Lucia Guerra

Tik Tok advertising

14 €

Editore: Maggioli Editore
Collana: Digital Generation
Autore: Lucia Guerra
Pubblicazione: Marzo 2021
Pagine: 116
Costo di copertina: 14,00 €

Recensione del libro Tik Tok advertising​, di Lucia Guerra ​

Diciamocelo: Tik Tok è l’argomento principale nel mondo digital da ormai 3 anni e ancora ci si divide tra chi lo osanna e chi “lo schifa”.

Entrato in scena in modo prepotente nel 2019 tutti siamo corsi a vedere cosa si poteva fare su questa piattaforma (perché chiamarlo social network sarebbe un errore). E ci abbiamo trovato principalmente balletti e poco altro. C’è stato chi, quindi, ha gridato all’ ”ennesimo social pronto a morire nel giro di qualche anno”. E invece no. A differenza del compianto Snapchat, Tik tok non ha ascoltato chi lo dava per inutile e ha tirato dritto.

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Oggi Tik Tok ha più di 100milioni di utenti attivi giornalieri (dato festeggiato a settembre 2021) ed è stata l’app più scaricata nel 2020 e del 2021. Inutile dire che la Pandemia ha dato una forte spinta al successo crescente degli ultimi due anni. E anche una nuova linfa. O forse “vecchia”.

La prima app pensata dai creatori cinesi aveva infatti uno scopo educativo/informativo. Non funzionò molto. Ma nei vari passaggi e acquisizioni che hanno portato Tik Tok ad oggi a quanto pare una parte di quei valori è rimasta.

Cos’è Tik Tok

Tik Tok oggi non è solo balletti e viene usata, anche molto bene, per fare divulgazione. Ci sono profili davvero ben curati, che parlano in maniera semplice ed efficace ad un pubblico molto giovane.

Tutto questo per dire che oggi, chi non conosce Tik Tok lo definisce una “social” per adolescenti che fanno balletti scemi mentre chi lo segue da un po’, anche nell’ombra, invece ci vede il potenziale di una piattaforma da usare per avvicinarsi ad un nuovo pubblico.

Considerazioni mie a parte, il libro di Lucia Guerra parte dalla doverosa presentazione del social per poi portarvi nel mondo di chi oggi vuole usare la piattaforma per attività di marketing e comunicazione.

Come si fanno campagne adv su Tik tok

Fare campagne ads Tik Tok è aperto a tutti da poco, e ha grosse somiglianze con le piattaforme concorrenti (Facebook e Linkedin in primis); ma anche grosse differenze.

L’autrice vi guiderà alla scoperta del Business Center e alla creazione di una campagna, passo passo. Ma prima vi spiegherà due “cosette” su cosa vuol dire fare una strategia per Tik Tok e cosa bisogna considerare.

La piattaforma infatti necessita di grossi investimenti che iniziano già dalla creazione del contenuto (un video fatto bene e montato anche meglio), dipendono anche dalla scelta dell’influencer da coinvolgere (che sembra essere la scelta migliore per avere un ottimo ritorno di visibilità) e infine toccano direttamente il portafoglio dell’azienda dato che il budget minimo giornaliero è di 20€.

La chiusura del libro è lasciata al futuro: Resisterà? Imploderà? Scavalcherà? Ai posteri la sentenza. Io nel mentre continuo a guardarmi ogni settimana video e a scoprire profili e persone interessanti ma soprattutto NUOVE (che per una che bazzica nel digital da 15 anni è una ventata di aria fresca!).

In conclusione:

A chi è rivolto: a chi non ha mai messo mano alla piattaforma ads di Tik Tok (e magari non lo farà mai) e vuole capirvi di più. A chi è curioso di conoscere qualche aspetto tecnico.

Livello di conoscenza della materia: base. È adatto a chi non ha esperienze su Tik Tok.

Quanto è pratico: direi non molto. La parte tecnica è ben spiegata ed esaustiva ma se cercate i case study qui ce ne sono pochi.

L'Autrice della recensione

Federica Mori - La Barbie Social

Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online. Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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