In “Alleanze coraggiose” Annalisa Galardi apre l’orizzonte a nuove forme di relazioni.
E’ un libro che parla di responsabilità del singolo e collettiva, di leadership che genera valore e apporta un contributo significativo al cambiamento, di coraggio e desiderio di essere parte di un processo migliorativo.
L’impostazione è, come dice l’autrice, un mosaico fatto di tanti tasselli che già da soli hanno un grande impatto, ma che se letti uno intrecciato all’altro diventano una mappa talmente chiara che è difficile non iniziare ad abbracciarla.
Un testo densissimo, dove si alternano spazi di riflessioni ed esempi di aziende che hanno attuato i processi descritti, facendoci capire che è possibile fare impresa attraverso le alleanze.
Le Alleanze
Attorno a questo termine possiamo trovare molti significati e per questo è bene trovare una definizione comune. L’autrice ci chiarisce che l’alleanza deve essere intesa come una relazione intenzionale generativa, ovvero che costruisce un senso comune. Andiamo oltre la partnership, la coalizione o le reti; qui il senso è molto più profondo. E’ un atto di coraggio dove i singoli e le aziende si uniscono per aderire in modo profondo e autentico a valori comuni, il cui risultato positivo dipende dalla qualità delle relazioni e dal modo in cui vengono coltivate.
Il primo passo da compiere è quello di individuare uno scopo profondo condiviso, dove il vero successo è quello collettivo e i leader diventano i veri catalizzatori del cambiamento.
Ma come si raggiunge questo tipo di evoluzione?
Attraverso un forte senso di responsabilità, ovvero la consapevolezza di ciascuno di essere attore protagonista della trasformazione: per questo motivo l’autonomia e la fiducia permettono di generare innovazione a tutti i livelli.
Dal patto alla creazione di un sistema
La qualità delle relazioni è ciò che determina il mantenimento di patti di lunga durata e grande valore. Portare la cura all’interno delle organizzazioni non è un passo semplice; per molto tempo abbiamo confinato la cura alla sfera privata, delegandola a chi aveva particolari attitudini legate alla gentilezza. Ora non basta più perché è necessario intraprendere scelte diverse e il punto di partenza è l’ascolto e la comprensione, che ci aiutano a progettare, prendere decisioni e generare adesione, ovvero patti generativi.
Con queste basi è possibile creare un sistema capace di generare abbondanza, perché ci consente di chiedersi: “Cosa possiamo costruire insieme che da soli non sarebbe possibile?”.
Il collante che ci permette di rispondere a questa domanda è il dialogo, che promuove la transizione dalla competizione alla cooperazione.
Decidere e agire
Come ogni proposito di valore, affinchè possa essere utile, deve passare attraverso la sua realizzazione. E’ arrivato quindi il momento di compiere Azioni che passano attraverso decisioni coraggiose, ovvero tutte quelle scelte consapevoli che generano trasformazioni, che definiscono una nuova strada, danno una direzione al cambiamento e quindi influenzano il contesto. E se ci pensiamo bene queste decisioni non possono nascere da una contingenza, dalla necessità di risolvere qualcosa nell’immediato, bensì da una visione: se durano all’usura del tempo allora sono veramente di impatto.
Ci troviamo ad essere tutti protagonisti, ovvero chiamati mettere in pratica il senso di responsabilità che ci fa sentire parte sia del problema che della soluzione e questo è l’unico modo per spezzare il vortice del vittimismo. In ottica collettiva, il protagonismo ci permette di trasformare il gruppo da “individualità coordinate” a “comunità alleate”, volte a raggiungere un obiettivo comune.
Ciò viene rafforzato da uno dei più profondi atti generativi, ovvero la condivisione della conoscenza che oltre a crescere l’intelligenza collettiva, rafforza la fiducia e crea interconnessioni potentissime, specialmente se avviene tra organizzazioni diverse.
Il linguaggio allora diventa il nostro ponte, dal momento che le parole non sono neutre, ma creano connessioni e senso a seconda di come vengono utilizzate.
Chiamati ad andare oltre i confini
Realizzare questa visione è possibile?
Si, lo è. Ma soprattutto è indispensabile!
Il futuro delle aziende sta proprio nella loro capacità di non essere più elementi isolati, bensì parte attiva di un ecosistema in continuo movimento, dove il contributo di ciascuno è indispensabile per la vita dell’ecosistema stesso.
Dobbiamo iniziare a capire che il nostro successo non sarà più misurato sulla base del fatturato generato, bensì dalle relazioni di qualità che siamo in grado di instaurare.

Questo libro è per tutti coloro che vogliono fare la differenza, dare un contributo al processo di cambiamento, spezzare i meccanismi comuni e iniziare a tessere relazioni generative.
Una lettura scorrevole, dove ogni pagina merita una riflessione.
Ma è anche una esplorazione rassicurante, grazie alle numerose testimonianze di realtà a noi vicine che hanno fatto la differenza proprio grazie alle alleanze coraggiose.








