C’è una differenza sostanziale tra raccontare un fatto e trasformarlo in una storia che resta.
La prima informa. La seconda forma.
Nel panorama italiano della narrazione contemporanea, pochi hanno incarnato questa differenza come Federico Buffa: giornalista, telecronista, autore, ma soprattutto narratore capace di trasformare lo sport, e non solo, in una lente per leggere il mondo, le persone, le scelte, la leadership.
La sua partecipazione al Public Speaking & Storytelling Forum di maggio 2026 non è una semplice presenza in agenda. È un segnale culturale. Perché quando un narratore come Buffa entra in un contesto dedicato a imprenditori, manager e leader, la domanda implicita è chiara: cosa può insegnare lo storytelling a chi guida persone, aziende e visioni?

Lo storytelling non è tecnica. È responsabilità
Nel dibattito contemporaneo, lo storytelling è spesso ridotto a una tecnica di marketing: struttura in tre atti, conflitto, eroe, trasformazione. Elementi fondamentali, certo. Ma parziali.
Buffa ci ricorda che raccontare significa assumersi una responsabilità:
- verso i fatti,
- verso i protagonisti,
- verso chi ascolta.
Nel suo modo di narrare non c’è mai solo la cronaca. C’è il contesto storico, il clima culturale, la tensione morale. Quando racconta una partita, in realtà racconta un’epoca. Quando parla di un atleta, in realtà parla di identità, coraggio, destino.
Per un leader, questa è una lezione decisiva:
non basta comunicare cosa accade in azienda. Occorre dare senso a ciò che accade.
Le organizzazioni oggi non soffrono per carenza di informazioni. Soffrono per carenza di significato.
La forza della parola nel public speaking
Il public speaking, soprattutto in ambito corporate, è spesso trattato come un problema di performance: postura, ritmo, slide, gestione dell’ansia.
Buffa sposta il baricentro: prima della performance c’è la visione.
Prima della tecnica c’è la profondità.
La sua cifra narrativa è fatta di:
- silenzi calibrati,
- pause che costruiscono tensione,
- dettagli che diventano simboli,
- metafore che aprono mondi.
Ed è qui che storytelling e leadership si incontrano. Perché un leader non parla per riempire il tempo. Parla per orientare. Per creare coerenza. Per generare fiducia.
Nel contesto dell’evento dedicato a public speaking e storytelling, il contributo di Buffa assume un valore strategico: la parola non è un accessorio della leadership. È uno dei suoi strumenti fondativi.
Corporate storytelling: oltre il marketing
Negli ultimi anni si è parlato molto di corporate storytelling. Spesso come leva di branding. Ma il punto è più profondo.
Una storia aziendale non è uno slogan. È un sistema coerente di significati che tiene insieme:
- mission,
- valori,
- scelte operative,
- comportamenti concreti.
Buffa insegna che una storia funziona quando è vera. Non perfetta. Vera.
Nel mondo aziendale, questo significa che il racconto non può contraddire l’esperienza quotidiana dei collaboratori. Se lo fa, genera cinismo. Se è coerente, genera fiducia.
Per questo la sua presenza al Public Speaking & Storytelling Forum rappresenta un’opportunità preziosa per chi guida persone: ascoltare un narratore autentico significa interrogarsi sulla propria autenticità.
La leadership come narrazione continua
Ogni leader racconta una storia. Anche quando non parla.
La racconta:
- nelle riunioni,
- nelle crisi,
- nelle email,
- nelle decisioni difficili.
La domanda non è se stai raccontando una storia.
La domanda è: quale storia stai raccontando?
Buffa, nella sua carriera, ha mostrato che le storie potenti hanno tre caratteristiche:
- Radici profonde – sono ancorate ai fatti.
- Tensione morale – c’è sempre una posta in gioco.
- Umanità – le persone non sono comparse, ma protagonisti complessi.
Applicato alla leadership, questo significa:
- non semplificare eccessivamente la realtà,
- non evitare il conflitto,
- non ridurre le persone a ruoli funzionali.
I libri di Federico Buffa applicati al business
Sebbene la sua notorietà sia legata alla narrazione orale e televisiva, Buffa ha costruito nel tempo un corpus editoriale che merita attenzione anche da parte di chi si occupa di leadership e comunicazione.
La milonga del Fútbol

Un affresco sul calcio argentino che attraversa un secolo di storia. Non è solo sport: è cultura, politica, identità nazionale. È un esempio di come si costruisce una narrazione stratificata, capace di tenere insieme micro-storie e macro-contesto.
Per un leader, è un manuale implicito su come collegare visione e realtà operativa.
Muhammad Ali. Un uomo decisivo per uomini decisivi

Qui la figura di Ali diventa archetipo. Non solo campione, ma uomo che prende posizione, che sceglie, che paga un prezzo. È un libro che parla di decisione e identità.
E per chi guida un’organizzazione, la domanda è inevitabile:
che tipo di uomo o donna sei quando devi decidere?
L’ultima estate di Berlino

Una narrazione ambientata alla vigilia delle Olimpiadi del 1936. La tensione storica diventa tensione narrativa. Qui emerge un’altra lezione fondamentale: il contesto non è mai neutro. Le decisioni si prendono sempre dentro una cornice culturale e politica.
Un manager che ignora il contesto è un narratore cieco.
Cosa può imparare un imprenditore da un narratore sportivo?
Molto più di quanto sembri.
Lo sport, nella narrazione di Buffa, diventa metafora di:
- strategia,
- disciplina,
- errore,
- resilienza,
- leadership silenziosa.
Un imprenditore sa che ogni stagione aziendale ha le sue partite decisive. Sa che le crisi non sono incidenti isolati ma momenti rivelatori. Sa che il talento senza visione non basta.
Buffa ci ricorda che le grandi storie non nascono dall’assenza di difficoltà. Nascono dalla capacità di attraversarle con consapevolezza.
2026: parlare di Public speaking e Storytelling serve ancora?
Viviamo in un’epoca di comunicazione frammentata. Call rapide, messaggi vocali, presentazioni accelerate. Eppure, proprio per questo, il public speaking di qualità diventa un vantaggio competitivo.
Un intervento dal vivo, ben costruito, può:
- riallineare un’organizzazione,
- rafforzare una cultura,
- generare entusiasmo autentico.
Il Public Speaking e Storytelling Forum organizzato da ROI Group l’8 maggio 2026 non è solo un evento di ispirazione. È un laboratorio di consapevolezza comunicativa.
E la presenza di Buffa alza l’asticella:
non si tratta di imparare a “parlare meglio”.
Si tratta di imparare a dire cose che valgono la pena di essere ascoltate.
Ascoltare Federico Buffa al Public Speaking & Storytelling Forum, insieme ad Annamaria Testa, Stefano Nazi e Julian Treasure non sarà un esercizio estetico. Sarà un esercizio strategico.
Perché ogni manager e leader dovrebbe uscire da quell’incontro con una domanda precisa: Sto usando le parole per riempire spazi o per costruire direzioni?
La leadership del futuro non sarà solo analitica. Sarà narrativa.
Chi saprà raccontare il senso del proprio progetto avrà un vantaggio decisivo.
Non perché parlerà di più.
Ma perché parlerà meglio.






