RECENSIONE DEL LIBRO

Basta lavorare così

Come trovare un equilibrio felice tra vita e lavoro

Basta lavorare così_libri di marketing_

Editore:

Bompiani

autore

Silvia Zanella

pubblicazione:

pagine:

2025

224

Autore

Silvia Zanella

Editore

Bompiani

Pubblicazione

2025

Pagine

224

Prezzo

18,00

Autore

Silvia Zanella

Pagine

224

Editore

Bompiani

Prezzo

18,00

Autore

Silvia Zanella

Pubblicazione

2025

costo:

Editore

Bompiani

Pagine

224

18,00

Ti è mai capitato di vivere il lavoro come un peso? Di tornare a casa ogni sera con la sensazione che qualcosa non vada, ma senza riuscire a cambiare davvero le cose? Se ti sei fatto questa domanda ultimamente, allora ti invito a cominciare la lettura di questa recensione.

Sei titolare di un’azienda e ti ritrovi a osservare sempre più dipendenti demotivati o ad attirare con fatica nuovi talenti? Ti consiglio di riflettere su questo tema con gli approfondimenti di questo libro.

Come afferma Silvia Zanella, autrice di “Basta lavorare così”, se “per decenni abbiamo tollerato che albergasse l’infelicità e la frustrazione all’interno dei luoghi di lavoro”, al giorno d’oggi tutto questo non è ammissibile. Questo è il momento per rimettere in discussione le abitudini radicate e ripensare il lavoro in modo “più sano, più umano e più sostenibile”. 

Perchè agire ora? Perchè il confine tra vita e lavoro è quasi inesistente e questo implica che il lavoro plasma anche le ore restanti della giornata. Se si è infelici a lavoro, ci si porta questa insoddisfazione anche a casa. Basta lavorare così è una guida brillante e incisiva che ci aiuta a trovare il nostro punto di equilibrio vita lavoro. 

Vita e lavoro: 8 pensieri tossici 

Dove finisce il lavoro? Dove inizia la vita? Come smantellare i comportamenti tossici negli ambienti di lavoro? Il primo passo per trovare la risposta a queste domande è partire dall’analisi del contesto

Un aspetto cruciale evidenziato dall’autrice è la necessità di riconoscere e abbandonare le cattive pratiche e i pensieri tossici che minano il nostro benessere. Queste convinzioni possono contribuire a una cultura aziendale malsana, impedendo alle persone di stabilire confini chiari tra la sfera professionale e quella personale. In particolare l’autrice inizia la sua riflessione partendo da 8 macro argomenti e da frasi chiave. Eccoli di seguito: 

  1. “Io sono il mio lavoro.” La questione identitaria;
  2. “Siamo una grande famiglia,” o anche “Mettiamo le persone al centro.” La questione dei valori;
  3. “#Ilovemyjob.” La questione del significato che attribuiamo al lavoro;
  4. “Siamo tutti utili ma nessuno è indispensabile,” o “Ringrazia che hai un lavoro.” La questione della felicità;
  5. “Ha intenzione di fare figli?” o “Qui fuori ho la fila,” “Mi hai messo in copia?” Le questioni dell’etica e del potere;
  6. “Lei non è pagato per pensare, Lei è pagato per lavorare,” o “Sai quanti ne trovo come te?” La questione della tecnologia;
  7. “I problemi personali si lasciano a casa.” La questione degli spazi;
  8. “Oggi part time?” oppure “Scusa l’ora, hai un minuto?” La questione dei tempi.

Work life balance: come favorire l’equilibrio vita lavoro?

Dei 7 punti chiave definiti da Silvia Zanella come fondamentali per raggiungere un equilibrio vita lavoro, credo che il primo sia quello in grado di generare un vero e proprio cambiamento. Parlo della capacità di coltivare consapevolezza e quindi di riflettere, analizzare quali sono le priorità nella propria vita e sul lavoro e come queste cambiano nel tempo. Grazie a questo esercizio costante (che si può svolgere nel modo più adatto alla propria persona) potrai infatti maturare e chiarire la direzione da intraprendere. 

Personalmente, ho trovato illuminante questa riflessione. Nel mio percorso professionale – come freelance e come dipendente – ho capito che il benessere personale non è un lusso accessorio, ma una condizione abilitante per fare un buon lavoro. Non si tratta solo di “stare bene”, ma di riuscire a lavorare con lucidità, energia, motivazione. Quando il lavoro assorbe tutto lo spazio mentale e fisico, anche la qualità di ciò che si produce si impoverisce.

Coltivare il proprio equilibrio richiede costanza e piccoli atti di coraggio quotidiani

  • decidere di non rispondere subito ai messaggi fuori orario, 
  • prendersi una pausa anche quando l’agenda è piena, 
  • fissare i propri confini anche in contesti in cui non è scontato farlo. 

Silvia Zanella ci ricorda che la cultura lavorativa è fatta anche di ciò che tolleriamo ogni giorno. E se oggi possiamo permetterci di metterla in discussione, è un’occasione da non sprecare.

Cultura aziendale tossica: alcune domande per individuarla

Quali sono le domande utili per comprendere se vi è un corretto equilibrio vita lavoro? Ecco le risposte che ha ricevuto l’autrice e che tengo a riportarti qui: 

  1. Quanto pesa il lavoro nella definizione della mia identità?
  2. I miei valori si riflettono in quelli dell’azienda? Un possibile disallineamento rappresenta un problema per me?
  3. Desidero un lavoro che mi appassioni o preferisco mantenere una certa distanza?
  4. Il lavoro deve rendermi felice? O preferisco tenere separate le emozioni?
  5. Cosa mi mette più a disagio quando sono al lavoro?
  6. Una vita con meno lavoro e più tempo libero mi esalta o mi spaventa?
  7. Quanto voglio tenere separati il tempo del lavoro e il tempo privato?
  8. Quanto mi danno fastidio gli sconfinamenti tra gli spazi professionali e quelli personali?

Cosa possono fare le aziende per evitare di essere considerate con accezione negativa dai propri dipendenti? Degli 8 spunti di Silvia Zanella, vorrei in particolare soffermarmi su uno: l’ascolto. Soltanto ponendosi in relazione con le persone riusciremo a capirne i punti di vista e a rispondere nel modo più sensato alle loro richieste. Una cultura aziendale sana nasce dalla capacità di accogliere prospettive diverse e di rispondere in modo coerente al periodo storico in cui viviamo.

Perché leggere il libro Basta lavorare così: 

Se ogni giorno ti senti infelice rispetto al lavoro che svolgi, probabilmente dovrai cambiare qualcosa nella tua vita. Se come imprenditore continui ad avere difficoltà nel reclutare giovani talenti e ad attirare persone che rimangono fedeli a principi e obiettivi dell’azienda, probabilmente devi rivedere alcune delle dinamiche interne all’impresa. 

Con la recensione del libro “Basta lavorare così” vorrei indicarti alcuni punti salienti e farti capire come un paio di ore di lettura possono avere un impatto importante sulla tua vita di tutti giorni. Ecco alcune riflessioni chiave:

  • Tempi e spazi sul lavoro. È possibile gestire il lavoro in modalità ibrida? Un ufficio deve essere funzionale o anche piacevole dal punto di vista estetico? Quali sono le conseguenze che la pandemia ha portato nei contesti lavorativi in Italia e in tutto il mondo? L’autrice considera quanto accaduto negli ultimi anni e offre nuovi spunti per argomentare queste tematiche.
  • Valori ed etica. Quanto ancora le persone saranno disposte ad accettare di lavorare in ambienti di lavoro tossici? Quali sono le azioni e i comportamenti aziendali che minano il proprio benessere mentale? Le aziende devono ripensare i propri ecosistemi e intraprendere una conversazione costante con i propri dipendenti per comprenderne bisogni e necessità. 
  • AI e lavoro. L’intelligenza artificiale sostituirà i singoli individui nelle professioni in cui si sono specializzati? La risposta dell’autrice su questo tema è legata al “pensare”. Quest’ultima è infatti l’attività fondamentale per qualsiasi evoluzione e, senza di essa, la tecnologia ha potenzialità limitate. I ragionamenti, le esperienze e, soprattutto, le emozioni che si provano nella quotidianità rendono ogni individuo indispensabile per fornire un valore aggiunto a qualsiasi professione. 

Vuoi raggiungere l’equilibrio vita lavoro desiderato? Vuoi riflettere su quanto è cambiata per gli individui la concezione del lavoro nell’ultimo secolo? Leggi il libro in questione e, se cerchi altri approfondimenti, consulta la sezione dedicata sul blog di Libri di Marketing.

Conclusioni del libro

A chi è consigliato? Mi sento di suggerire questo testo soprattutto a chi è stanco del proprio lavoro, a chi è intrappolato in dinamiche professionali tossiche e a chi, come azienda, vuole comprendere le esigenze dei propri dipendenti e collaboratori. La ricerca del proprio equilibrio vita/carriera passa anche attraverso la lettura di testi come questo. Silvia Zanella esprime in modo chiaro il contesto aziendale attuale e riflette su quali sono le azioni che si possono intraprendere per cambiare. 

Quanto è pratico? “Basta lavorare così” non è un libro che ti mette alla prova con esercizi. Tuttavia, le considerazioni dell’autrice sono utili sia per dipendenti che per imprenditori, per cominciare a mettere in discussione abitudini, linguaggi e modelli mentali spesso accettati in modo passivo.

Libri di marketing recensione

voto:

l'Autore

della recensione

Daniele Sforza
La mia storia comincia nel 1995 a Bari, circondato dal folklore tipico del Sud Italia e dalla dolce brezza marina. Ho scoperto il mondo digital da adolescente e mi sono interessato sempre più alle sue dinamiche con il passare degli anni. Così ho conseguito prima una laurea triennale in Marketing e Comunicazione d’azienda e poi continuato il percorso con una laurea magistrale in Web Marketing e Digital Communication allo IUSVE. Appassionato di marketing e pragmatico, curioso tra progetti innovativi e nelle storie delle persone per contaminarmi di bellezza, idee e suggestioni.

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La mia storia comincia nel 1995 a Bari, circondato dal folklore tipico del Sud Italia e dalla dolce brezza marina. Ho scoperto il mondo digital da adolescente e mi sono interessato sempre più alle sue dinamiche con il passare degli anni. Così ho conseguito prima una laurea triennale in Marketing e Comunicazione d’azienda e poi continuato il percorso con una laurea magistrale in Web Marketing e Digital Communication allo IUSVE. Appassionato di marketing e pragmatico, curioso tra progetti innovativi e nelle storie delle persone per contaminarmi di bellezza, idee e suggestioni.

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