RECENSIONE DEL LIBRO

L’arte di lasciare andare

La teoria per liberarci da tutti i condizionamenti

Editore:

Giunti

autore

Lucia Del Pasqua

pubblicazione:

pagine:

ottobre 2025

224

Autore

Lucia Del Pasqua

Editore

Giunti

Pubblicazione

ottobre 2025

Pagine

224

Prezzo

16,00

Autore

Lucia Del Pasqua

Pagine

224

Editore

Giunti

Prezzo

16,00

Autore

Lucia Del Pasqua

Pubblicazione

ottobre 2025

costo:

Editore

Giunti

Pagine

224

16,00

“Leggere mi ha fatto aprire gli occhi e dato il LA per cambiare vita”, questa è parte della dedica di Lucia Del Pasqua alla nostra redazione.

Abbiamo incontrato Lucia alla presentazione del suo L’arte di lasciare andare in un salottino che ci ha fatte subito innamorare nell’interrato della Libreria Tarantola, storico hub di cultura e sapere di Brescia.
Avevo avuto il piacere di conoscerla e apprezzarla già nella sua blogger era, è un concentrato di saggezza e consapevolezza. Il suo percorso lo si intravede anche nei gesti e nei sorrisi o almeno l’ho intravisto io, che da tempo la seguo su Instagram dove è @luciadelpasqua e conta quasi 70mila follower.

Insomma che Lucia mi ha conquistata si è già campito, nelle vesti di scrittrice si è confermata una rarità. In L’arte di lasciare andare ha messo nero su bianco la sua storia, le sue origini e soprattuto la sua evoluzione fino a qui. Fino ai fatidici 40 anni.

Il libro è un invito gentile, ma argomentato e perentorio a creare spazio e sottrarre, a slegare le ancore e riappropriarsi del tempo e delle proprie energie. In un’epoca in cui creare, fare, accumulare risultati è spesso vissuto come il modo più diretto per affermare se stessi l’autrice propone una riflessione che vira dalla logica del fare a quella del lasciare andare — una proposta di mindset che punta dritto alla qualità dell’attenzione e alla capacità di scelta consapevole. 

Un lasciare andare che non significa in alcun modo arrendersi, anzi significa scegliere consapevolmente. Non è un addio alla vita o ai propri progetti, ma piuttosto un alleggerimento volontario del carico mentale, emotivo e relazionale che spesso impedisce di vedere con chiarezza ciò che è davvero significativo e salvifico per noi stessi. Questo cambio di paradigma psicologico è al tempo stesso un atto di coraggio e un atto di libertà, perché ci chiede di smettere di reagire alle aspettative e ai giudizi altrui per tornare a una visione davvero centrata su noi stessi.
Direi un’ottima ispirazione per affrontare il 2026 con una nuova consapevolezza che ci consenta di vivere a pieno gli attimi di felicità (a proposito ne ho parlato nel mio TEDx Talk che trovi QUI).

Cosa mi è particolarmente piaciuto de L’arte di lasciare? Il fatto che Lucia non si limita a teorizzare: narrazione esperienziale, uso di esempi concreti, esercizi pratici, “giochi creativi” e parere di diversi esperti ci accompagnano in un percorso di trasformazione attraverso il quale non abbiamo modo di sentirci soli.

Proprio come farebbe un’amica che comprende le tue difficoltà, l’autrice rende accessibili concetti talvolta complessi, traducendoli in pratiche quotidiane, una scelta linguistica e comunicativa che valorizza l’empatia e l’azione anziché il giudizio astratto e che caratterizza il posizionamento di Lucia anche nei tanti contenuti che condivide sul suo profilo Instagram.

Conclusioni del libro

Tra le righe L’arte di lasciare andare è anche un messaggio sulla potenza comunicativa del linguaggio interiore: imparare a parlare a se stessi con più gentilezza, ad abbandonare schemi mentali improduttivi e ad aprirsi a una visione più leggera, autentica e sostenibile di sé. Nessuna ricetta magica, ma l’invito concreto a ripensare alle storie che raccontiamo a noi stessi e alle quali ci aggrappiamo ogni giorno. 


Chiudo quindi questo 2025 augurandovi di raccontarvi storie bellissime e potenti nel nuovo anno e raccomandandovi questa lettura per “dare il LA” e mettere a fuoco esattamente quello che conta.

voto recensione la svolta di andrea giuliodori

voto:

l'Autore

della recensione

Valentina Martinelli
Da oltre 10 anni in Rete, quella virtuale e quella reale. Comunicare per me è come respirare, ci aveva visto lungo la mia maestra della prima elementare: “Signora, sua figlia si occuperà di pubbliche relazioni”, disse durante il primo colloquio con i miei genitori. Leggere fa parte del mio DNA, con un papà tipografo e una mamma divoratrice di libri non poteva essere altrimenti. Le to-do list sono il mio mantra e vivo connessa. Amo i viaggi per i ricordi che regalano. Sono la mamma di Margherita e Leonardo, ho un debole per i piani ben riusciti e per la carbonara.

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Da oltre 10 anni in Rete, quella virtuale e quella reale. Comunicare per me è come respirare, ci aveva visto lungo la mia maestra della prima elementare: “Signora, sua figlia si occuperà di pubbliche relazioni”, disse durante il primo colloquio con i miei genitori. Leggere fa parte del mio DNA, con un papà tipografo e una mamma divoratrice di libri non poteva essere altrimenti. Le to-do list sono il mio mantra e vivo connessa. Amo i viaggi per i ricordi che regalano. Sono la mamma di Margherita e Leonardo, ho un debole per i piani ben riusciti e per la carbonara.

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