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Intervista a Julian Treasure

Esperto internazionale di comunicazione e public speaking, Julian Treasure è tra le voci più autorevoli al mondo sul tema dell’ascolto consapevole e dell’efficacia espressiva. Autore, consulente e speaker, è noto anche per il suo celebre TED Talk How to speak so that people want to listen, uno dei più visualizzati di sempre, che ha contribuito a ridefinire il modo in cui professionisti e leader pensano alla comunicazione.

Da anni lavora con organizzazioni e aziende in tutto il mondo per sviluppare competenze di ascolto, intenzionalità e impatto comunicativo, sostenendo una tesi chiara: parlare bene non basta, bisogna parlare con consapevolezza e responsabilità.

A maggio sarà tra i protagonisti del Public Speaking & Storytelling Forum, dove porterà il suo contributo sul tema della comunicazione efficace in contesti aziendali e di leadership.

In questa intervista affrontiamo con lui tre nodi centrali: cosa significa davvero farsi ascoltare oggi, quale ruolo gioca l’intenzione di chi parla e perché l’ascolto resta la competenza più sottovalutata nella persuasione.

In an age of communication overload, speaking well is no longer enough. What truly makes the difference today between being heard and leaving a lasting impression?

Great speakers must also be great listeners. Reading the room is a critical skill, because delivering the same content in the same way every time is not enough any more. Understand your audience. Ask: what’s the listening I’m speaking into? adapt both content and delivery to give the audience a gift that really have value and makes a difference.

Public speaking is often taught as a technique. How important, then, is the quality of the speaker’s intention, especially in corporate and leadership contexts?

There are three intentions in play in speaking: yours for you; yours for the audience; and the audience’s for themselves. It’s cricital to be clear about all three. If your intention is confused, cloudy or selfish, your talk won’t land well. For example, a speaker whose main goal is looking good and creating affirmation often comes across as inauthentic and performative. My four foundatioins for poowerful speaking are honesty (being clear and straight), authenticity (being yourself), integrity (being your word) and love (wishing the audience well).

At the Forum, the focus will be on effective communication: what is the most common mistake you see managers and professionals make when they need to “persuade”?

Selling and persuading require empathy, which comes from listening. Below average salespeople speak twice as much as they listen – but the highest performers reverse that ratio and and listen twice as much as they speak. Failing to establish and understand real needs, problems and desires is the most common mistake, resulting in a conversation that lands as pressure or irrelevance, trying to sell the wrong product to the wrong person at the wrong time.


Ecco la traduzione dell’intervista.


In un’epoca di sovraccarico comunicativo, parlare bene non è più sufficiente. Che cosa fa davvero la differenza oggi tra essere ascoltati e lasciare un’impressione duratura?

I grandi speaker devono essere anche grandi ascoltatori. Saper leggere la sala è una competenza cruciale, perché proporre lo stesso contenuto nello stesso modo ogni volta non è più sufficiente. Comprendi il tuo pubblico. Chiediti: che tipo di ascolto sto intercettando con le mie parole? Adatta sia il contenuto sia la modalità di esposizione per offrire al pubblico un dono che abbia davvero valore e che faccia la differenza.

Il public speaking viene spesso insegnato come una tecnica. Quanto è importante, allora, la qualità dell’intenzione di chi parla, soprattutto in contesti aziendali e di leadership?

Quando si parla entrano in gioco tre intenzioni: la tua verso te stesso; la tua verso il pubblico; e quella del pubblico verso sé stesso. È fondamentale avere chiarezza su tutte e tre. Se la tua intenzione è confusa, opaca o egoistica, il tuo intervento non arriverà nel modo giusto. Per esempio, uno speaker il cui obiettivo principale è fare bella figura e ottenere approvazione spesso appare inautentico e performativo. Le mie quattro fondamenta per una comunicazione potente sono: onestà (essere chiari e diretti), autenticità (essere sé stessi), integrità (essere coerenti con la propria parola) e amore (augurare il bene al pubblico).

Al Forum il focus sarà sulla comunicazione efficace: qual è l’errore più comune che vede commettere da manager e professionisti quando devono “persuadere”?

Vendere e persuadere richiedono empatia, che nasce dall’ascolto. I venditori sotto la media parlano il doppio rispetto a quanto ascoltano; i migliori performer fanno l’opposto e ascoltano il doppio di quanto parlano. Non riuscire a individuare e comprendere bisogni, problemi e desideri reali è l’errore più comune, e questo porta a una conversazione percepita come pressione o irrilevanza: si tenta di vendere il prodotto sbagliato alla persona sbagliata nel momento sbagliato.

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