Quante volte vediamo aziende nascere, crescere e poi spegnersi per implosione o per uno sviluppo “troppo veloce”?
Da consulente mi trovo spesso di fronte a queste situazioni: aziende appena nate che ragionano come se fossero già grandi, realtà imprenditoriali che vivono una forte espansione senza cambiare la taglia dei propri abiti, fino a ritrovare organizzazioni storiche che si muovono nel mercato come elefanti, ingessati da procedure e rallentati da collaboratori abitudinari e stanchi quando invece potrebbero godere del meritato successo.
Attraverso questo libro, grazie alla sua chiarezza espositiva, Belotti ci aiuta a trovare le risposte ad una domanda piuttosto delicata: cosa fare per non fallire?
Il ciclo vitale dell’azienda
Gestisci un’impresa o ti piacerebbe avviarne una? Sei un consulente e avverti il bisogno di avere un supporto per strutturare strategie mirate e non standardizzate?
Lavori in un’azienda dove vuoi fare la differenza?
«Gli stadi del successo» è il manuale giusto per te.
Belotti inizia con un dato molto preciso: in Italia più della metà delle aziende chiude dopo i primi cinque anni e sono pochi i business che resistono alla scomparsa del fondatore.
Perchè succede questo?
La risposta che ne ricaviamo è piuttosto lucida: un’azienda non fallisce perché sbaglia, ma perché non evolve rispettando il suo ciclo vitale.
L’autore ci invita a considerare l’azienda come un organismo che attraversa fasi molto precise, esattamente come un essere vivente: nasce, cresce, matura, raggiunge il proprio apice e in ciascuna di queste fasi ha la possibilità di mantenere il successo oppure iniziare il declino.
Non è sicuramente la prima volta che troviamo espresso il concetto del ciclo di vita dell’azienda, ma attraverso la similitudine con le fasi evolutive della persona il lettore riesce ad avere una maggior concretezza di analisi ed operativa.
Come ogni essere umano presenta comportamenti diversi ed esigenze diverse a seconda della fase evolutiva che sta attraversando, così anche le aziende richiedono modalità di gestione completamente differenti dalla fase di start up fino alla sua maturità.
Ci viene abbastanza facile pensare che se trattiamo un bambino come un adulto bruciamo le tappe e non rispettiamo i tempi necessari per la crescita fisica e psicologica. Allo stesso tempo se trattiamo un adulto come un bambino restiamo ancorati a meccanismi non adeguati alla maturità.
Sebbene non sia immediato pensarlo, la stessa cosa succede con le aziende: gestire una start-up non è come organizzare un’azienda matura e viceversa. Scontato, ma non immediato quando dobbiamo scegliere cosa fare.
Dimmi che problema hai e ti dirò chi sei
Quante volte la frase “abbiamo un problema” ci mette in crisi?
Spesso, probabilmente.
Questo accade perché siamo abituati a interpretare e vivere “il problema” come qualcosa di negativo, quando invece spesso non lo è.
Il problema esiste, c’è e ci sarà sempre.
Anzi, come afferma l’autore, “la dimensione dei problemi a cui una persona pensa ti dà un indizio della dimensione della persona stessa.”
L’obiettivo delle aziende non deve essere la totale assenza di problemi (sarebbe una causa persa, oltre che un pensiero poco sano), bensì avere quelli giusti per il periodo che si sta affrontando e affrontarli.
Quindi la vera domanda da porsi è: questo problema è di qualità?
Scopriamo quindi che ogni fase ha dei problemi che possiamo definire “normali” e “non normali” e che questi ultimi sono la conseguenza di problemi normali non risolti: questi ci devono preoccupare!
E l’autore è davvero molto esaustivo su questo tema perchè oltre ad accompagnarci attraverso il ciclo evolutivo, per ogni fase ci elenca quali sono i problemi normali, da risolvere con entusiasmo, e quali invece sono non normali, da non trascurare.
Conoscere ogni dinamica che caratterizza le diverse fasi della vita di un’azienda ci aiuta a capire se stiamo utilizzando l’energia nel modo corretto per raggiungere lo scopo.
Molte volte, mentre si gestisce un’impresa, ci si pone queste domande: “è più corretto fatturare o generare utili? E’ il momento giusto per delegare e a chi? Meglio uno staff motivato o preparato? E’ il momento di creare delle procedure o rischio di ingessare l’organizzazione? Come costruisco il piano incentivi?”
Bene, per tutte queste domande c’è la risposta, ma non è standard. Esordire con il famoso – ma non troppo desiderato – “dipende” è in realtà un incipit corretto.
Perché la risposta dipende veramente da quale stadio si stia attraversando.
E questo libro offre un tracciato molto chiaro.

Un libro perfetto per chi vive l’azienda, che sia in veste di fondatore, manager o consulente, lo scenario che si presenta è davvero eloquente e non è difficile collocarsi nel giusto contesto.
Capito questo, il testo poi ci porta a identificare come muoversi per passare alla fase successiva in modo sano e proficuo.
La lettura di questo libro mi ha aiutata a mettere dei marcatori su alcuni concetti a me cari. In particolare rafforza l’idea che il successo non sia un punto di arrivo che una volta raggiunto è destinato a durare per sempre, ma si mantiene vivo attraverso le giuste scelte.
Qui allora entra in campo anche il concetto della leadership che, oltre ad essere strettamente connessa alla capacità di adattamento, diventa anche l’abilità di gestire non solo il “cosa fare” ma anche il “come, quando, con chi e perché”.
Ho apprezzato particolarmente l’approccio pragmatico di Belotti, che non si limita solo all’aspetto teorico ma inserisce strumenti applicabili dai diversi attori delle aziende, rivolgendosi contemporaneamente a imprenditori, manager e consulenti.
PS: non tralasciate di leggere l’appendice, può riservare delle belle sorprese








