C’è qualcosa di profondamente umano in questo libro, nonostante parli di neuroscienze, management e intelligenza artificiale.
Eleonora Saladino, prima psicologa italiana con una laurea magistrale in Psicologia Positiva, ricercatrice universitaria, divulgatrice e autrice in ambito di Negoziazione e tecniche di vendite, conduce il lettore in un viaggio che unisce il rigore scientifico alla curiosità emotiva, la riflessione alla pratica, la teoria alla vita vissuta. Saladino si occupa dal 1994 di formazione sulle tecniche di vendita e sulle competenze comportamentali, quelle che oggi si chiamano abilità trasversali o Soft Skill.
Neuromanagement e psicologia positiva non è solo un manuale, ma un percorso di scoperta e consapevolezza, capace di guidare il lettore a comprendere come l’intelligenza emotiva, l’ascolto e le relazioni possano ancora oggi fare la differenza nel mondo del lavoro (e nella vita di tutti i giorni).
Pillola rossa o pillola blu?
Il libro si apre con una provocazione: scegliere tra la pillola rossa e la pillola blu. È un incipit che rompe le regole del classico saggio manageriale e stabilisce subito il tono dell’opera.
Il lettore è chiamato a scegliere se restare nella propria comfort zone o accettare la sfida del cambiamento. E già qui si avverte la cifra stilistica dell’autrice: empatica, ironica, ma anche profondamente lucida e concreta.
Vision, Mission e Execution
La struttura del testo è scandita in tre parti — Vision, Mission, Execution — facilmente riconoscibili anche visivamente grazie alle tre pagine grigie che ne segnano i passaggi. È una suddivisione che rispecchia la logica del neuromanagement: comprendere (vision), motivare (mission), agire (execution).
La prima parte affronta i temi chiave della trasformazione organizzativa, offrendo una panoramica chiara e aggiornata sulle sfide del mondo del lavoro contemporaneo.
La seconda si tinge di psicologia positiva e si concentra sull’importanza di coltivare benessere e relazioni sane come motori della produttività.
La terza è la più pragmatica: qui la teoria si fa azione, e il lettore trova strategie, strumenti e protocolli per applicare quanto appreso. Qui spicca il Protocollo CARISMA, acronimo di Certezza, Autonomia, Relazioni, Impatto, Status, Meaning, Armonia; un modello che diventa bussola per orientarsi nel cambiamento e nella leadership consapevole.
“Cosa c’è da cambiare per cambiare ciò che c’è da cambiare?”
Tra citazioni, QR code, mappe concettuali e immagini, il libro mantiene un ritmo vivace, arricchito da domande retoriche che stimolano la riflessione
Si parla di cervello e di comportamento, ma sempre con uno sguardo sistemico, che tiene insieme individuo e collettività. La teoria del cervello trino viene esposta con chiarezza e semplicità, a differenza dell’intelligenza artificiale, quest’ultima osservata con equilibrio: una risorsa, non una minaccia, purché resti strumento al servizio dell’uomo.
Nel suo lavoro Saladino ribadisce: oggi abbiamo a disposizione innumerevoli strumenti per formarci e crescere, ma la vera differenza la fanno le capacità umane — ascolto, empatia, creatività — quelle che nessuna macchina potrà mai replicare davvero.
Il numero sette cosa vuole dirci?
C’è un filo rosso che attraversa tutto il libro: il numero 7. Chi legge, inevitabilmente, si domanda: perché proprio sette? Forse la risposta non va cercata nelle righe, ma tra le righe.
Sette sono le forze del cambiamento, sette le sfide aziendali, sette le onde strategiche per costruire fiducia positiva e sette le lettere che compongono la parola CARISMA.
Una ricorrenza che non è casuale, e che aggiunge al testo una dimensione quasi simbolica, come se tra le pagine scorresse una formula sottile, un equilibrio matematico dell’animo umano.
L’autrice non ne svela il motivo, ma la presenza costante di quel numero crea un senso di mistero, un invito alla curiosità.

Un libro pensato per tutti i lavoratori, a prescindere dal settore merceologico in cui si opera. Dunque non rivolto esclusivamente a manager o ad altre figure poste ai vertici aziendali. Leggere Neuromanagement e psicologia positiva significa accettare una sfida, scegliere la pillola rossa e andare oltre l’ovvio, scoprendo che, in fondo, il vero potere non sta nelle macchine, né nei protocolli, ma nella straordinaria capacità dell’essere umano di cambiare. Il libro non dà risposte, ma ne suscita di nuove.
L’autrice riesce a coniugare la profondità concettuale con una scrittura scorrevole, accessibile e a tratti intima. La sua voce emerge non solo come quella di una professionista competente, ma anche di una donna che riflette, si mette in gioco, condivide aneddoti personali e ricordi di una carriera iniziata negli anni ’90, quando ancora si parlava di “percorsi comportamentali” prima che nascesse la moda delle soft skills.
Questa dimensione autobiografica, leggera ma mai invadente, crea un senso di familiarità e fiducia: il lettore si sente accompagnato, non istruito.








