In Italia, il livello di istruzione relativo all’educazione finanziaria risulta tra i più bassi d’Europa. Il nostro Paese, secondo la classifica ufficiale OCSE, si posiziona al 25° posto su 26 Stati campione presi in esame. Fanno meglio di noi addirittura Malesia, Montenegro e Georgia, mentre alle spalle troviamo Cambogia, Paraguay e Yemen. In Italia meno di un adulto su 5 supera la soglia minima di alfabetizzazione finanziaria.
Un gap notevole che da tempo istituzioni, professionisti e imprese cercano di attenuare mediante iniziative di sensibilizzazione per far comprendere alle persone l’importanza di tale materia. Rientra in questi progetti di coinvolgimento di massa anche il libro dal titolo Educazione Finanziaria – Conoscere le sfumatura del denaro – fortemente voluto e scritto dalla startup innovativa Parliamo di Investimenti, che opera nel campo dell’educazione economica, avendo come obiettivo quello di migliorare il livello di cultura finanziaria in Italia attraverso la divulgazione e la pubblicazione di materiale informativo di facile lettura e consultazione.
Il libro di Parliamo di Investimenti ha dunque una mission divulgativa e informativa. Una guida completa, ma non un manuale di consulenza, al cui interno sono contenuti concetti, nozioni, fatti realmente accaduti, statistiche e grafici esemplificativi per far capire meglio e rapidamente, partendo dalle basi, come poter gestire i propri risparmi e raggiungere gli obiettivi finanziari, conoscendo dunque strategie e strumenti di investimenti.
Il testo non fornisce consigli di investimento ma spinge il lettore ad adottare delle scelte di investimento responsabili, prendendo decisioni ponderate basandoli su analisi e valutazioni. È opportuno conoscere i rischi legati al mondo dei mercati finanziari prima di iniziare a investire il proprio denaro.
Risparmiare o investire?
Sui conti correnti degli italiani sono depositati oltre mille miliardi di euro, una cifra considerevole che addirittura supera il PIL nazionale. Riusciamo a risparmiare in media il 4% del nostro reddito mensile, ma se il 68% delle famiglie pianifica le spese, il 12% però decide di non investire. Nel tempo le scelte sono rimaste invariate: un report del 2023 della Consob ha infatti rilevato che l’investimento prevalente risulta ancora quello dei buoni fruttiferi postali.
Sebbene gli investimenti siano la soluzione alla perdita del denaro per via dell’inflazione, occorre però prestare molta attenzione, poiché perdere soldi è molto semplice. C’è chi non è padrone delle dinamiche e delle situazioni che potrebbero presentarsi negli investimenti: comportamenti irrazionali e volatili possono generare risultati finanziari instabili e spesso catastrofici.
In tanti, seppur interessati a investire, scelgono di procrastinare a tempi migliori, spesso per paura dei risultati ottenuti e dell’incertezza socioeconomica e geopolitica. La procrastinazione è la tendenza dannosa a rimandare i cambiamenti. La più grande preoccupazione di un investitore dovrebbe essere quella di perdere i giorni migliore invece che cercare di evitare quelli peggiori. Rimandare gli investimenti per anni è una scelta perdente.

Non ci sono dei pubblici target a cui questo libro si rivolge in modo particolare, specie se consideriamo la necessità dell’alfabetizzazione finanziaria dei cittadini italiani. Infatti, il testo, dal format accessibile e comprensibile, viene consigliato a tutti, dai lettori adulti a quelli più giovani, dagli avvezzi alla materia a quelli che mettono piede nel campo della finanza per la prima volta.
Il libro concepito da Parliamo di Investimenti per apprendere i concetti basilari della finanza, illustra dunque un percorso necessario per comprendere il denaro e la conseguente gestione dei risparmi, consentendo al lettore di padroneggiare con argomenti ritenuti meno semplici e portarlo a intraprendere corrette decisioni di investimento.
Ad esempio, con questo libro sarà più semplice capire la differenza tra le diverse carte di pagamento che quotidianamente utilizziamo, distinguere il TAN dal TAEG, il metodo 50/30/20, i comportamenti che condizionano i mercati finanziari, le distinzione tra azioni, obbligazioni e titoli di stato, come monitorare le spese, come scegliere l’azienda su cui investire, e tanto altro.
Se da una parte c’è chi preferisce mantenere ferme sul proprio conto corrente somme che non serviranno nell’arco di alcuni anni, dall’altra, invece, troviamo chi è più aperto e propenso a investirle saggiamente. Tu da che parte stai?








