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Paolino Virciglio

Professione advertiser su Facebook e Instagram.

32 €

Editore: Flaccovio Editore
Collana: Web Book
Autore: Paolino Virciglio
Pubblicazione: Luglio 2021
Pagine: 400
Costo di copertina: 32,00 €

Professioni Advertiser su Facebook e instagram

Recensione del libro Professione advertiser su Facebook e Instagram, di Paolino Virciglio

Quello di Paolino Virciglio si presenta subito come un libro diverso dal solito: non il classico libro che parla di advertising su Facebook e Instagram partendo dalla piattaforma, dalle cose da sapere, ecc.. ma un volume (quasi 400 pagine!) che inizia creando un rapporto con il lettore, con un dialogo che spiazza per quanto è vero, per quello che dice.

Facebook advertising: da dove si parte?

Il libro, l’avreste capito, mi è piaciuto e ci tengo a dirlo subito. Nel capitolo uno si affronta, a differenza di altri libri, l’approccio e la gestione del cliente. Si, è strano. Ma in realtà, nella vita vera, è proprio da qui che si parte.

E l’autore parte proprio da “come vendo il mio servizio?”. E non è banale questa cosa. Prima ancora di diventare esperti dobbiamo capire il nostro cliente, le sue logiche. Non basta un prodotto/servizio e un budget.

La pubblicità su Facebook: come si fa?

Pagina dopo pagina mi sono accorta di una cosa: questo libro parla come me! “Aiuto” ho pensato leggendo certe frasi che anche io dico pari pari cosi. Si, questo libro parte dall’esperienza di una persona che questo lavoro lo fa’ davvero e non ha paura di dirvi scomode verità su cui tanto ci scontriamo tutti prima o poi.

Anche nel modo in cui vengono affrontati i temi tecnici come il Business Manager e gli account pubblicitari di Facebook vedrete che il modo di affrontare gli argomenti è tipico di chi sa’ già quali errori si possono fare perchè “gli è già successo” e parte prima da quelli. Un esempio? Aggiungere una pagina al BM. Si usa Add o Request? Ecco.. se vi siete trovati a dover bestemmiare in cinese a fine contratto con un cliente quando Facebook vi dice che non potete scollegare quella pagina dal vostro BM avete fatto la scelta sbagliata! Un classico successo a tutti, soprattutto nei primi anni del BM, quando nessun libro ti diceva cosa fare e tu schiacciavi cose a caso sperando non esplodesse nulla.

Campagne pubblicitarie senza segreti, o forse no!

Professione Advertiser è il libro che non c’era. Non quello che parla di come creare pubblicità belle e performanti; quello c’era già (e tra tutti quello di Enrico Marchetto rimane il migliore, la recensione è qui). Ma un libro che ci dice, nel quotidiano, cosa succede quando si fanno campagne pubblicitarie. Anche con piccoli budget. Infatti è ricchissimo di case history. Esempi di campagne per piccoli brand, studiate sul periodo o in base al funnel. Troverete ottimi spunti da cui prendere ispirazione. Ne sono sicura.

Insomma, in questo libro c’è tutto. Cataloghi e inserzioni dinamiche; Analisi e valutazione di una campagna; automazioni e tecniche di scaling. Inutile che mi dilunghi. Questo è un libro da leggere! 

Bonus del libro sono anche gli “schemi concettuali”: piccoli riassunti scritti a mano del capitolo appena concluso; quello che si faceva a scuola e serviva per ricordaci quanto letto lo ritroverete anche qui! Great job man!

In conclusione:
A chi è consigliato? A tutti, davvero. Da chi sta iniziando a chi lo fa già di mestiere.
Quanto è pratico? Molto e con tanti spunti.
È da avere in libreria? Assolutamente si! Promosso a pieni voti, è da tenere sotto mano e consultare!

L'Autrice della recensione

Federica Mori - La Barbie Social

Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online. Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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