RECENSIONE DEL LIBRO

Geopolitica delle Terre Rare

La sfida strategica per la nuova rivoluzione industriale: protagonisti e investimenti

Editore:

Hoepli

autore

Paolo Gila, Maurizio Mazziero

pubblicazione:

pagine:

Gennaio 2026

182

Autore

Paolo Gila, Maurizio Mazziero

Editore

Hoepli

Pubblicazione

Gennaio 2026

Pagine

182

Prezzo

22,90 €

Autore

Paolo Gila, Maurizio Mazziero

Pagine

182

Editore

Hoepli

Prezzo

22,90 €

Autore

Paolo Gila, Maurizio Mazziero

Pubblicazione

Gennaio 2026

costo:

Editore

Hoepli

Pagine

182

22,90 €

Nell’Ottocento il potere economico si misurava attraverso il controllo del carbone e del ferro. Nel Novecento è stata la volta del petrolio e del gas. Oggi, nel pieno di una nuova rivoluzione industriale, sono diciassette elementi della tavola periodica a determinare buona parte degli equilibri economici e geopolitici mondiali. Si chiamano Terre Rare e, nonostante un nome che potrebbe far pensare il contrario, non sono poi così rare.

È proprio da questo apparente paradosso che prende forma Geopolitica delle Terre Rare, il libro con cui Paolo Gila e Maurizio Mazziero ci accompagnano dentro una delle competizioni strategiche più importanti del nostro tempo. Una partita che coinvolge governi, multinazionali, mercati finanziari e intere filiere industriali, nella quale il controllo delle risorse è soltanto una parte della questione.

Oltre la disponibilità, l’importanza delle competenze.

Uno degli aspetti più interessanti del libro riguarda proprio la natura delle Terre Rare. Questi diciassette elementi sono presenti in diverse aree del pianeta, ma la loro estrazione e soprattutto i processi di lavorazione richiedono tecnologie complesse, investimenti importanti e competenze molto specializzate.

Gli autori chiariscono anche la differenza tra risorse e riserve, un passaggio fondamentale per non andare in confusione quando guardiamo il mappamondo: le prime comprendono i depositi conosciuti o stimati, non necessariamente sfruttabili nelle condizioni attuali; le seconde rappresentano invece la parte dei giacimenti che può essere estratta in maniera economicamente sostenibile con le tecnologie disponibili.

Il vero protagonista del settore è senza dubbio la Cina, che ha costruito una filiera industriale pressoché completa, arrivando a controllare oltre il 90% delle quote di produzione e vendita mondiali. Ma è soprattutto sul capitale umano che emerge un vantaggio strategico ancora più interessante: la Cina forma molti più laureati nelle discipline STEM rispetto ai singoli grandi paesi occidentali, alimentando un sistema industriale che dispone contemporaneamente di materie prime, tecnologie e competenze.

Il giro del mondo attraverso le Terre Rare.

Gila e Mazziero ci accompagnano in un vero e proprio viaggio intorno al mondo, analizzando i principali giacimenti, le grandi aziende del settore e gli interessi geopolitici ed economici che ruotano attorno a queste materie prime. I nomi sono molti, i luoghi anche, e le mappe presenti tra le pagine del libro aiutano sicuramente la comprensione di questi nuovi equilibri.

Dalla Cina agli Stati Uniti, dall’Australia all’Africa, fino alla Groenlandia, dove la presenza di importanti giacimenti potrebbe contribuire a ridimensionare la dipendenza occidentale da Pechino. Una prospettiva che aiuta a leggere con occhi diversi anche le recenti tensioni internazionali e a decifrare meglio le dichiarazioni dei leader.

In questo scenario l’Europa sembra quasi una comparsa, stretta tra il predominio cinese e le strategie politiche statunitensi. Nonostante l’individuazione delle materie prime critiche e i tentativi di diversificare gli approvvigionamenti, la strada verso una maggiore autonomia appare ancora molto lunga. La sensazione che emerge dalla lettura è che l’Europa rischi di affrontare la nuova rivoluzione industriale senza controllare parti fondamentali delle filiere necessarie per realizzarla.

Dalle miniere ai mercati finanziari.

Una parte importante del libro è dedicata all’analisi delle singole Terre Rare, alle loro applicazioni industriali e all’intera catena del valore, dall’estrazione fino al fine vita dei prodotti. Gli autori approfondiscono anche le opportunità di investimento, passando in rassegna i principali operatori finanziari e strumenti come gli ETF, che consentono di investire nel settore attraverso le aziende della filiera anziché direttamente nelle materie prime.

Interessante il confronto tra due mondi che sembrano muoversi su piani differenti: se dal punto di vista delle conoscenze e delle capacità industriali il vantaggio è nettamente cinese, sul fronte del sistema finanziario a supporto degli investimenti il baricentro si sposta verso l’Occidente.

Conclusioni del libro la svolta di andrea giuliodori

Geopolitica delle Terre Rare è un libro ricco di dati, approfondimenti tecnici e informazioni. Non sempre una lettura semplice, soprattutto quando si entra nel dettaglio degli elementi chimici e delle dinamiche finanziarie, ma certamente utile per comprendere quanto la tecnologia che utilizziamo ogni giorno dipenda da equilibri industriali spesso a noi sconosciuti. Molto apprezzabile anche l’appendice finale, un vero e proprio manuale che chiarisce le principali terminologie economiche e finanziarie.

È una lettura che consiglio a chi si interessa di economia, geopolitica e investimenti, ma soprattutto a chi vuole comprendere meglio le trasformazioni industriali e gli scenari politici del presente e del futuro prossimo.

voto:

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Federico Cerioni
Imprenditore e consulente. Mi occupo di digital marketing e social media da quando su Facebook si scriveva in terza persona e ci si scambiava poke senza sapere cosa fossero. Appassionato di comunicazione, fotografia e tecnologia, da sempre innamorato dell’odore dei libri. Testa da project manager, cuore da creativo. Work hard, play hard.

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