RECENSIONE DEL LIBRO

Il colpo di stato delle Big Tech

Come salvare la democrazia da Silicon Valley

Editore:

Franco Angeli

autore

Marietje Schaanke

pubblicazione:

pagine:

Ottobre 2025

310

Autore

Marietje Schaanke

Editore

Franco Angeli

Pubblicazione

Ottobre 2025

Pagine

310

Prezzo

36,00

Autore

Marietje Schaanke

Pagine

310

Editore

Franco Angeli

Prezzo

36,00

Autore

Marietje Schaanke

Pubblicazione

Ottobre 2025

costo:

Editore

Franco Angeli

Pagine

310

36,00

Il colpo di stato delle Big Tech è una lettura imprescindibile per chi vuole capire cosa sta succedendo al rapporto tra tecnologia, potere e democrazia.

Marietje Schaake spiega con grande lucidità come le aziende tecnologiche siano progressivamente sfuggite al controllo democratico e come le istituzioni, oggi, non siano adeguatamente preparate per ristabilire un equilibrio a tutela dei diritti e dei valori dei cittadini. Il libro scatta una fotografia nitida e inquietante della nostra democrazia contemporanea: erosa, aggirata e spesso ingannata dal progresso tecnologico.

La forza del testo sta nel rigore dell’analisi e nella competenza dell’autrice, che unisce casi concreti, dati e testimonianze a una serie di proposte praticabili per invertire la rotta. La prosa è diretta, coraggiosa, a tratti spietata — proprio come lo è l’impatto che molte industrie della Silicon Valley stanno avendo sulle nostre società. Schaake va dritta al punto, senza filtri.

Perché le Big Tech sono diventate un problema sistemico

I giganti tecnologici sono ormai too big to fail. Muovono un’economia globale dalla quale non possiamo più prescindere senza rischiare un crollo irreversibile. Proprio questa dimensione rende inefficaci molte forme di regolamentazione e consente alle Big Tech di continuare un processo di progressiva erosione della democrazia.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un indebolimento delle libertà individuali e delle norme democratiche. Schaake mette in relazione l’intera filiera tecnologica — dalla produzione di chip e satelliti, allo sviluppo di app progettate per creare dipendenza, dal riconoscimento facciale utilizzato per il controllo dei cittadini fino alle criptovalute, che hanno messo a rischio i risparmi di milioni di persone e la stabilità finanziaria globale.

Il filo conduttore è un modello di business preciso: la sorveglianza a scopo di lucro. Un sistema che ha contribuito a costruire la distopia digitale in cui viviamo oggi.

Un attacco diretto alla democrazia globale

Nel libro emerge con forza un messaggio chiave: le tecnologie non sono strumenti neutri di emancipazione. In molti casi rappresentano una minaccia diretta alla democrazia.

Schaake, ex parlamentare europea, mostra come le aziende tecnologiche abbiano bloccato per anni qualsiasi tentativo di regolamentazione, costruendo potenti sistemi di lobby capaci di influenzare le decisioni politiche e, in alcuni casi, di sottrarre potere agli Stati. Anche le tecnologie più recenti — dai social media all’intelligenza artificiale — vengono analizzate per il loro impatto reale sulle libertà civili.

Il quadro che ne emerge è preoccupante, ma non privo di speranza: le democrazie hanno ancora margine di intervento, a patto di agire in modo deciso.

La “Gilded Age” tecnologica

Uno dei passaggi più emblematici riguarda la consapevolezza pubblica del potere delle Big Tech, diventata evidente quando i CEO delle principali aziende tecnologiche americane sono apparsi in prima fila all’insediamento presidenziale di Donald Trump.

Secondo Schaake, non viviamo in una Golden Age, ma in una Gilded Age: un’epoca dorata solo in apparenza. Dietro la superficie scintillante si nasconde una concentrazione di potere che mina lo Stato di diritto, arricchendo pochi azionisti a scapito dei cittadini.

In questo contesto si inseriscono anche la disinformazione istituzionale e l’indebolimento delle relazioni transatlantiche, con un impatto diretto sulla capacità dell’Unione Europea di esercitare un controllo efficace.

Tecnologia, sorveglianza e diritti umani

Il libro si apre con una storia potente: quella di Alì, giovane iraniano coinvolto nella protesta dell’Onda Verde, e poi perseguitato, arrestato proprio a causa della tecnologia, nata e programmata in Europa. I social media, inizialmente strumenti di libertà, diventano rapidamente strumenti di repressione grazie alle tecnologie di sorveglianza e geolocalizzazione. Nel raccontare la sua storia, e quella di altri come lui, paladini della libertà democratica, svela il lato oscuro della tecnologia e delle imprese private che la governano.

Schaake mostra come molti di questi strumenti siano stati forniti da aziende europee a regimi autoritari, rivelando un doppio standard inquietante. È proprio su queste contraddizioni che si è concentrata per anni la sua attività politica, nel tentativo di fermare la diffusione delle cosiddette “armi digitali”.

Il messaggio è chiaro: la nostra vita sociale, professionale e civile è sempre più digitale, mentre le leggi che dovrebbero proteggerci restano indietro.

Dentro la Silicon Valley

Conclusa l’esperienza parlamentare, Schaake si trasferisce a Stanford, nel cuore della Silicon Valley. È qui che matura la convinzione definitiva: serve una mediazione urgente tra politica e tecnologia.

L’autrice non demonizza la tecnologia né sogna di arrestarne il progresso. Critica però un settore potentissimo che non si assume responsabilità e che, fino a oggi, ha operato senza reali limiti democratici. La tecnologia, spiega, non è un settore come gli altri: è una membrana che attraversa e condiziona tutti gli ambiti della società.

Conclusioni del libro

Dalle pagine di Il colpo di stato delle Big Tech emerge un invito chiaro: riequilibrare il ruolo della tecnologia per proteggere i valori democratici. Ripristinare una governance pubblica dei sistemi tecnologici — al posto di una governance privata — è una condizione necessaria per costruire un futuro più equo.

Il libro analizza in modo approfondito come il potere delle Big Tech influenzi persone, mercati, sicurezza e geopolitica. Il rischio di una nuova forma di autoritarismo digitale è concreto e attuale.

Rafforzare la democrazia significa anche restituire ai cittadini gli strumenti per comprendere come la tecnologia influisca sulle loro vite e per scegliere leader capaci di assumersi responsabilità reali.

La scrittura di Schaake è documentata, sincera e diretta. Più che un saggio, questo libro è una vera e propria inchiesta, accessibile anche a chi non ha competenze tecniche specifiche.

Una lettura che consiglio senza esitazioni a chi lavora nel marketing, nella comunicazione, nella tecnologia, a CEO, a imprenditori — e a chiunque voglia capire il mondo in cui sta vivendo.

voto recensione la svolta di andrea giuliodori

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Maria Aprile
Napoletana di nascita, segno zodiacale Cancro, mi laureo in Lingue e Letterature Straniere presso l’Ateneo Gabriele D’Annunzio di Pescara. Arrivata a Milano approdo nel mondo nel marketing e degli eventi e inizio il mio percorso di carriera lavorando per diverse multinazionali. Ho un forte orientamento al marketing strategico e al brand building e una carriera costruita su progetti di trasformazione e sviluppo strategico in diversi settori: elettronica di consumo, TLC, Sport, Wellness, TLC, Automotive, Giocattolo e Licensing. Ho guidato con successo il posizionamento di brand in ambito luxury, FCMG, elettronica e TLC e ho lanciato progetti retail innovativi nel B2C e B2B e avviato una BU da zero. Sono parte del network WomenXImpact, mettendo a disposizione la mia esperienza per attività di formazione. Sono docente on demand di branding, marketing strategico e channel marketing presso la scuola Raffles Milano. Faccio parte dell’advisory board del network Zirrafa per la comunicazione gentile. Attivamente sono impegnata a sostegno di onlus come Fondazione Morandi.

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Napoletana di nascita, segno zodiacale Cancro, mi laureo in Lingue e Letterature Straniere presso l’Ateneo Gabriele D’Annunzio di Pescara. Arrivata a Milano approdo nel mondo nel marketing e degli eventi e inizio il mio percorso di carriera lavorando per diverse multinazionali. Ho un forte orientamento al marketing strategico e al brand building e una carriera costruita su progetti di trasformazione e sviluppo strategico in diversi settori: elettronica di consumo, TLC, Sport, Wellness, TLC, Automotive, Giocattolo e Licensing. Ho guidato con successo il posizionamento di brand in ambito luxury, FCMG, elettronica e TLC e ho lanciato progetti retail innovativi nel B2C e B2B e avviato una BU da zero. Sono parte del network WomenXImpact, mettendo a disposizione la mia esperienza per attività di formazione. Sono docente on demand di branding, marketing strategico e channel marketing presso la scuola Raffles Milano. Faccio parte dell’advisory board del network Zirrafa per la comunicazione gentile. Attivamente sono impegnata a sostegno di onlus come Fondazione Morandi.
Napoletana di nascita, segno zodiacale Cancro, mi laureo in Lingue e Letterature Straniere presso l’Ateneo Gabriele D’Annunzio di Pescara. Arrivata a Milano approdo nel mondo nel marketing e degli eventi e inizio il mio percorso di carriera lavorando per diverse multinazionali. Ho un forte orientamento al marketing strategico e al brand building e una carriera costruita su progetti di trasformazione e sviluppo strategico in diversi settori: elettronica di consumo, TLC, Sport, Wellness, TLC, Automotive, Giocattolo e Licensing. Ho guidato con successo il posizionamento di brand in ambito luxury, FCMG, elettronica e TLC e ho lanciato progetti retail innovativi nel B2C e B2B e avviato una BU da zero. Sono parte del network WomenXImpact, mettendo a disposizione la mia esperienza per attività di formazione. Sono docente on demand di branding, marketing strategico e channel marketing presso la scuola Raffles Milano. Faccio parte dell’advisory board del network Zirrafa per la comunicazione gentile. Attivamente sono impegnata a sostegno di onlus come Fondazione Morandi.

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