RECENSIONE DEL LIBRO

La teoria di lasciare andare

The let them theory

Editore:

Newton Compton Editori

autore

Mel Robbins

pubblicazione:

pagine:

Maggio 2025

320

Autore

Mel Robbins

Editore

Newton Compton Editori

Pubblicazione

Maggio 2025

Pagine

320

Prezzo

12,90

Autore

Mel Robbins

Pagine

320

Editore

Newton Compton Editori

Prezzo

12,90

Autore

Mel Robbins

Pubblicazione

Maggio 2025

costo:

Editore

Newton Compton Editori

Pagine

320

12,90

Ci sono libri che non cercano di convincerti con grandi teorie astratte, ma che ti prendono per mano e ti dicono, con estrema chiarezza: muoviti. La teoria di lasciare andare di Mel Robbins appartiene a questa categoria.

Alla base del libro c’è un concetto semplice, ma tutt’altro che banale: smettere di sprecare energia cercando di controllare ciò che non dipende da noi – le opinioni, i giudizi, i comportamenti degli altri – e riportare l’attenzione su ciò che possiamo davvero fare. Le due parole chiave sono proprio quelle del titolo: lascia andare.

La Regola dei cinque secondi: l’azione come risposta

Robbins parte da un’esperienza personale che ha già raccontato in passato: la Regola dei cinque secondi. Quando senti l’istinto di agire, devi farlo entro cinque secondi. Cinque, quattro, tre, due, uno… e muoviti.
Il motivo per cui funziona è estremamente concreto: il conto alla rovescia richiede concentrazione, interrompe il pilota automatico e spegne esitazione, paura e procrastinazione. È come far cadere la prima tessera del domino: una volta iniziato, è molto più facile continuare.

Nel libro emerge con forza un messaggio netto: pensare ai problemi non li risolve, aspettare di sentirsi pronti equivale spesso a non fare nulla, e nessuno verrà a salvarci. L’unica via è costringersi a fare piccoli passi avanti, ogni giorno, soprattutto quando non se ne ha voglia.

Dal fallimento percepito alla svolta

Un passaggio significativo riguarda il TEDx in cui Robbins parlò proprio della Regola dei cinque secondi, chiudendo un intervento che lei stessa aveva vissuto come fallimentare. Solo un anno dopo, con la pubblicazione online del video, scoprì che era diventato uno dei TEDx più visti. Da lì iniziarono ad arrivare email di persone che raccontavano come quel contenuto avesse avuto un impatto concreto sulla loro vita.

Questo episodio non viene usato per autocelebrarsi, ma per rafforzare un’idea centrale del libro: il nostro giudizio immediato su ciò che facciamo è spesso il primo ostacolo da lasciare andare.

Un percorso che attraversa relazioni, confronto e responsabilità

Dall’indice emerge con chiarezza come La teoria di lasciare andare non sia una riflessione astratta, ma un percorso che attraversa ambiti molto concreti della vita quotidiana. Robbins affronta il tema del confronto cronico, della sensazione che la vita sia ingiusta e del modo in cui impariamo – spesso nel modo sbagliato – a misurarci continuamente con gli altri. Il punto è chiaro: il confronto costante non stimola la crescita, la blocca. Lasciare andare, in questo senso, significa smettere di usare parametri che non ci appartengono.

Una parte centrale del libro è dedicata alle relazioni adulte: amicizie che cambiano, legami che si allentano, persone che non vogliono o non possono evolvere insieme a noi. Robbins insiste su un concetto chiave: nessuno cambia se non ne sente la necessità. Lo stesso vale per l’aiuto: supportare qualcuno non significa salvarlo, ma imparare a stare al proprio posto. Il percorso porta infine all’amore e alle relazioni sentimentali, invitando a lasciare che gli altri si mostrino per ciò che sono davvero e a scegliere, finalmente, l’amore che si merita.

Lasciare andare per riprendersi tempo ed energia

La Teoria di lasciare andare viene presentata come un metodo per proteggere tempo ed energie, smettendo di inseguire l’approvazione degli altri e di vivere intrappolati nei loro drammi e nelle loro aspettative.
Secondo Robbins, abbiamo passato troppo tempo a cercare di rendere felici gli altri, cedendo loro il nostro potere decisionale. Lasciare andare significa rimettere al centro i propri sogni, obiettivi e la propria felicità.

Il punto interessante è che questo cambiamento non viene descritto come egoismo: quando smetti di controllare tutto e tutti, non migliori solo la tua vita, ma anche quella di chi ti sta intorno.

Il cielo non si controlla, ma puoi decidere cosa fare sotto di esso

Nelle pagine finali il messaggio si fa ancora più diretto: non puoi controllare il cielo, ma puoi decidere cosa fare sotto quel cielo. Le persone e le situazioni sono come il tempo atmosferico: imprevedibili, mutevoli, fuori dal nostro controllo. Continuare a permettere loro di influenzare il nostro umore, la nostra autostima o le nostre scelte significa rinunciare volontariamente alla nostra pace interiore. Dire lascia andare diventa quindi un atto di consapevolezza, non di resa.

Il libro si chiude con una chiamata alla responsabilità personale: sei tu il responsabile della tua felicità, delle energie che investi e delle scelte che rimandi. Ogni occasione persa, ogni parola non detta, ogni progetto mai iniziato è il prezzo che paghi quando non sei disposto a lasciare andare. Robbins non promette scorciatoie né risultati immediati, ma afferma con chiarezza che nel momento in cui smetti di cedere il tuo potere agli altri, inizi davvero a vivere.

Conclusioni del libro

La teoria di lasciare andare non promette trasformazioni magiche, ma propone un cambio di prospettiva estremamente pratico: meno controllo, meno attesa, più azione. Cinque secondi alla volta. Un passo dopo l’altro.

La teoria di lasciare andare è un libro che parla di crescita personale, ma lo fa con un linguaggio concreto, diretto e orientato all’azione.

Non è una lettura motivazionale fine a sé stessa, ma un invito a ripensare il modo in cui gestiamo tempo, relazioni, aspettative e responsabilità.

Una lettura consigliata a chi sente di essere bloccato dal giudizio altrui, dal confronto continuo o dall’attesa di condizioni “perfette” che non arrivano mai.

voto:

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Federica Mori – La Barbie Social
Laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006, ho iniziato a lavorare poco dopo in una piccola agenzia di comunicazione a Brescia. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online.

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Laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006, ho iniziato a lavorare poco dopo in una piccola agenzia di comunicazione a Brescia. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online.
Laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006, ho iniziato a lavorare poco dopo in una piccola agenzia di comunicazione a Brescia. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online.

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