RECENSIONE DEL LIBRO

Silvio, ci manchi?

Le tecniche di comunicazione che hanno cambiato la nostra vita

Editore:

Roi Edizioni

autore

Patrick Facciolo

pubblicazione:

pagine:

Maggio 2026

208

Autore

Patrick Facciolo

Editore

Roi Edizioni

Pubblicazione

Maggio 2026

Pagine

208

Prezzo

18,00

Autore

Patrick Facciolo

Pagine

208

Editore

Roi Edizioni

Prezzo

18,00

Autore

Patrick Facciolo

Pubblicazione

Maggio 2026

costo:

Editore

Roi Edizioni

Pagine

208

18,00

Premessa doverosa: sono di sinistra. Lo sono dal lontano 1999, quando Silvio Berlusconi era già sceso in campo e aveva già dato sfoggio delle sue abilità comunicative.

Perché io questo a Silvio l’ho sempre riconosciuto: era capace di parlare con le persone, entrando nel loro cuore e nella loro mente, nelle loro vite. Cosa che, ahimè, i leader di sinistra hanno sempre faticato a fare. Con le dovute eccezioni, ovviamente. Perché insieme a “Silvio, ci manchi?” sulla mia scrivania, in questo momento, c’è anche “La passione non è finita”, una raccolta di scritte, interviste e discorsi di Enrico Berlinguer. Ecco, lui era l’eccezione.

Quindi quando ho visto questo libro di Patrick Facciolo ho pensato: MIO. Da appassionata di politica, di comunicazione e di public speaking non poteva essere diversamente. Soprattutto perché trovo le analisi di Facciolo sempre molto puntuali e interessanti. Quindi partiamo con il presentarlo a chi non lo conosce (ancora).

L’autore: Patrick Facciolo

Patrick Facciolo è formatore e consulente di public speaking, analista della comunicazione e giornalista radiotelevisivo. Laureato in Scienze e tecniche psicologiche, in Filosofia e in Scienze politiche, unisce a un rigoroso background accademico una profonda esperienza sul campo come divulgatore, tenendo corsi per aziende, manager e professionisti in tutta Italia.

Nel corso degli anni si è affermato come uno dei punti di riferimento in Italia nell’analisi dei linguaggi politici e mediatici, curando il blog Parlarealmicrofono.it e portando le sue competenze anche a teatro con spettacoli dedicati alle tecniche narrative e di leadership. È autore di svariate pubblicazioni dedicate alla comunicazione efficace, alla persuasione e alle fallacie logiche, tra cui Fallacie logiche (HarperCollins) e, appunto, Silvio, ci manchi? per ROI Edizioni.

Oltre il personaggio: la struttura della fascinazione

Un leader non si misura solo con i voti che raccoglie, ma con la persistenza del suo immaginario anche quando cala il sipario della storia. “Silvio, ci manchi?” edito da ROI Edizioni, non è una biografia agiografica né un pamphlet politico: è una lucida e spietata dissezione della comunicazione di Silvio Berlusconi.

Svincolandosi dalle tifoserie che da sempre polarizzano il giudizio sul Cavaliere, Facciolo sceglie la via più rigorosa e interessante: quella dell’analisi tecnica della retorica e della persuasione. Il libro smonta i meccanismi con cui Berlusconi ha plasmato il dibattito pubblico italiano per trent’anni, mostrando come ogni aneddoto, ogni battuta apparentemente improvvisata e ogni metafora televisiva rispondessero a una strategia comunicativa straordinariamente efficace e premeditata.

La cassetta degli attrezzi di Berlusconi: i CREDs

Nell’ambito dell’analisi della comunicazione e della gestualità politica, il termine CREDs (acronimo di Credibility-Enhancing Displays) fa riferimento a quei comportamenti fisici, simbolici o pubblici attraverso cui un leader dimostra in modo tangibile di credere profondamente nei propri valori e nella propria causa, al punto da sacrificarvi qualcosa o metterci letteralmente il proprio corpo.

Nel saggio “Silvio, ci manchi?”, Patrick Facciolo mette in luce quanto Berlusconi ne abbia fatto uso nella sua vita, politica e non solo. Un esempio lampante è la sua reazione dopo l’attentato avvenuto in Piazza Duomo a Milano il 13 dicembre 2009. Dopo essere stato colpito da Massimo Tartaglia con una statuetta del Duomo, il Cavaliere si rialzò, mostrandosi ferito e sanguinante alle telecamere e ai presenti. Senza apparente paura. Quanto è stata potente quell’immagine è evidente da una cosa: dopo 17 anni ce la ricordiamo ancora perfettamente.

Nella politica italiana i CREDs hanno fatto e fanno parte della cassetta degli attrezzi di molte figure note.

Pensiamo ad esempio a Marco Pannella, la cui credibilità passava attraverso la forma estrema del sacrificio fisico con gli scioperi della fame e della sete: un segnale inequivocabile che spingeva l’elettore a pensare che, se una persona è disposta a rischiare la propria salute per un’idea, allora quell’idea deve essere autentica

Ma sono parte anche del successo della premier Giorgia Meloni, che ad esempio si è recata in Emilia-Romagna durante l’alluvione del maggio 2023, camminando nel fango con scarpe da lavoro, insieme a soccorritori e residenti, mettendosi in una situazione difficile per mostrare fisicamente la sua vicinanza.

Comprendere i CREDs significa capire che, in politica e nel marketing, le parole da sole non bastano: è il corpo, con le sue azioni e le sue rinunce, a validare o distruggere definitivamente l’autorevolezza di chi parla.

Conclusioni del libro

Leggere questo saggio con gli occhi di chi si occupa di comunicazione e public speaking è un esercizio di grande valore formativo. Al di là del giudizio politico, c’è una lezione di marketing che non possiamo ignorare: la forma è sostanza, e la sintonia emotiva vince sempre sulla fredda argomentazione programmatica.

Il libro ci costringe a fare i conti con una realtà che la sinistra, storicamente innamorata dei “macro-temi” e dei discorsi strutturati, ha spesso snobbato: la politica si vince (e si perde) sul terreno dell’empatia, della memorabilità e della capacità di offrire un’identità in cui l’elettore possa rispecchiarsi. Facciolo non ci chiede di rivalutare le politiche di governo di Berlusconi, ma ci offre gli strumenti per capire perché funzionasse così bene sul piano comunicativo, umano e simbolico

“Silvio, ci manchi?” è un testo imperdibile per chi vuole capire i meccanismi occulti e palesi della persuasione di massa in Italia e non solo. Un’analisi chirurgica che unisce il rigore accademico alla leggibilità del saggio divulgativo.

Consiglio la lettura di questo libro ai professionisti della comunicazione, ai marketer curiosi e a chiunque voglia comprendere come le parole possano diventare architetture di potere e consenso. Ma soprattutto vorrei che venisse letto dai leader della sinistra, per capire, finalmente, come riuscire a trasmettere nella maniera più efficace possibile i propri valori a chi ascolta, facendosi capire, entrando nella sfera umana del pubblico.

voto recensione la svolta di andrea giuliodori

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Soyana Lanza
Social Media Manager presso Lob Pr+Content, agenzia di comunicazione di Milano. Tutto inizia i primi anni delle superiori quando tra forum online, chat e blog di Splinder ho iniziato a scrivere e a gestire community online. L’avvento dei social network e gli studi mi hanno portato a rendere una passione adolescenziale un lavoro. Quando non sono davanti a uno schermo mi piace leggere, viaggiare, guardare film e scattare qualche foto. Meglio se davanti al mare o mentre mi godo il fresco delle montagne.

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Social Media Manager presso Lob Pr+Content, agenzia di comunicazione di Milano. Tutto inizia i primi anni delle superiori quando tra forum online, chat e blog di Splinder ho iniziato a scrivere e a gestire community online. L’avvento dei social network e gli studi mi hanno portato a rendere una passione adolescenziale un lavoro. Quando non sono davanti a uno schermo mi piace leggere, viaggiare, guardare film e scattare qualche foto. Meglio se davanti al mare o mentre mi godo il fresco delle montagne.

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