Ennesimo libro sull’intelligenza artificiale? No, non è così. Dalla penna al prompt di Diego Fontana è un libro che ti aiuterà a comprendere meglio il mondo del copywriting ma soprattutto il ruolo del copywriter ieri, oggi – con l’intelligenza artificiale – e domani.
Più che un libro, possiamo definire questa opera come una guida pratica alla scrittura.
Proprio per questo è adatto a tutti coloro che vogliono imparare a scrivere, e anche in modo creativo, vogliono lavorare all’interno di un’agenzia di comunicazione e\o vogliono essere dei copywriter.
Ma aspetta, se non rientri in queste categorie, non hai sbagliato libro. Questa guida, infatti, è utile a tutti quei professionisti del settore che hanno bisogno di un ripasso generale o, ancora meglio, di un aggiornamento.
Dalla penna al prompt è il libro che devi assolutamente avere sempre a portata di mano (non solo in libreria!) e ora ti spiego il perché me ne sono innamorata già dalle prime pagine.

Dalla penna al prompt, ma prima un po’ di contesto
Prima di arrivare al copywriting dei giorni nostri, l’autore, nei primi capitoli del libro, ci segnala le tappe più importanti che hanno portato l’arte di scrivere testi a comunicare con l’intelligenza artificiale.
I mezzi di comunicazione più antichi e importanti sono la televisione e la carta stampata.
Da sempre, hanno una reputazione e un’istituzionalità tali da essere considerati la voce della verità assoluta. “Lo hanno detto in televisione” è l’affermazione più naturale e spontanea che abbiamo sentito più spesso e che anche noi, a volte, pensiamo tutt’oggi.
La verità? Questi mezzi di comunicazione avevano il compito di informare il consumatore sui fatti attraverso un tipo di comunicazione verticale. I mezzi sovrastavano il consumatore che era considerato un individuo che aveva la capacità solo di ricevere quell’informazione. Proprio per questo la parola con (indica insieme) –sumer (che significa prendere) indica il ruolo di una persona che consuma, apprende ma senza la libertà di scegliere di informarsi attraverso un mezzo differente, rispetto ai due sopra citati.
Grazie all’avvento delle piattaforme social, la comunicazione ha preso una piega diversa: da verticale a orizzontale. I consumatori non erano dei semplici spettatori passivi ma partecipavano attivamente alle conversazioni online. Così tanto che le marche, nello specifico i copywriter, avevano un compito importantissimo: sviluppare delle conversazioni online veramente interessanti e che apportano valore al pubblico in target.
Il copywriter, un artigiano digitale
Uno dei concetti che più ho amato di questo libro è sicuramente quello del copywriter come artigiano digitale. L’autore ha voluto accostare l’immagine del copywriter a quella dell’artigiano così da intenderlo come un professionista che sviluppa una consapevolezza di sé e del mercato in cui opera, tenendo bene a mente l’impatto che il suo ruolo ha nella società.
Ecco perché non deve mai cedere al conformismo, ai parametri stabiliti e al “si fa così” senza un pensiero critico. Questi elementi limitano la creatività e il valore del proprio operato.
Scrivere bene e attraverso i media
Non ti spoilero il voto che ho dato a questo libro (lo trovi proprio alla fine di questa recensione ma non scrollare, goditi il percorso) ma sicuramente quello di cui ti sto per parlare in questo paragrafo ha influito molto sul punteggio finale.
Quando dico che questo libro è una guida pratica alla scrittura è perché ogni esempio fatto dall’autore è seguito da un qr code che rimanda all’argomento di cui sta parlando (che sia una pubblicità, un video o un testo). Ma non solo, alla fine di ogni capitolo troverai approfondimenti di professionisti del settore e, tra una pagina e l’altra, esercizi per metterti alla prova. Il linguaggio che utilizza è semplice, chiaro ed esplicativo. Una lettura interessante e piacevole.
Ma c’è di più (tu dirai “ancora“, sì ancora). L’autore dà lezioni di grammatica italiana.
Quando si utilizza il punto? E il punto esclamativo? Come si utilizzano correttamente le virgolette? E i tre puntini? Queste (e non solo) sono le basi del saper scrivere bene e troverai piccoli paragrafi per ciascuno di questi esempi. Più chiaro di così, no?
L’autore prima ha gettato le basi per una buona scrittura e poi ha dedicato un capitolo intero alla scrittura sui vari media e canali, specificando e approfondendo per ognuno di questi terminologie e processi mentali per aiutarti a pensare e creare il payoff adatto a quel brand oppure la headline che sappia racchiudere in una sola frase una storia o ancora, il contenuto per LinkedIn o la scrittura di un video\spot pubblicitario.
Se non sai cosa fa un copywriter, questo libro ti aprirà la mente.
Copywriting e intelligenza artificiale
Ed eccoci qui a ripetere che l’intelligenza artificiale non ruberà il lavoro al copywriter.
Diego Fontana in dalla penna al prompt affronta il tema dell’AI generativa, elencando gli elementi negativa ma anche i lati positivi che migliorano il lavoro del copywriter.
Tra i lati negativi c’è sicuramente quello dell’attendibilità. Proprio così, tendiamo a dare per vero tutto ciò che dice una macchina ma non sempre è così, e in questo caso Chat GPT ne è un esempio. Le intelligenze artificiali sono state allenate da essere umani e le frasi che producono non sono oggettive ma solo coerenti con la richiesta fatta.
Come utilizzare quindi nel migliore dei modi l’intelligenza artificiale nel copywriting? Sicuramente cambiando l’utilizzo che se ne fa. Non bisogna essere dipendenti dalla macchina ma creare una comunicazione attiva tra uomo – macchina. La macchina fa e tu finalizzi o viceversa.
Il copywriter deve avere le idee chiare o quanto meno deve sapere dove vuole arrivare. Fare una richiesta unica a Chat GPT e aspettarsi una risposta bella, fatta e finita non porta da nessuna parte. Anzi, avrai solo risultati privi di logica, anima e carattere.
Suddividi il problema o le domande da porre per argomento. In questo modo riceverai dalla macchina gli input necessari per completare l’idea e\o il messaggio da veicolare in modo unico e creativo.
Cosa imparerai da queste pagine? Che la storia si ripete. E ora mi spiego meglio.
All’inizio i consumatori venivano classificati come passivi, a causa di una comunicazione verticale e ora lo stesso errore lo stiamo facendo con le macchine. Non sono strumenti esecutivi ma contributor attivi, da bravo\a copywriter impara a comunicare con loro.

Dalle basi della grammatica italiana fino alla scrittura del prompt perfetto.
La capacità di scrivere testi è veramente un’arte. Ed ecco perché dobbiamo mantenerla viva con l’aggiornamento continuo e costante. L’intelligenza artificiale non eliminerà dalla circolazione il ruolo del copywriter ma darà a questa figura un ulteriore strumento per supportare e allenare la sua creatività.
Difficilmente mi capita di pensarlo ma appena ho finito di leggere dalla penna al prompt mi sono detta: “avrei voluto leggere questo libro molto tempo prima”. Quindi se ti interessa il mondo del copywriting e come si evolve grazie all’intelligenza artificiale, leggi questo libro e poi portalo sempre con te.
Ah, quasi dimenticavo…scopri di più sull’intelligenza artificiale leggendo questo libro 🙂








