C’è un tempo sospeso tra ciò che si dovrebbe fare e ciò che si sente il bisogno di fare. Spesso ci lasciamo cullare dalla narrazione idealistica delle grandi Big Tech, ma poi ci fermiamo, ci guardiamo attorno e ci chiediamo: cosa genera davvero tutto questo?
Careless People di Sarah Wynn-Williams, avvocatessa e scrittrice neozelandese, è un saggio noto per essere diventato un memoir autobiografico dell’esperienza dell’autrice da direttrice delle politiche pubbliche globali di Facebook, offrendo uno sguardo diretto sui meccanismi di potere e sulle dinamiche organizzative che hanno accompagnato l’ascesa globale del social network di Zuckerberg. Un testo, dunque, che svela il volto oscuro del potere dietro la piattaforma che ha cambiato il mondo.
Oltre la missione: la realtà di un ambiente tossico
Il libro si apre con un episodio dell’infanzia dell’autrice: l’attacco di uno squalo. Questo evento assume nel testo una chiara funzione metaforica, anticipando l’esperienza all’interno di Facebook, dove gli “attacchi” non sono fisici, ma provengono da figure di potere immerse in una cultura aziendale fortemente competitiva e gerarchica.
Attraverso una narrazione personale ma dettagliata, l’autrice descrive Facebook come uno degli ambienti di lavoro più tossici in cui abbia operato, caratterizzato da una sistematica mancanza di rispetto nei confronti dei dipendenti e da ripetuti episodi di abuso di potere. Le esperienze riportate non assumono solo valore testimoniale, ma contribuiscono a ricostruire il contesto interno che ha reso possibili molte delle controversie che hanno coinvolto l’azienda negli ultimi anni, conferendo maggiore credibilità e peso alle sue rivelazioni. Nonostante avesse creduto sinceramente alla missione di Mark Zuckerberg di «rendere il mondo più aperto e interconnesso», Wynn-Williams si è scontrata con una realtà segnata da ritmi insostenibili e da una cultura che premia l’iper-lavoro.
Dalla comunicazione sociale al potere politico globale
Wynn-Williams ripercorre la nascita di Facebook nel 2004 e la sua rapida diffusione globale
L’ingresso progressivo di figure pubbliche e politiche segna una svolta cruciale: Facebook, inizialmente percepito come un semplice spazio di condivisione per studenti, non è più solo un social network, ma diventa uno spazio centrale della comunicazione pubblica e politica. È in questo momento che l’autrice matura la convinzione che la piattaforma avrebbe trasformato radicalmente il modo di fare politica, concentrando un potere senza precedenti nelle mani di chi ne stabiliva le regole, grazie alla capacità della piattaforma di riuscire ad accumulare una quantità enorme di informazioni private sui cittadini di ogni paese. Viene così inaugurata una nuova fase del capitalismo digitale.
Nel suo ruolo, l’autrice si è trovata al centro di decisioni cruciali in materia di privacy, libertà di espressione e processi elettorali, destinate a influenzare l’uso dei social media per decenni. Tra gli episodi più significativi analizzati emergono:
• Il possibile ruolo della piattaforma nell’elezione di Donald Trump.
• Le concessioni fatte al governo cinese per il controllo tecnologico.
• La gestione irresponsabile dei contenuti in Myanmar, dove la diffusione di post d’odio ha contribuito ad abusi e a un vero e proprio genocidio.
Il crollo del sogno americano tecnologico
L’analisi più incisiva riguarda la figura di Mark Zuckerberg, descritto come un leader dal fragile ego, circondato da un’équipe impegnata a proteggerlo da ogni critica. Il cosiddetto “sogno americano”, fatto di privilegi e jet privati, si rivela così una costruzione fragile, fondata su compromessi etici e manipolazioni. Il memoir si conclude con il licenziamento dell’autrice, avvenuto dopo anni di totale dedizione e in seguito a una denuncia di molestie sessuali che coinvolgeva i suoi superiori, rafforzando il quadro di un’organizzazione incapace di tutelare i propri dipendenti.

Careless People non è solo il racconto di un’esperienza individuale, ma una riflessione critica sul potere delle piattaforme digitali, sulla loro influenza politica e sociale e sui costi umani della loro espansione. Il saggio offre una testimonianza rilevante per comprendere le trasformazioni contemporanee del lavoro, della politica e della comunicazione globale, ma anche i meccanismi oscuri alla popolazione che usufruisce delle piattaforme più famose al mondo, ignorandone i possibili rischi.
Consiglio questo libro ai marketer e Social Media Manager, ai manager e responsabili HR, ma anche ad appassionati di politica e comunicazione globale.








