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Call Newport

Deep Work

22 €

Editore: Roi Edizioni
Collana: Ottantaventi
Autore: Call Newport
Pubblicazione: Ottobre 2020
Pagine: 288
Costo di copertina: 22,00 €

deep work concentrati al massimo

Recensione del libro Deep Work, di Cal Newport

Le regole di Newport sono pensate per mostrarci come trasformare la concentrazione intensa da un’aspirazione a una presenza costante e importante nelle nostre abitudini lavorative.

Le regole di Newport

Regola 1: lavorate con la massima concentrazione!

Banale? Non direi dato che viviamo nell’are della distrazione e che la nostra capacità di concentrarci è sempre più ridotta.

È necessario trovare la propria filosofia, il proprio modo di integrare la concentrazione intensa nella propria vita lavorativa. Per trarre il massimo dalle vostre sessioni di concentrazione intensa, scegliete rituali rigidi e adatti a voi. Createvi una routine!

Dove lavorare e per quanto tempo? Come lavorare? (No internet oppure numero minimo di parole battute, ecc) Come sostenete il lavoro? (Caffè prima o durante? Spuntino? 5 minuti di esercizio fisico?)

Un consiglio? (Di Newport, non mio ovvio!) Siate pigri 🤫

  1. Staccare la spina favorisce le intuizioni;
  2. Staccare la spina ci aiuta a ricaricare le energie di cui abbiamo bisogno per lavorare concentrati;
  3. Il lavoro che si svolge la sera invece di riposarvi solitamente è privo di valore. Se programmiamo con cura il nostro tempo dovremmo riuscire a mettere a frutto le risorse giornaliere a nostra disposizione per lavorare con la massima concentrazione. Ne consegue che alla sera avremo consumato la nostra capacità di concentrazione per quel giorno. Ogni attività svolta non sarà quindi di alta qualità. Tu lavori mai la sera?

Regola numero 2: accettate la noia

La capacità di concentrazione profonda è un’abilità che deve essere allenata. L’allenamento ha due obiettivi: migliorare la capacità di concentrazione e superare l’impulso alla distrazione.

Intervallate la concentrazione con momenti di pausa. Definite quando connettervi a internet e quando no nell’arco della giornata. Impossibile? In realtà no.

Se limitiamo l’utilizzo di Internet minimizziamo il numero di volte in cui cediamo alla distrazione e così permettiamo ai muscoli che scelgono dove orientare l’attenzione di rafforzarsi. Decidiamo a tavolino quando connetterci e rispettiamo la timetable! Non è importante il numero totale e la durata delle fasce orarie dedicate a internet quanto assicurarsi che le fasce dedicate alle attività offline siamo rispettate. E non vale solo in ufficio, tra email e lavoro da portare a termine, vale anche (e spesso soprattutto) a casa. Invece di passare serate e weekend attaccati al telefono riponiamolo, ignoriamo i messaggi e asteniamoci da internet.

Newport consiglia la meditazione produttiva consiste nello scegliere un momento in cui siamo impegnati fisicamente ma non mentalmente (mentre camminiamo, facciamo la doccia, corriamo, guidiamo) per focalizzare l’attenzione su un singolo problema ben definito di natura professionale. Io l’ho sempre fatto mentre nuotavo in piscina, non sapevo si chiamasse così! 

Regola n. 3: abbandonate i social media.

(Sto già sentendo i vostri “se va beh”)

Ok, anche l’autore sostiene che è quasi impossibile chiedere di abbandonare i social ma ci da’ anche 3 strategie per abituarci a cedere alla mentalità “qualunque sia il beneficio” e passare “all’approccio dell’artigiano”.

  1. Applicate il principio 80/20 alle abitudini online. Se prendete il tempo che solitamente si impiega in attività poco efficaci (come stare su Facebook) e lo si reinveste in attività efficaci (come uscire a pranzo con un amico invece di scrivergli online) avremo più successo nel raggiungere i nostri obiettivi.
  2. La festa dell’inscatolamento di Ryan Nicodemus. Imponetevi il divieto di utilizzare i social media per 30 giorni. TUTTI, nessuno escluso. Non disattivateli e non avvisate il mondo del vostro digital detox. Smettete di usarli punto e basta. Passati i 30 giorni domandatevi: gli ultimi 30 giorni sarebbero stati molto più interessanti o diversi se avessi potuto accedere ai social? È importato a qualcuno che non abbia utilizzato i social. Se la risposta è NO a entrambi siete pronti ad abbandonare i social per sempre. Altrimenti tornate a usarlo (e pace amen aggiungo io!).
  3. Non usate internet come mezzo di intrattenimento. Ovvero scegliete con più attenzione come trascorrere il tempo libero. È fondamentale pensare in anticipo a come trascorrere le serate e i fine settimana prima che comincino

Regola numero 4: riducete al minimo le attività superficiali.

  • Pianificate ogni minuto della giornata. L’abitudine alla concentrazione intensa richiede rispetto per il nostro tempo. Un buon primo passo verso una gestione rispettosa accurata del proprio tempo e decidere in anticipo come trascorrerete ogni minuto della giornata.
  • Definite il “budget” del lavoro superficiale. Se lavorate autonomamente scoprirete come il tempo che produce valore in una giornata piena di impegni sia effettivamente poco. Capirete come dire no a certe attività e ad ottimizzarle altre.
  • Smettete di lavorare entro le 17.30. La produttività ad orari fissi può offrire molti benefici.
  • Diventate difficili da raggiungere. Avete presente le email che arrivano a qualsiasi ora? Anche dal capo? Ecco, non è sempre necessario rispondere immediatamente se siamo fuori dall’orario lavorativo e dobbiamo disincentivare la gente a scriverci per qualsiasi cosa!

La conclusione del libro è realistica: la concentrazione intensa non è per tutti e richiede sacrifici. Concordo con l’autore, e aggiungo che si nota come il libro sia del 2016. L’utilizzo dei social oggi è decisamente maggiore e non tiene conto per me di chi, come me appunto, con i social ci lavora.

Ma sicuramente vi dico che qualche buona e sana abitudine la si può cogliere da questo libro: qualcosa che vi aiuterà a lavorare meglio, più concentrati, ma soprattutto a definire meglio il vostro tempo e a dedicarlo alle cose che più vi interessano (sia lato professionale che personale).

L'Autrice della recensione

Federica Mori - La Barbie Social

Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online. Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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