Reputation Marketing, scritto da Marco Valentinsig professionista del marketing digitale, sottolinea l’importanza della reputazione e delle relazioni nel fantastico e, sempre in continuo cambiamento, mondo del marketing. Tutti parlano di pubblicità, tutti monitorano i KPI giusti, tutti pensano alla viralità dei contenuti social ma pochi, quasi nessuno, parla al cliente come a una persona.
In un mondo in cui l’Intelligenza Artificiale sta prendendo sempre più piede, dove l’overload digitale è un problema che comporta contenuti sempre meno di valore e sempre più superficiali, alla ricerca di viralità, views e likes. Le relazioni con le persone, quelle vere – anche se si trovano dietro uno schermo – sono fondamentali per creare un’ottima reputazione, e quindi fiducia nel tempo.
Un libro scorrevole, interessante e una vera e propria guida al Reputation Marketing pensato per imprenditori, manager, professionisti e aziende B2B che vogliono capire come la reputazione influenzi vendite, fiducia e posizionamento.
Cos’è il Reputation Marketing?
L’autore del libro ha tenuto a mettere in chiaro sin dalle prime pagine il concetto che voleva sviluppare nel corso di tutto il libro. Già nella prima pagina, del primo capitolo, infatti, troverai una frase molto importante: “non basta essere visibili: bisogna essere credibili”.
Proprio così, e con questa frae possiamo iniziare a spiegare brevemente che cos’è effettivamente il Reputation Marketing, e quindi la reputazione di un’azienda. Partiamo col dire che ogni azienda ha una reputazione, questa, infatti, è un dato di fatto. Un’insieme di percezioni, opinioni e ricordi che clienti, partner e dipendenti associano al brand.
Quindi aziende, parliamo proprio con voi! Avete tra le mani un vero e proprio biglietto digitale. Infatti le persone sceglieranno di entrare nella vostra attività, acquistare i vostri prodotti o servizi in base a ciò che trovano online del vostro brand. Vi ricordate il famosissimo passaparola? Bene, oggi è digitale. Oggi una recensione può influenzare una persona in pochissimi secondi, pensate che peccato non rispondere o non curare la vostra immagine online. Qualcun altro lo farà al posto vostro sicuramente.
E dopo questa breve ma concisa spiegazione di cos’è il Reputation Marketing, è doveroso fare una distinzione tra notorietà e reputazione. La prima indica se la gente ha sentito parlare di voi, la seconda, invece, indica cosa pensa davvero la gente di voi. Quindi la notorietà vi porta traffico, la reputazione vi porta fatturato.
E infatti uno degli insegnamenti di questo libro è proprio questo: nel digitale non conta se vi conoscono. Conta se si fidano.
Vanity metrics VS reputation metrics
Uno dei capitoli che più ci ha colpito in Reputation Marketing è sicuramente quello che porta proprio questo titolo: differenza tra vanity metrics e reputation metrics.
Facciamo prima un po’ di chiarezza. Le vanity metrics sono un’illusione ottica: follower, like, commenti. Insomma numeri belli da vedere e da mostrare nelle riunioni con il cliente ma che non hanno un valore reale. Non dimostrano l’effettiva crescita di fatturato di un’azienda.
Le reputation metrics, invece, sono numeri che rappresentano la realtà in tutto e per tutto. Non possono essere truccati perché misurano l’impatto che hanno sul business: quanti preventivi sono stati chiusi? Com’è il rapporto con gli altri stakeholders? Come viene posizionata la tua azienda sul mercato?
La differenza è sostanziale ma la metrica è la stessa. Anche nel secondo caso vengono presi in considerazione follower, engagement, traffico ma ciò che le differenzia è il come vengono generati e cosa significano nel contesto reputazionale. Avere follower reali, infatti, ottenuti attraverso campagne di awareness ben impostate; pubblicare contenuti coerenti con l’immagine del brand e avere una presenza costante online e offline ha un impatto diverso ma soprattutto un valore diverso.
Chiudiamo questo paragrafo con una frase di Marco Valentinsig molto d’effetto: “non basta crescere: bisogna crescere nel modo giusto”.
Bandwagon effect e collective effect
Bandwagon e collective effect sono due azioni che esistono, ormai, da tempo nel mondo del marketing. Ma per spiegarvi il loro significato vogliamo partire da una frase che estrapoliamo direttamente dalle pagine di questo libro: “la fiducia diventa vendita quando il cliente sente di ridurre il rischio”. E la reputazione è lo strumento più potente per ridurre questo rischio.
Ti stai chiedendo il perché? Ogni profilo ben curato del management comunica affidabilità; ogni feedback gestito bene dimostra che l’azienda c’è, ascolta e risponde subito; ogni contenuto pubblicato crea un vantaggio comunicativo. Insomma senza reputazione non si converte.
E quindi cos’è il bandwagon effect? è la tendenza a fidarci di ciò che molti altri stanno già scegliendo. Un meccanismo che aiuta a prendere decisioni importanti in situazioni difficili. Infatti, la mente di uno stakeholder funziona proprio così: se un’azienda è molto scelta, molto citata e molto recensita vuol dire che è affidabile.
Se il bandwagon effect corrisponde a “tutti lo fanno, allora lo faccio anche io” il collective effect, invece, corrisponde a “se un gruppo di pari lo ritiene valido, allora deve esserlo davvero”. Proprio così: se quell’azienda e quel prodotto sono stati scelti da player importanti, leader di settore e presenti sul mercato da molti anni, allora quella stessa scelta si rafforza automaticamente. Tutto questo vale più di una certificazione tecnica, è come avere dei garanti invisibili.
Ecco perché curare la reputazione della tua azienda, l’immagine online e offline e il rapporto con i tuoi clienti riuscirai a convincere il tuo pubblico che anche altre aziende stanno scegliendo te.

Reputation Marketing di Marco Valentisig non è un libro qualunque ma una vera e propria guida. L’obiettivo dell’autore, infatti, è quello di sottolineare quanto sia importante creare e mantenere con cura la reputazione di un’azienda. In che modo? Attraverso attività che singolarmente possono sembrare “banali”, come ad esempio rispondere a recensioni online, ma che in realtà mostrano quanto l’azienda ci tenga ai suoi clienti, ai loro feedback e alla sua presenza sul mercato.
In un mondo in cui prevale sempre di più l’intelligenza artificiale, questo libro si schiera dalla parte delle relazioni umane, sia interne a un’azienda che esterne. L’unico strumento che funziona e che dà fiducia al prossimo.
Prima di concludere, se ti è piaciuto l’argomento, di seguito troverai due libri che abbiamo recensito e che trattano lo stesso tema:








