solito, è “Desidero leggerlo. Poi lo recensisco”. Siamo affamate e affamati di manuali come questo, di libri coinvolgenti, nutrienti e utili.
Il manuale di Fulvio Julita Scrivere con l’AI – Come unire intelligenza artificiale, strategia e creatività nasce in un’epoca in cui c’è parecchia confusione sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale e pareri contrastanti sul suo utilizzo.
Lo dice anche l’autore nella premessa del libro: “Il mondo si divide in due: gli entusiasti e gli scettici”.
Lo ribadisce Cristiano Carriero nella Prefazione al manuale. Ma aggiunge: “Come spesso accade, esiste una terza via. Si tratta di provare, sperimentare, capire cosa possiamo trarre noi, di buono, dalle innovazioni”.
Scrivere con l’AI serve a questo scopo. È un manuale che offre un punto di vista oggettivo sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per la scrittura e aiuta il pubblico – di entusiasti e scettici – a capire quanto sia importante accogliere le innovazioni.
Julita ha scritto questo manuale per supportarci nello sperimentare nuovi approcci al lavoro e metodi differenti per dare forma scritta ai pensieri.
Il suo scopo? Fare meglio di prima, nello stesso tempo di sempre.
La struttura di Scrivere con l’AI
Il taglio manualistico – caratteristico delle pubblicazioni di Hoepli – e la struttura ordinata di Scrivere con l’AI semplificano la lettura del libro.
L’indice è lineare, logico e completo: comprende tutti i passaggi che servono a lettrice e lettore per imparare a scrivere con l’intelligenza artificiale (e non solo, mi spiego meglio in seguito) e realizzare diverse forme di contenuto.
Ogni capitolo termina con un riepilogo, una sorta di bigino nel quale l’autore riassume in breve i concetti appena espressi. Sono utili promemoria: puoi segnalarli con un post-it colorato per averli a portata di mano quando sfogli il libro.
Il manuale è arricchito da casi studio reali che valorizzano il lavoro di Julita: li individui con facilità perché cambia il lay-out della pagina, diventa come un quaderno a righe.
Per donare completezza alla trattazione, l’autore ha chiesto il contributo di professioniste e professionisti del mondo del marketing. Nel libro trovi le parole di: Beniamino Boncore, Cristiano Carriero, Laura Copelli, Lucia Tilde Ingorsso, Alessandra Perotti, Roberta Zantedeschi, Viola Serafini, Giorgio Taverniti e Alessandro Vercellotti.
Scrivere con L’AI è un Extended Book: nelle ultime pagine del libro c’è un QR code per scaricare alcuni contenuti extra e proseguire la lettura del manuale.
Julita ha pensato di inserire un utile glossario, quattro prompt pronto uso da copiare e incollare, indicazioni per creare una guida di stile, informazioni sulla SEO, consigli per trasformare le idee in contenuti e scrivere storie di fantasia, suggerimenti per scrivere una canzone con Chat GPT.
Insomma, c’è tutto.
Cosa trovi in Scrivere con l’AI
Suggerimenti, spunti di riflessione, consigli pratici per scrivere. E per scrivere con l’AI.
Julita racconta (sì, perché Fulvio racconta, non si limita a spiegare) i passaggi classici del processo di scrittura tradizionale e li adatta al procedimento con le AI.
I passi sono molto simili, cambiano gli strumenti che utilizziamo per dare vita ai nostri contenuti: possiamo scegliere se spremere le meningi e usare solo la nostra testa, oppure chiedere un supporto all’intelligenza artificiale e farla diventare una nostra assistente personale, una collaboratrice per svolgere il nostro mestiere con maggiore scioltezza. Se l’idea ti piace, ovvio.
Fulvio introduce il libro con una panoramica su quello che sta succedendo oggi nel contesto culturale, sociale e lavorativo nel quale ci muoviamo: se non hai ancora ben compreso cosa sia ChatGPT, qui trovi tutte le informazioni.
Nel secondo capitolo l’autore propone un excursus sullo storytelling – la sua materia -, sul ruolo che i contenuti hanno oggi per i brand e sul viaggio del cliente: anche se scegliamo di farci aiutare dalla AI per scrivere, è necessario comprendere quali ambienti presidiare online e offline, a quale pubblico parlare e come distinguersi dalla concorrenza. Senza strategia, non andiamo da nessuna parte.
Con il terzo capitolo entriamo a gamba tesa nel prompt design, ciò che Fulvio definisce “l’arte di impartire istruzioni”. Per quale motivo?
Perché l’AI funziona bene se dialoghiamo con lei in modo adeguato e le forniamo tutte le indicazioni di cui ha bisogno per produrre un testo. Secondo Fulvio, sono quattro le unità di informazione con cui comporre un prompt: persona, compito, contesto e formato.
Il contesto è l’argomento principale del quarto capitolo: in queste pagine impariamo a organizzare le fasi della sequenza creativa e a dare alla AI tutte le informazioni di contesto per realizzare un contenuto soddisfacente. Qui trovi i prompt da copiare e incollare: Fulvio è generoso.
La narrazione prosegue con un capitolo dedicato a un tema sempre caldo: come trovare l’ispirazione per scrivere i contenuti. Si tratta del problema più comune che abbiamo noi libere professioniste e liberi professionisti – ma anche le imprese – quando cerchiamo di elaborare il PED.
Le indicazioni espresse dall’autore sono utili per lavorare con le AI e offrono anche spunti di riflessione per la scrittura in sé: insieme a Fulvio impariamo a trovare le idee, elaborare lo schema semantico, ascoltare il pubblico, organizzare il calendario editoriale, sviluppare la creatività.
Il sesto capitolo tratta un tema delicato: la ricerca delle informazioni in Rete, la correttezza delle fonti l’analisi dei dati e le allucinazioni.
Scrive Fulvio: “Quello delle allucinazioni è un fenomeno fisiologico, dovuto al fatto che i sistemi di AI producono testi fluenti – e convincenti – senza una vera consapevolezza di ciò che scrivono”.
Da questa frase puoi intuire le argomentazioni dell’autore.
Dal capitolo sette in poi arriva ‘il bello’: entriamo nel vivo della scrittura.
Fulvio narra, passo dopo passo, come creare la struttura di un testo, quali approcci usare per realizzare strutture differenti, in che modo organizzare la prima stesura (vedi, anche qui si parla di prima stesura, proprio come se scrivessimo a mano).
Poi c’è la fase corposa e articolata che riguarda la stesura del testo a partire dagli obiettivi del contenuto. Nonostante si parli di AI, i principi per strutturare un articolo, un post, una newsletter o qualsivoglia testo sono quelli di Aristotele: introduzione, parte centrale, conclusione. La struttura tripartita resiste anche nell’era dell’intelligenza artificiale.
Infine, c’è la fase di editing. Nel capitolo 9 troviamo le preziose indicazioni di una editor professionista, Alessandra Perotti: “L’editing è un processo, certo, ma non è statico, anzi, è in evoluzione continua e questa evoluzione è legata ai cambiamenti della comunicazione, del linguaggio e della lingua”.
Le fasi principali del processo di editing sono quattro: il controllo della forma; della congruenza, coerenza, comprensibilità e verosimiglianza; del contenuto e dello stile; dell’emozionalità.
Fasi che hanno valore anche quando non usi l’AI per scrivere, eh.
Il processo si chiude (che poi, la scrittura non si chiude mai) con il capitolo dieci, nel quale approfondiamo il tema della scalabilità del contenuto. Fulvio racconta del dettaglio tutto ciò che dobbiamo sapere per condividere, tradurre, convertire, distillare, informare, formare e vendere un contenuto. E come passare dal post al blog, e viceversa.
Julita ha scelto di concludere il manuale con un capitolo delicato che riguarda le implicazioni legali della scrittura con le AI: l’autore intervista Vercellotti, l’avvocato del digitale, e scioglie alcuni dubbi riguardo al copyright e all’attuale normativa.
Questa è una sintesi del contenuto. Ti suggerisco di leggere il libro per approfondire gli aspetti della scrittura con l’intelligenza artificiale e capire se potresti aver bisogno di un nuovo assistente digitale con cui chattare.
Lo stile e il TOV di Scrivere con l’AI
La scrittura di Fulvio è riconoscibile per alcuni tratti che la definiscono: lo stile è pulito, concreto, chiaro, pragmatico, logico e lineare. L’autore esprime i concetti con semplicità e li rende comprensibili a un pubblico ampio: nonostante la complessità dell’argomento, non ci sono tecnicismi articolati e termini altisonanti.
Le frasi sono brevi e concise, la punteggiatura equilibrata, la sintassi limpida e la grammatica corretta (è un piacere leggere un libro senza refusi).
L’autore si esprime con un tono di voce amichevole, caldo, spontaneo, valorizzato da un tocco di garbata ironia che invoglia a sorridere in alcuni passaggi del libro.
Il punto di forza di Fulvio? Scrive come parla. Quando conversi con lui, ritrovi la stessa naturalezza e semplicità dei suoi testi. Le parole scorrono fluide come in un dialogo a tu per tu.
Grazie a questi aspetti, la lettura di un manuale sulla AI diventa piacevole e leggera.
Il valore aggiunto di Scrivere con l’AI
Prima di leggere un libro, lo prendo tra le mani e lascio scorrere le pagine. Uso il tatto e l’olfatto (hai presente il profumo della carta?) per pregustare la lettura.
La copertina del manuale di Fulvio è leggera e… psichedelica? Sì, perché è color argento, riflette la luce e i colori intorno. Un po’ futurista, in movimento, fantascientifica. Si capisce subito che è un libro orientato al futuro.
Mentre sfogliavo le pagine, notavo una costante alternanza di font: aggraziato e bastoni. Oh, che cosa curiosa. Così mi sono fermata per capire. I prompt.
Fulvio ha inserito in questo libro tantissimi esempi concreti di prompt da prendere e usare per scrivere contenuti con le AI. Sono esempi pratici, semplici e utili per sperimentare questo nuovo tipo di scrittura e dare le indicazioni corrette al nostro assistente personale.
Possiamo fare copia e incolla (sì, in questo caso è fattibile) dei prompt, prendere come esempio la struttura proposta da Fulvio e adattarla alle nostre esigenze.
C’è un prompt per ogni forma di contenuto. Questo è il valore aggiunto del libro di Julita: non solo teoria, tanta concretezza.

Fai parte del gruppo degli entusiasti o degli scettici?
Prima di leggere il libro di Fulvio ero scettica. Molto scettica. Per una copywriter e ghostwriter, questo libro è una sfida.
Ora non posso dire di essere entusiasta, ma senza dubbio più consapevole di ciò che possiamo fare con l’AI.
Scrivere con l’AI è un manuale pratico, certo, però i contenuti di Fulvio spronano alla riflessione sull’etica, il rispetto e la motivazione che stanno dietro alla scrittura con l’intelligenza artificiale.
Possiamo scegliere in che modo usarla. Il risultato finale del processo è nelle nostre mani.
“Tra le pagine hai trovato strategie, consigli e prompt, ma come tradurrai tutto questo in pratica dipende solo da te” scrive Fulvio nei suoi titoli di coda “L’AI generativa è un mezzo potente, ma il vero valore sei tu, con il tuo fine e la tua inestimabile creatività umana”.
Soffermati sulle ultime tre parole: inestimabile creatività umana. Chiaro, limpido, vero.
La lettura di Scrivere con l’AI è utile per tutte le persone che lavorano nel content marketing, per copywriter e social media manager, per libere professioniste e liberi professionisti che hanno la necessità di ottimizzare i processi, per imprenditori e imprenditrici. È un manuale per persone curiose, innovatrici, attente al cambiamento.
Le potenzialità dell’AI sono esponenziali: facciamone buon uso e curiamo la scrittura dei nostri contenuti per renderli umani, autentici ed emozionali.
Grazie Fulvio, hai scritto il manuale che mancava.
P.S. Ho scritto questa recensione senza usare l’AI. Scettica no, ma credo ancora nella scrittura come competenza umana.








