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Strategie di Marketing

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Seguo Gianluca Diegoli dal 2013, la sua email del venerdi mattina ormai è un’abitudine come il caffè con mamma.

Ho comprato il suo libro a scatola chiusa, senza leggere nemmeno l’indice, convinta già dal titolo… e non ne sono rimasta delusa. 

Gianluca è uno che davvero il marketing te lo spiega BENISSIMO, con ironia ma soprattutto con esempi pratici che ti fanno capire subito la (noiosa) teoria.

Questo libro è, per sua definizione, “un manuale di autodifesa per consumatori e un breviario minimo per aspiranti marketers”. 

Un libro che leggi dalla prima all’ultima pagina in un crescendo continuo di frasi che vanno dal “Vero! Verissimo!”, “Nooooooo, ma cosa mi stai dicendo???” e “Oddio se mi ricordo quella pubblicità sono davvero vecchia”.

Fin dalla spiegazione del titolo l’autore già vi sta dicendo come siete finiti nella sua rete (e in quella del marketing) senza nemmeno saperlo/pensarci.

Si parla:
– di caffè (spiegandoci il marketing grazie a quello che succede dentro un bar ogni giorno),
– di sigarette (e di come fare adv ad un prodotto senza fare adv al prodotto),
– di packaging (e dell’eterna lotta allo spazio e alle parole giuste),
– di centri commerciali (e del tentativo ormai estremo di catturare l’attenzione del consumatore),
– di spot televisivi (e del perchè si continua a investire sulla tv oggi nonostante la disattenzione di chi la guarda),
– di “nuovo è meglio” vs “vecchio è meglio” (e di sconto, di convenienza a tutti i costi),
– dell’autogrill (e del funnel per eccellenza),
– di Hotel a ferragosto (e di domanda di mercato, di prezzo e storytelling),
– di supermercati (e di referenze, volantini e Brandless),
– di weekend fuori porta (di engagement, influencer marketing e Fomo),
– di spesa a casa (e di costi, pigrizia e ancora una volta di supermercato),
– di call center (e di telemarketing, di vendita personale e televendite),
– di geolocalizzazione (e targeting),
– di Amazon (e di online vs offline, di vetrine e di modi per catturare e tenere alta la nostra attenzione).

Insomma, gli argomenti non mancano! E ve li lascio scoprire uno a uno, perchè sarebbe impossibile fare una sintesi dei tanti concetti toccati.

La conclusione è una “non” conclusione: come per tutto il libro, si analizzano i fatti, si prospettano gli scenari, ma non aspettatevi una previsione alla Nostradamus… non sarebbe nello stile dell’autore. Troverete però una bella “lista della spesa” con 5 libri consigliati e alcuni blog a cui iscriversi.

Ancora non vi basta? E allora vi dico che “incluso nel prezzo” trovate anche il Glossario per fare bella figura alle riunioni! Direi che adesso non avete più scuse per non andare a metterlo subito nel vostro carrello!

In conclusione

A chi è consigliato? A tutti, che siate marketers o consumatori consapevoli (o volete iniziare a esserlo).

Quanto è pratico? Tantissimo. L’autore gioca molto con i riferimenti a brand e campagne pubblicitarie famose, di oggi e di ieri. Il che rende il libro scorrevole e comprensibile anche per vostra madre.

È da avere in libreria? Assolutamente si. Giusto anche per fare paura agli altri libri di marketing vicino a lui, quello tutti paroloni e poca sostanza.

Editore: UTET
Autore: Gianluca Diegoli
Pubblicazione: Giugno 2020
Pagine: 272
Costo di copertina: 26,90€
Acquistabile qui: https://bit.ly/3u479m0 (segnalo che se acquistate il libro, la casa editrice vi regala l’ebook)

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Di Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online.

Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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