Quanto conta davvero saper scrivere un buon prompt? È fondamentale, ma non serve che te lo dica io perché sono certa che te ne sei accorto interrogando la tua AI preferita. L’intelligenza artificiale generativa è ormai entrata nei flussi di lavoro di professionisti, aziende e creativi ma tra “usare l’AI” e usarla bene c’è ancora la distanza che passa proprio dalle parole che scegliamo per interrogarla – o per dirlo con il termine più pertinente c’è la competenza relativa al prompt engineering.
Possiamo avere a disposizione un modello evoluto, ma se la richiesta è vaga, incompleta, priva di contesto o spesso frettolosa il risultato rischia di essere altrettanto generico e di non soddisfarci. Scrivere prompt efficaci significa imparare a definire un obiettivo, fornire le informazioni necessarie, indicare vincoli, tono e formato. In sintesi, dialogare con l’AI in modo più consapevole. Da questa necessità nasce Scrivere prompt efficaci For Dummies di Bonaventura Di Bello, pubblicato da Ulrico Hoepli: un manuale che passo passo ci fa conoscere ed acquisite un vero e proprio metodo accompagnato da numerosi framework operativi. Nel corso della lettura si parte dai fondamenti del contesto e della struttura, si passa ai framework professionali e alle tecniche di miglioramento, fino ad arrivare ai meta-prompt.
Ed è proprio quello dei meta-prompt uno dei concetti che ho trovato più interessanti e con potenziale. Un meta-prompt è in sostanza “un prompt che genera altri prompt”. Invece di costruire ogni volta da zero la richiesta per una singola attività, possiamo creare un prompt capace di porre domande diagnostiche, raccogliere le informazioni mancanti e produrre poi un prompt personalizzato sulla base delle risposte ottenute.
Il salto di qualità è evidente nel nostro dialogo con l’AI: nel meta-prompt non inseriamo soltanto un’istruzione, ma una competenza. Definiamo quali domande porre, quali variabili considerare, quale struttura applicare e quale risultato ottenere; una logica molto utile per chi utilizza l’AI in processi ricorrenti, dal marketing alla comunicazione, dall’analisi alla creazione di contenuti.
Bonaventura Di Bello è divulgatore e formatore tecnico dagli anni Ottanta e ha accompagnato migliaia di persone nell’alfabetizzazione digitale attraverso corsi, riviste e manuali. È inoltre uno degli autori più presenti nella collana For Dummies di Hoepli sul fronte tecnologia e AI, con volumi dedicati a ChatGPT, AI generativa e Google AI.
La filosofia For Dummies si riconosce bene anche qui: rendere accessibili argomenti complessi senza banalizzarli.
Il libro procede in modo graduale, utilizza esempi e framework, mantiene un’impostazione fortemente orientata all’apprendimento e proprio per questo si presta ad essere consultato nelle fasi più operative del nostro lavoro.
Ed è questo l’aspetto che ho apprezzato di più: Scrivere prompt efficaci For Dummies è utile soprattutto a chi ha già integrato l’intelligenza artificiale nel proprio flusso di lavoro, ma si rende conto di non ottenere sempre risultati all’altezza delle aspettative. Spesso il problema non è lo strumento: è il modo in cui lo interroghiamo.
Di Bello aiuta a riconoscere gli errori più comuni, a strutturare meglio le richieste e a introdurre un processo di miglioramento continuo. Il prompt non viene trattato come una formula magica, ma come qualcosa da progettare, testare, correggere e affinare.
Ho trovato molto utile anche il capitolo finale “Dieci domande fondamentali da porsi” perché restituisce dieci risposte esaustive alle domande più gettonate sull’AI + una pratica to do list da spuntare prima di scrivere il nostro prompt delle meraviglie.

In un momento in cui l’AI diventa sempre più semplice da usare, la vera competenza è già saperla guidare.
Scrivere prompt efficaci For Dummies offre una cassetta degli attrezzi concreta e consultabile per trasformare l’uso quotidiano dell’AI in un processo più strutturato, efficace e consapevole…e a noi le cassette degli attrezzi piace tenerle proprio sulla scrivania!








