Nicolò Pirelli si definisce un imprenditore con un’anima all’antica. E lo fa subito, nella primissima riga del suo manuale Valori che creano valore per far capire a chi ha scelto di leggere il libro che il suo interesse sono le persone. Il capitale umano. Le connessioni.
“Nel rumore incessante del digitale, scelgo la sostanza delle relazioni autentiche e dei risultati concreti” scrive.
In questo rumore, la voce del suo manuale si fa sentire con garbo, gentilezza e rispetto. Non sovrasta con prepotenza, non vince con l’arroganza, ma arriva dritta alla mente e al cuore di chi si immerge nelle pagine con un’efficacia che pochi libri hanno.
Valori che creano valore è un manuale dedicato alla mentorship dei valori imprenditoriali che invita le persone a investire su sé stesse per migliorare ogni aspetto della loro vita, attraverso pratiche di autoconsapevolezza orientate ad allenare la resilienza e liberare il proprio potenziale.
Il libro nasce per imprenditrici e imprenditori, per le persone che svolgono un’attività gestionale o dirigenziale nell’azienda di famiglia, in una PMI o anche a capo di una multinazionale. È per chi desidera lanciare una start-up e per chi vuole approfondire e ottimizzare le competenze imprenditoriali.
È per le persone visionarie, che vivono nel cambiamento e ne accettano le sfide. Ma è anche per chi ha bisogno di imparare a sognare, innovare, collaborare con contezza e creare team di lavoro coesi.
Il manuale – edito da Franco Angeli per la collana Trend – Le guide in un mondo che cambia – inizia con una citazione di Antoine de Saint-Exupéry che non ti aspetteresti in un libro dedicato all’imprenditoria: “Le stelle sono illuminate in modo che tutti possano un giorno trovare la loro”.
Ecco, in queste pagine Pirelli supporta le persone nel trovare la loro stella, per imparare a brillare in un cielo sempre più confuso, complesso, articolato e frenetico.
È un buon libro, è un bel libro, è un libro umano. E, in questo periodo storico, ne abbiamo bisogno.
L’argomento centrale di Valori che creano valore
Il tema centrale del manuale di Pirelli è lo spirito imprenditoriale, argomento che l’autore spiega con esempi concreti, casi studio reali, metafore significative che facilitano la comprensione dei concetti chiave. Spirito che ha coltivato nell’azienda di famiglia lungo un percorso di crescita sfidante.
Lo spirito imprenditoriale non è qualcosa che appartiene solo alle prime linee, ai CEO, ai manager et similia, ma è parte di qualsiasi persona che collabora all’interno di un’organizzazione, dalla base al vertice. È qualcosa che appartiene a tutte le persone che hanno a cuore il luogo in cui lavorano.
“Chiunque viva nello spirito imprenditoriale tiene profondamente al successo e alla crescita personale della propria azienda”.
Gli elementi su cui si basa lo spirito imprenditoriale sono la vision, la mission, la leadership e il capitale umano, aspetti che Pirelli approfondisce in modo dettagliato nei capitoli del libro.
Sono quattro elementi sostanziali che, se sono chiari e allineati, garantiscono il successo dell’impresa, in particolare quando l’organizzazione attraversa momenti di crisi o passaggi generazionali.
Per l’autore sono sette le aree di miglioramento che ogni persona dovrebbe allenare per coltivare lo spirito imprenditoriale: public speaking, negoziazione, team building, leadership, personal branding, mentorship e gestione dello stress. Competenze trasversali che sono oggi sostanziali per guidare un’impresa.
Interessante l’affondo dedicato ai cinque pilastri dell’intelligenza emotiva: in un contesto nel quale si parla solo di AI, Pirelli fa emergere le competenze necessarie alla gestione delle emozioni, alla costruzione di relazioni solide e di fiducia.
Autoconsapevolezza, autoregolazione, motivazione intrinseca, empatia e abilità sociali – insieme a spiccate doti comunicative – sono qualità essenziali dello spirito imprenditoriale.
Si aggiungono alla lista l’ascolto attivo, la capacità di delega ed empowerment dei collaboratori, la capacità di adattamento e innovazione.
Pirelli lo ammette: il percorso per abbracciare lo spirito imprenditoriale è complesso e ricco di sfide che richiedono lo sviluppo di competenze specifiche e la “… profonda comprensione e padronanza delle dinamiche umane e organizzative”.
Complesso ma non impossibile: se scegli di leggere questo libro sei già sulla buona strada.
Quali sono gli obiettivi di Valori che creano valore
Un buon progetto editoriale si fonda sull’analisi del pubblico al quale l’autore si vuole rivolgere e sulla definizione degli obiettivi da raggiungere. E dalla chiarezza espositiva con la quale Nicolò Pirelli illustra a lettrici e lettori lo spirito imprenditoriale, si evince l’attento studio che c’è dietro a questo manuale.
L’autore dichiara gli obiettivi all’interno del libro, per non lasciare dubbi, per evitare inutili incomprensioni e per offrire al suo pubblico un percorso lineare e ben definito.
Uno dei principali scopi di Valori che creano valore è aiutare le persone a compiere un’autoriflessione per identificare eventuali ostacoli che rallentano il percorso e poi trovare gli strumenti per superarli.
Pirelli desidera anche avvicinare le persone ad allenare le competenze imprenditoriali, aiutarle a riconoscere e valorizzare i loro punti di forza e “… instillare una cultura aziendale e imprenditoriale autentica e profondamente interiorizzata”.
L’autore ha scritto il libro per condividere un’importante lezione di vita: non dobbiamo per forza vincere ogni singola sfida che la vita ci pone di fronte. Piuttosto, è meglio scegliere con contezza quelle che per noi sono davvero importanti.
Il cuore del messaggio condiviso da Pirelli è far capire a chi legge che ogni persona può essere guidata dai valori che creano valore e diventare promotrice di cambiamento.
Ma Pirelli è ambizioso e non si ferma qui: con questo libro vuole “… aiutare le persone a migliorare le proprie skill, acquisire nuove competenze imprenditoriali e affinare la propria leadership” ma anche creare una comunità, un gruppo di persone, un movimento, interessato a cambiare il cosiddetto status quo e orientato a realizzare ambienti professionali nei quali le persone lavorano per migliorare la propria vita e quella altrui. Giusto un pizzico di sana ambizione.
Struttura e argomenti di Valori che creano valore
La struttura del manuale è ineccepibile: un’introduzione empatica, calda e soffice che favorisce subito il rispecchiamento emotivo e coinvolge lettrice e lettore (appena apri il libro, Pirelli ti prende, non hai scampo).
Una breve biografia dalla quale emergono la vulnerabilità, le fragilità e le paure di un bambino prima e ragazzo poi che porta il cognome Pirelli (e anche qui, ci innamoriamo subito di quel seienne che prova un inquietane insieme di confusione e sbigottimento quando le maestre gli dicono che non godrà di alcun privilegio solo per il nome che porta).
E poi sette capitoli (sette, non è un numero scelto a caso) con una struttura gerarchica logica e fluente.
Vediamola in sintesi: nel primo capitolo l’autore presenta l’argomento centrale della trattazione, lo spirito imprenditoriale, e nel secondo approfondisce le competenze da acquisire per esprimerlo al meglio. Nel primo capitolo trovi anche le 10 regole del buon imprenditore scritte da Leopoldo Pirelli, chicche di saggezza dell’imprenditoria italiana, sempre attuali.
Nel terzo capitolo, tutto dedicato alla leadership, comprendiamo che il vero leader è colui che vuole lasciare un segno, innovare e generare valore. Per l’autore la leadership è un percorso.
Il capitolo quattro è una sorta di breve manuale di personal branding che, in poche pagine, offre una visione completa e chiara dell’argomento.
Il capitale umano – elemento imprescindibile per il successo di qualsiasi impresa – è l’argomento cardine del quinto capitolo: “… è ancora più importante che tu riconosca il valore insostituibile delle persone…” nel contesto attuale caratterizzato dalle AI.
Il sesto capitolo è, forse, il più pragmatico: qui Pirelli affronta il tema della governance e della sostenibilità, con un affondo sull’Agenda ONU 2030.
E poi c’è il capitolo conclusivo, dedicato ai valori che creano valore, allo spirito imprenditoriale come motore per il cambiamento e stile di vita, alla trasformazione del proprio potenziale.
Per dare un taglio pratico e utile al manuale, l’autore ha scelto di aggiungere alla fine di ogni capitolo una serie di allegati che stimolano lettrici e lettori a pensare e agire. Gli allegati, sempre uguali, sono cinque:
A – Concetti importanti del capitolo.
B – Dalla lezione all’esperienza.
C – Azioni da mettere in atto.
D – Idee e spunti per approfondimenti.
E – Le tue riflessioni personali.
C’è anche lo spazio per scrivere, così il libro diventa uno strumento personale di studio.
E poi, l’abbraccio finale nella conclusione, con una frase accogliente e progettata con cura: “… farsi conoscere sia fondamentale per instaurare un rapporto di fiducia con il lettore che si accinge a percorrere questo cammino trasformativo”.
Qual è lo stile di Valori che creano valore
Pirelli padroneggia l’arte della scrittura persuasiva con sicurezza e competenza. Il suo libro coinvolge come un romanzo, senza forzare, senza aggressività, senza giochi di parole.
Lo stile è pulito, chiaro, e comprensibile; il linguaggio pertinente, misurato e piacevole; il tono di voce amichevole – la scelta della seconda persona singolare per rivolgersi a chi legge è informale – ma Pirelli non diventa mai un ‘compagno’. Piuttosto, diventa guida. Rimane super partes con una raffinata postura che ammalia senza mai infastidire.
È un libro scritto bene (ho individuato solo un paio di banali refusi), che si legge con piacere e in modo scorrevole, nonostante gli argomenti trattati siano di spessore.
La scelta delle parole è ponderata: c’è cura dietro a ogni frase. Lo si capisce leggendo: perché in questo libro ti immergi come nella vasca da bagno con le bolle di schiuma. Con dolcezza.
Una dolcezza che non nausea mai perché non eccede: Pirelli mantiene anche nella scrittura quell’equilibrio dinamico di cui parla nel suo libro.
Così l’esposizione risulta trasparente e leale e il coinvolgimento emotivo elevato.
È piacevole tenere tra le mani testi ben progettati e curati, dai quali traspare la passione dell’autore per i temi trattati e il desiderio di lasciare un dono, un’eredità a chi legge.

Nicolò (arrivata alla fine della recensione mi permetto di chiamarlo per nome, chissà se apprezza) è uno sportivo. Lo sport ha sempre avuto nella sua vita un’importanza sostanziale. Questo aspetto del suo carattere gli ha permesso di trovare numerosi parallelismi tra la forma mentis sportiva e quella imprenditoriale “… in particolare nelle soft skill e nei valori essenziali che entrambi i mondi condividono”. Eh, quanto appoggio questa mentalità.
Nicolò conosce anche l’antica saggezza orientale, quella fatta di tempo, cura e attenzione. Spiega il concetto di equilibrio dinamico attraverso un esempio sull’aikidō e illustra il tema del team unito paragonandolo al legame di totale complicità che si crea in montagna tra compagni di arrampicata.
Nicolò sposa la filosofia della leadership coach “… un approccio evoluto e moderno della guida di un team che pone al centro lo sviluppo delle competenze individuali e la creazione di un ambiente di lavoro basato sull’ascolto, il rispetto e l’empatia”.
Nicolò con un approccio olistico propone un’educazione imprenditoriale onesta, schietta e concreta. Chi sceglie di adottarla, ottiene successo.
Nicolò, prima di presentarsi come imprenditore, si presenta come persona e questo approccio empatico e morbido cambia la postura con cui leggiamo il libro: ci sentiamo valorizzati, apprezzati, capiti.
Questo libro non ha una conclusione definitiva e non l’avrà mai “Perché l’imprenditoria è così. Un viaggio senza fine”, scrive l’autore.
Viaggio che ti consiglio di intraprendere con la lettura di questo manuale che coinvolge con eleganza: porta con te un quaderno per gli appunti, c’è da lavorare.








