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Influencer Marketing

Professione Influencer

Ho voluto leggere questo libro, anche se del 2019, sia per il tema (che mi sta a cuore lavorativamente parlando) sia per la visione, per una volta dalla parte degli influencer.

Di influencer marketing si parla ampiamente negli ultimi anni e Matteo Pogliani è sicuramente quello che ne sa più di tutti avendo a suo attivo un’agenzia di comunicazione e la creazione dell’Onim, l’Osservatorio Nazionale di Influencer Marketing.

Veniamo al libro, che ho trovato un’ottima guida a chi si vuole cimentare nella professione di influencer. Perchè è una professione e come tale necessità di strategia e tempo.

Partiamo subito però da una grande verità: siamo tutti influencer. Nel nostro piccolo siamo tutti capaci di influenzare e diventare un riferimento. Noi stessi di Libridimarketing.blog lo facciamo con le nostre recensioni, nel nostro (molto) piccolo mondo.

Detto questo, il libro di apre parlando del Personal Branding, da cui ovviamente parte ogni strategia per diventare Influencer. Se non capisci chi sei, cosa puoi dare, come lo puoi comunicare ecc la vedo difficile lanciare una carriera! 

È tutto spiegato molto bene, in modo chiaro, partendo proprio dalla creazione del proprio brand per poi passare a quella dei contenuti, tutto con l’obiettivo di vincere la sfida dell’attenzione.

Nel libro si trovano tanti spunti pratici e strumenti utili sia per trovare l’idea giusta, sia per metterla in pratica nel modo migliore.

Interessante (e ammetto che non me la ricordavo) la distinzione di tipologie di contenuti fatta da Mark W. Schaefer: Hygiene content, hub content e hero content. L’approfondimento lo trovare sul libro e non ve lo spoilero!

Si parla di immagini, video, infografiche ecc, sempre con consigli mirati a realizzarli al meglio, ma soprattutto si parla dei diversi canali in cui essere/fare l’influencer e della loro scelta. Perchè non è indispensabile essere su tutti i social, bisogna saperli scegliere, e lo puoi fare se li conosci.

Nel libro quindi vengono analizzati uno a uno tutti i canali, con i relativi punti di forza e i modi per gestirli con successo.

L’ultima parte del libro è dedicata alla monetizzazione del proprio lavoro di influencer, che non comprende solo le collabs con i brand ma anche la pubblicità (AdSense vi dice nulla?) e l’affiliazione.

La chiusura è lasciata alla parte della regolamentazione e della trasparenza, punto fondamentale da conoscere se si vuole intraprendere la carriera di influencer.

In conclusione:

A chi è consigliato? Sicuramente un libro consigliatissimo a tutti. È molto utile a chi si vuole cimentare nella professione di “influencer”, con davvero tanti consigli sulla strada da seguire per crearsi un brand ed emergere. Utile anche a chi vuole creare o migliorare il proprio Personal Branding in generale, a tutti i professionisti che vogliono emergere e far sentire la loro voce. 

Quanto è pratico? Tantissimo. Molti i consigli sulla creazione di contenuti. 

È da avere in libreria? Se il tuo obiettivo è avere una guida su cui lavorare per creare il tuo brand assolutamente SI.

Ultima doverosa considerazione: il libro ha quasi 2 anni e quindi si, qualcosa è cambiato.. ma non cosi tanto. La strategia è strategia. Va oltre lo spazio temporale. I canali sono sempre quelli, al massimo con qualche aggiornamento di algoritmo o di strumenti interni. Non ho trovato particolari problemi o incongruenze con l’odierno. Quindi continuo a consigliarlo, sicura che Pogliani e il suo editore abbiano in serbo un qualche aggiornamento sul tema! 

Editore: Dario Flaccovio Editore
Collana: WebBook
Autore: Matteo Pogliani
Pubblicazione: Aprile 2019
Pagine: 304
Costo di copertina: 29€
Acquistabile qui: https://amzn.to/323BmFe

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Di Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online.

Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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