RECENSIONE DEL LIBRO

Homo Deus

Breve storia del futuro

recensione-Homo-Deus-Yuval-Harari-libri-di-marketing-copertina

Editore:

Bompiani

autore

Yuval Noah Harari​

pubblicazione:

pagine:

Agosto 2018

548

Autore

Yuval Noah Harari​

Editore

Bompiani

Pubblicazione

Agosto 2018

Pagine

548

Prezzo

17,10

Autore

Yuval Noah Harari​

Pagine

548

Editore

Bompiani

Prezzo

17,10

Autore

Yuval Noah Harari​

Pubblicazione

Agosto 2018

costo:

Editore

Bompiani

Pagine

548

17,10

Ci sono libri che ti parlano del futuro come se fosse un esercizio di stile, quasi come andare dal cartomante. 

Homo Deus di Yuval Noah Harari​ fa una cosa molto più simpatica: ti mette davanti a uno specchio e ti chiede quanto sei davvero disposto a guardare in faccia il mondo che hai contribuito a costruire. Carino, no?

Perché leggere Homo Deus se fai marketing

Sono arrivato a Homo Deus dopo Sapiens, quando avevo già capito che Harari non è solo uno storico, ma un architetto di scenari. In questo libro sposta l’obiettivo in avanti: non più “come siamo arrivati fin qui”, ma “che cosa potremmo diventare”.​

La tesi di fondo è un cocktail di fascino e inquietudine: dopo aver ridotto fame, pestilenze e guerre a problemi (relativamente) gestibili, Homo sapiens non si accontenta più di sopravvivere, ma punta a potere, felicità e quasi immortalità. Biotecnologie, algoritmi, IA, Dataismo: tutto converge verso un mondo in cui l’essere umano rischia di diventare irrilevante rispetto alle macchine e ai sistemi che ha creato.​ L’uomo punta ad annullarsi.

Lavori nel digitale? Maneggi dati? Progetti esperienze guidate su piattaforme e automazioni? Questo libro è un bagno di realtà: ti ricorda che non stai solo “usando strumenti”, ma ti muovi dentro una trasformazione antropologica profonda.

Rischio di irrilevanza: oltre la paura, la responsabilità

Uno dei concetti che mi ha colpito di più è il rischio di irrilevanza. Harari suggerisce che il vero incubo non è la ribellione delle macchine, ma la possibilità che una parte crescente dell’umanità diventi economicamente e politicamente superflua, sostituibile, statisticamente trascurabile.​

Per chi fa marketing e comunicazione, la domanda che ne deriva è brutale: tutto ciò che stiamo costruendo – automazioni, funnel, personalizzazioni, modelli predittivi – sta ampliando o restringendo lo spazio di significato delle persone? Stiamo usando i dati per servire esseri umani o stiamo lentamente addestrando esseri umani a comportarsi come estensioni dei dati?

Chiaramente Homo Deus non offre soluzioni. Piuttosto una cornice mentale per non scivolare nella retorica dell’inevitabile. Ed è già molto.

Dataismo: quando il dato diventa religione

Il Dataismo è forse l’idea più disturbante e, allo stesso tempo, più vicina alla nostra quotidianità. In breve: una nuova “religione” che considera l’universo come flusso di dati, gli organismi come algoritmi biochimici e il valore come aumento della capacità di elaborare informazioni.​

Se lavori con analytics, CRM, piattaforme di advertising, la tentazione di leggere tutto in chiave di numeri è fortissima: ciò che non è misurabile tende a sparire dalle slide, dalle metriche, dalle decisioni. Homo Deus ti fa notare quanto questa deriva sia già in atto, non solo nel business ma nella politica, nella salute, perfino nelle relazioni personali.​

Il punto non è “smettere di misurare”, ma riconoscere il rischio di un mondo in cui ciò che non produce dati diventa invisibile. È una domanda che, come comunicatorə, dovremmo tenere molto più spesso sul tavolo.

Felicità, biologia e lavoro

Altro filo potente del libro è la rilettura della felicità come problema ingegneristico. Se l’essere umano è un insieme di processi biochimici, teoricamente possiamo progettare farmaci, interventi genetici, esperienze artificiali in grado di “ottimizzare” il suo stato interno.​

Detta così sembra fantascienza. Poi ti guardi attorno: smartwatch che monitorano ogni parametro vitale, app che tracciano umore e produttività, piattaforme che ti suggeriscono cosa vedere, leggere, ascoltare in base a ciò che ti rende “più ingaggiato”. All’improvviso non è più una realtà così lontana.​

Chi lavora nel digitale sa che questa visione è spiazzante.
Da un lato, apre spazi enormi per esperienze più personalizzate, più rilevanti, più utili. Dall’altro, ti obbliga a chiederti se il tuo lavoro sta aiutando persone in carne e ossa o solo ottimizzando stati mentali per tenerle più a lungo dentro ecosistemi chiusi.

Leadership nell’era degli algoritmi

C’è un livello del libro che parla direttamente a chi guida progetti, team, community. Homo Deus mette a nudo una tensione centrale: il potere di decidere dove puntare la tecnologia non è distribuito in modo uniforme; alcune élite – politiche, economiche, tecnologiche – hanno una leva enorme sulla direzione che prenderanno IA, biotecnologie e sistemi di sorveglianza.​

Se fai impresa, se gestisci budget, se prendi decisioni strategiche, sei – nel tuo piccolo – parte di questo gruppo. Non perché controlli il mondo, ma perché contribuisci a normalizzare certe scelte: cosa misuri, cosa consideri “successo”, quali soluzioni promuovi e quali lasci cadere.

In questo contesto diventano preziosi gli spazi di formazione e confronto in cui la leadership viene ripensata alla luce di queste trasformazioni: luoghi dove non si parla solo di tecniche, ma di visione, etica, impatto a lungo termine. Homo Deus è il tipo di libro che dovresti avere in testa quando partecipi a un vero Leadership Forum: ti aiuta a portare sul tavolo le domande scomode che spesso restano fuori dai palchi e dalle presentazioni scintillanti.

Un libro potente. Tosto e potente.

Dal punto di vista dello stile, Homo Deus mantiene la chiarezza di Sapiens: capitoli densi ma leggibili, esempi concreti, immagini efficaci. È meno “narrativo” e più speculativo; si sente che Harari qui si concede più libertà, più scenari, più ipotesi.​

Questo è allo stesso tempo un punto di forza e un limite.
È un punto di forza perché ti obbliga a pensare: non ti trovi davanti a una serie di previsioni neutre, ma a una visione del futuro con cui devi confrontarti. È un limite perché, in alcuni passaggi, il confine tra analisi e sceneggiatura si fa sottile; lettori con background tecnico potrebbero trovare alcune generalizzazioni eccessive.​

Questa “spigolosità” non mi ha mai disturbato: anzi, è proprio ciò che rende il libro memorabile. Non lo leggi per avere ragione, lo leggi per aggiornare il software con cui guardi il mondo.

Per chi è davvero Homo Deus

Consiglierei Homo Deus a chi:

  • lavora nel digitale e sente il bisogno di un quadro più ampio in cui inserire IA, automazione e uso massivo dei dati
  • guida progetti, team o aziende e vuole interrogarsi sul tipo di futuro che il proprio lavoro sta contribuendo a rendere più probabile
  • ama i libri che non si limitano a descrivere il presente, ma provano a spingersi qualche passo oltre, anche a costo di sbagliare qualcosa lungo la strada

Non è un testo introduttivo: è meglio se hai già letto Sapiens e se ti piace l’idea di una trilogia ideale passato‑presente‑futuro da completare poi con 21 lezioni per il XXI secolo.​ Ma puoi anche leggerlo separatamente.

Conclusioni del libro Sommersi di Mattia Marangon

Nel mio personale metro, Homo Deus si assesta su un 4.7 su 5: leggermente meno “armonico” di Sapiens, ma forse ancora più necessario per chi lavora ogni giorno con tecnologia, dati e narrazioni sul futuro.​​

Credo che, per chi fa marketing e comunicazione, l’esperienza che ci si porta a casa è che ogni scelta che prendi – quali dati raccogli, quali metriche insegui, che tipo di automazioni implementi – è una piccola scommessa su che cosa debba diventare l’essere umano. Perché non siamo spettatori neutrali della storia; forse più degli artigiani che, pezzo dopo pezzo, rendono più probabile un certo tipo di futuro rispetto a un altro. Se leggerai Homo Deus, sarà molto più difficile far finta di non saperlo.

voto:

l'Autore

della recensione

Nicola Onida
Dopo una laurea in Relazioni Internazionali ho scoperto che la mia vera stella polare sarebbe stato il Digital Marketing. Da più di 10 anni amo studiare e approfondire le dinamiche che sostengono la comunicazione online tra persone, aziende e brand. Lo faccio per aiutare professionisti e imprenditori a poter dialogare efficacemente con il proprio pubblico. Su www.facilewebmarketing.com conduco esperimenti di SEO copywriting e web marketing.

condividi

la recensione

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
recensione-Homo-Deus-Yuval-Harari-libri-di-marketing-copertina

entra nella community di

Ricevi ogni mese le ultime recensioni direttamente nella tua casella email.

le recensioni

consigliate

condividi

la recensione

Facebook
LinkedIn
WhatsApp
Nicola Onida
Dopo una laurea in Relazioni Internazionali ho scoperto che la mia vera stella polare sarebbe stato il Digital Marketing. Da più di 10 anni amo studiare e approfondire le dinamiche che sostengono la comunicazione online tra persone, aziende e brand. Lo faccio per aiutare professionisti e imprenditori a poter dialogare efficacemente con il proprio pubblico. Su www.facilewebmarketing.com conduco esperimenti di SEO copywriting e web marketing.
Dopo una laurea in Relazioni Internazionali ho scoperto che la mia vera stella polare sarebbe stato il Digital Marketing. Da più di 10 anni amo studiare e approfondire le dinamiche che sostengono la comunicazione online tra persone, aziende e brand. Lo faccio per aiutare professionisti e imprenditori a poter dialogare efficacemente con il proprio pubblico. Su www.facilewebmarketing.com conduco esperimenti di SEO copywriting e web marketing.

l'Autore

della recensione

hai già visto le

ultime recensioni?