Ribaltare il punto di vista per costruire brand più autentici
Quando si parla di branding, siamo spesso portati a pensare in termini di modello top-down: l’azienda che definisce chi è, come vuole essere percepita, quali valori rappresenta. Ma cosa succede se ribaltiamo questa prospettiva?
È proprio quello che propone Valerio Cusinato in Reverse Brand Identity, un volume che, fin dal titolo, invita a mettere in discussione i paradigmi tradizionali del marketing identitario.
Un libro per chi ha già le basi — e vuole metterle in discussione
Diciamolo subito: Reverse Brand Identity non è un libro introduttivo. È pensato per chi già lavora nel marketing o ha competenze consolidate nel brand management. L’autore ci regala il suo metodo per la gestione degli asset di marca, in cui ha fuso insight psicologici, analisi strategica e motori di ricerca, che stimola un vero e proprio cambio di mentalità.
Partendo da un invito molto chiaro: costruire l’identità del brand non a partire da sé, ma a partire dal cliente.
Cusinato ribadisce infatti una verità che spesso dimentichiamo sotto il peso di strategie preconfezionate: l’identità di un brand non è solo ciò che l’azienda dice di sé, ma anche — e soprattutto — ciò che gli altri percepiscono.
Il libro propone un approccio inverso, che parte dalle aspettative, dai bisogni e dalle rappresentazioni mentali del cliente per arrivare a costruire un’identità che sia coerente, rilevante e, soprattutto, autentica.
Ciò che emerge con forza è che il branding non è (più) una disciplina chiusa e statica, ma un processo relazionale, dinamico, in continua evoluzione. In questo senso, il modello proposto da Cusinato è quanto mai attuale: in un mercato in cui i consumatori sono attivi, informati e (giustamente) esigenti, pensare l’identità di marca come un monologo è semplicemente anacronistico.
L’autore: visione strategica e approccio multidisciplinare
Valerio Cusinato è SEO Specialist presso Publicis Media, con una solida esperienza in marketing digitale, data analysis e comunicazione. La sua formazione spazia dalla SEO alla UX, dal service design all’economia comportamentale — un mix che emerge chiaramente anche nelle pagine del libro, dove la visione strategica si fonde con l’analisi critica e l’attenzione per il comportamento del consumatore.
Ha collaborato con agenzie e brand internazionali, oltre a partecipare a eventi di settore e progetti di ricerca focalizzati sulla data analysis applicata ai motori di ricerca. Il suo approccio si fonda su innovazione, adattabilità e una visione sempre orientata al cambiamento, caratteristiche che si riflettono in un libro pensato per chi non si accontenta dei modelli standard.

Se lavori con i brand — come strategist, marketer, creativo o imprenditore — questo libro ti farà ripensare il tuo metodo, ribaltare la prospettiva, e, con ogni probabilità, ti farà capire che la SEO non è morta. Anzi, è viva oggi più che mai. Perché, come scrive Leonardo Casini, Groupe chief digital & Innovation officer di Publicis, nella prefazione del libro “la frammentazione crescente delle piattaforme dove gli utenti cercano informazioni e l’avvento dell’IA generativa, che sta confezionando una nuova generazione di ricerca, non fanno che aprire nuovi e interessanti scenari. Questi sviluppi, lungi dal decretare la fine della SEO, ne ridefiniscono il ruolo e ne amplificano le potenzialità”.
E “Reverse Brand Identity” è pronto a mostrarti le vere potenzialità di tutte quelle analisi che hai sempre applicato alla SEO ma che non hai mai pensato di utilizzare per costruire un’identità di marca!








