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Andrea Antoni, Orazio Spoto

Instagram Community & Creatività

26 €

Editore: Flaccovio
Collana: WebBook
Autore: Andrea Antoni, Orazio Spoto
Pubblicazione: Maggio 2021
Pagine: 244
Costo di copertina: 26,00 €

instagram community creatività

Recensione del libro Instagram Community & Creatività, di Andrea Antoni e Orazio Spoto

Instagram è il social network che da sempre si è basato su due principi: la fotografia e la community. La fotografia intesa come parte visuale di un messaggio e la community intesa come persone che seguono con interesse un account.

Instagram, come tutti i social network, non è nato per le aziende, ma per le persone. E tra tutti oggi è ancora quello che mantiene di più quest’impostazione, dando più attenzione alle persone che ai brand.

Persone, Creator e Influencer su Instagram

Ma la categoria “persone” da subito ha compreso non solo il semplice utente che si fa selfie e condivide la sua vita in modo svogliato ma i “creatori di contenuti” che in alcuni casi si sono poi evoluti in influencer.

Persone che usano la piattaforma per dar vita ad un loro progetto. 

Ed è questa la parola da cui parte tutto: il progetto.

Quando parliamo di creator e influencer parliamo di gente che ha un’idea chiara di quello che vuole fare e di dove vuole arrivare. A volte nasce prima il progetto dell’account Instagram, altre ne è la naturale conseguenza.

Da qui nasce questo libro, che non vuole essere un manuale di Instagram, non insegna come fare un post perfetto o la strategia da usare per arrivare a 100k follower.

Non un manuale ma una fonte d’ispirazione

No, in questo libro si trovano esempi concreti da cui trarre ispirazione partendo da parole chiave che ci guidano in tutti gli aspetti di Instagram segnalandoci per ognuna uno o più account da seguire, che su quella parola chiave hanno costruito il loro successo.

Tralasciando il funzionamento di stories, reels, igtv e pure i meme, la parte bella della libro è quella che sottolinea l’unicità, la creatività e l’idea alla base di account di tutto il mondo che hanno costruito progetti (che a volte sono andati anche “fuori” da Instagram) e delle community che ne hanno fatto la loro fortuna.

Ma come? Questa è la domanda che tutti si fanno sempre. La risposta è: creando interazioni, coinvolgendo chi li segue, e spingendoli a fare qualcosa come condividere un post o taggarli nelle proprie foto.

Si ma come? Questo è il segreto che tutti inseguite, ma che nessuno vi svelerà. E sapete perchè? Perchè non c’è una formula magica che vale per tutti. Perchè ogni progetto è diverso, e a volte è solo questione di tempismo (essere i primi), di tematica, di fortuna (essere ricondivisi da un account molto famoso ad esempio).

L’account Instagram di Agenzia Stanca

Cosa sta rendendo @agenziastanca l’account del momento con 17k follower (in poco più di 3 mesi)? Semplice: aver messo nero su bianco quello che tutti i giorni succede in agenzia ovvero frasi senza senso che capiamo solo noi del mestiere. Banale? Si. Semplice? Molto. Ha funzionato? Alla grande! Perchè? Perchè è simpatico, ci permette di condividere frasi che non solo leghiamo ad un’esperienza personale nostra ma anche di taggare il collega con cui le viviamo. 

L’idea è stata vincente. E stracopiata in un nano secondo. Perchè pensiamo sempre di poterlo fare anche noi e magari pure meglio. Ma si impara in fretta che copiare è sempre arrivare secondi. Chi sta dietro la pagina (un*, nessuno o centomila non è dato saperlo ancora) se lo aspettava? Sono sicura di no. Ma ha capito in fretta come sfruttare la prima onda positiva e ha aumentato non solo i post e le stories ma anche le interazioni creando piccole rubriche settimanali che permettono a tutti di sfogarsi alimentando cosi la creazione di una community che si rivedere ogni giorno in quello che viene pubblicato e si sente meno sola! (Perchè le sfige se condivise fanno mano male)

@agenziastanca è solo un caso, come i tanti che trovate nel libro e da cui si possono davvero prendere spunti. Quelli da cui partire per creare (o migliorare) il nostro progetto, sia esso personale o legato ad un brand.

La seconda parte del libro è un glossario dei termini di Instagram, utile per chi si avvicina oggi alla piattaforma scoprendo tutte le sue funzionalità e aspetti chiave.

In conclusione:

A chi è consigliato? La prima parte a tutti quelli che vogliono capire come creare un progetto su Instagram che funzioni (o migliorarne uno esistente), partendo dall’esperienza di altri utenti e seguendo gli account consigliati. È sicuramente un libro perfetto per chi si avvicina a Instagram da content creator, senza avere basi di marketing e senza conoscere la piattaforma se non da utilizzatore personale.

Quanto è pratico? È un susseguirsi di account da seguire, da cui trarre ispirazione, ma non è “pratico” nel senso stretto del termine. Non vi insegna a usare Instagram ma è un punto di partenza se avete un’idea e volete lavorarci sopra.

È da avere in libreria? Se siete all’inizio e state cercando la vostra strada la risposta è si. Se invece già conoscete e usate Instagram per lavoro (ad esempio in agenzia, o come freelance per qualche attività o brand) la prima parte è quella da leggere per voi, la seconda (il glossario) è roba che già conoscete; quindi il mio consiglio è magari risparmiare qualche € e acquistarlo in ebook.

L'Autrice della recensione

Federica Mori - La Barbie Social

Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online. Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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