Può un romanzo parlare di marketing? La risposta ce la danno Edwin Maria Colella e Maurizio Matrone che in “Storie di marketing” sono riusciti a inserire un saggio dentro un romanzo vero e proprio.
Devo ammettere che all’inizio ero diffidente. Ma ben presto ho capito che l’escamotage usato dagli autori per inserire delle vere e proprie lezioni di marketing all’interno della storia di 3 personaggi che si intreccia su un treno reggeva, e anche bene.
Storie di Marketing è, come detto, a metà tra un romanzo e un saggio. La struttura di base è quella del romanzo con la storia di un narratore che incontra due compagni di viaggio su un treno che tutti e tre prendono per molto tempo insieme. Incuriosito dalle discussioni di questi ultimi due, a tema marketing, inizia a registrarle. (Ndr: non fatelo nella vita reale: è reato!)
Inizia cosi un racconto di vite, quella dei tre personaggi principali, con età ed esperienze diverse, che si intreccia a lezioni di marketing, quelle che Mario dà a Lucien insieme spesso ad amici che prendono il treno con loro per approfondire un aspetto o l’altro. Il tutto mentre Marco ascolta.
E quindi torno alla domanda iniziale: può un romanzo parlare di marketing e, aggiungo, insegnarci anche qualcosa? La risposta è si. Anzi: non solo si trattano temi come “Che cos’è il marketing? Cosa succede quando il marketing lo fa l’imprenditore? Quale è il valore del capitale umano e delle emozioni?” Ecc ecc.
Nel libro di parla di un nuovo modello di marketing, quello della torta Sacher P. Un modello basato sulla famosa torta di cioccolato fatto di diversi ambiti: storie, affinità, condivisione, esperienze, responsabilità . Dove in più c’è l’elemento P: pianificazione. E se anche tu, come me e come il protagonista della storia, ti chiedi per che cosa sta la “H” che manca dall’elenco, la risposta è abbastanza semplice: l’H sta per “la botta, la hit, la botta di culo”: per intenderci, la fortuna.
Il modello Sacher con panna
Diciamo che un modello di marketing cosi dolce non l’avevo mai letto 🙂 Ogni capitolo affronta una lettera del modello Sacher con Panna con la leggerezza di una conversazione tra amici condita con l’esperienza e gli esempi che Mario e i suoi amici/ospiti ogni volta portano per spiegare meglio la teoria.
Non ti sto a raccontare il libro, non è la nostra filosofia. Posso dirti però tre cose che mi hanno sorpreso:
- Molto interessante da leggere il capitolo dedicato alle storie in cui si spiega il vero valore dello Storytelling e il suo costo.
- Una cosa strana del libro è il capitolo dedicato alle Affinità dove la conversazione è in inglese. Dico “strana” perché è difficile trovare in un libro italiano intere pagine in inglese senza traduzione. Complimenti agli autori per l’audacia!
- L’ultima conversazione dedicata alla famiglia, gli amici e i mentori. Una parte spesso sottovalutata per chi fa il nostro lavoro ma davvero importante.
Nel libro ho trovato anche una frase che leggendola mi ha fatto sorridere e pensare a quello che stiamo vivendo oggi legato all’intelligenza artificiale.
Nel libro la frase è legato al marketing ma vi assicuro che, come leggerai, si presta (almeno per me) benissimo anche a questo periodo e all’AI: “Possiamo anche avere una grande tecnologia, ma se non sappiamo che farcene, che ce ne facciamo?”

L’ho detto all’inizio: ero scettica. Non è un libro che, vedendolo in libreria, avrei scelto. Ma sono stata piacevolmente colpita dal modo in cui gli autori sono riusciti a inserire teorie di marketing in un romanzo che risulta scorrevole e piacevole da leggere.
Anche se il protagonista più giovane, Julien, è uno studente di economia, diciamo che non è un libro che consiglierei a chi si avvicina alla materia per la prima volta. L’esperienza e le parole di Mario, pur cercando di essere comprensibili al giovane amico, sono quelle tipiche di chi il mestiere lo vive, lo respira e lo parla. Per cui diciamo che almeno un corso di marketing lo devi avere come background prima di leggerlo. Se no perdi metà della bellezza delle riflessioni nei dialoghi.
Chiudo con un pezzo tratto dai ringraziamenti del libro:
“E poiché il marketing resta un banale insieme di linee guida generiche se non è calato correttamente in un contesto, abbiamo ascoltato chi cavalca quotidianamente la semplice regola della contestualizzazione per capire e immaginare che cosa le nuove generazioni dovranno affrontare.”
Il libro è frutto di conversazioni e riflessioni reali con imprenditori e manager di grandi aziende che, in parte, hanno prestato la loro voce ai dialoghi dei protagonisti. Ma la lista di persone che vengono ringraziate per aver ispirato il testo è lunga e te la lascio scoprire da solo.








