Errico Buonanno, Luca Mastrantonio

Notti Magiche

15 €

Editore: Mondadori
Autore: Errico Buonanno, Luca Mastrantonio
Pubblicazione: 2019
Pagine: 304
Costo di copertina: 15,00 €

notti magiche libro anni 90

Recensione del libro Notti Magiche, di Errico Buonanno, Luca Mastrantonio

C’è chi, leggendo il titolo di questo libro, canticchierà la canzone di Edoardo Bennato e Gianna Nannini che risuonava in ogni casa nell’estate del novanta con un po’ di nostalgia. E poi ci sono i 2000, che non hanno la minima idea di cosa sto dicendo!

#Machenesannoi2000 non è solo un hashtag e una canzone che noi millenials usiamo per prendere in giro le nuove generazioni, è proprio la classica frase che (spessa da vecchi) diciamo a chi gli anni 90 se li è persi.

E se gli anni novanta non li hai vissuti, di roba te ne sei persa davvero molta. Ma ecco che un pomeriggio, mentre leggero il libro di Alice Avallone #Datastories scopro l’esistenza di questo “manuale sentimentale degli anni 90”. Che fai, te ne primi?

Ovvio che no! La vecchia nostalgica che è in me a queste cose non sa resistere, e se siete millenials nemmeno voi, non mentite.

Perchè gli anni 90 hanno sì visto guerre e disgrazie, ma chi li ha vissuti li ricorda soprattutto per le GIOIE che ci hanno regalato.

Lo zaino Invicta, le sorprese Kinder e le pubblicità degli anni 90

I gol di Van Basten (da milanista non potevo che partire da qui), la Smemo, Jack Frusciante, le pubblicità con i giochi che tutti desideravamo, Bim Bum Bam, il Tamagochi, Beverly Hills (ah l’adolescenza, che periodo!), MTV, Ambra e Non è la Rai, le boy band e le Spice Girls (If you wanna be my lover, you gotta get with my friends). 

Vi è già scesa la lacrimuccia? A me quasi ad ogni pagina.

Nel viaggio in quello che è successo in quel decennio ci troviamo la spiegazione di cosa sia oggi una generazione, i millenials appunto.

Perchè questo libro lo potete leggere come semplice intrattenimento, nulla di male ovvio, ma anche come spaccato di una società che è stata e di una generazione che oggi ha tra i 30 e i 40 anni e guida i consumi di buona parte del mondo.

Che poi gli anni novanta non sono proprio così tanto “passati”: in TV hanno fatto il seguito di X-Files e Twin Peaks, di Mac Giver e Magnum PI. Le Band si rimettono insieme per fare tour e reunion. Al cinema c’è stato l’ennesimo Jurassic Park, le Tartarughe Ninjia hanno trovato nuova linfa, Jumanij è ancora tra le “ultime uscite” e Mission Impossible.. va beh, io a Tom una tregua la darei se proprio devo essere sincera.

Se è vero che “tutto torna”, allora ragazzi benvenuti nella riesumazione dei nostri miti

Ma, come dicevo sopra, al momento siano noi Millenials la generazione su cui si concentra il 50% dei Marketing, cosa ci aspettavamo? 

Tra le pagine di questo libro potete leggere l’analisi sociologica di chi gli anni 90 li ha vissuti, da adolescenti o da adulti, magari anche neo genitori. E trovarci pure qualche spunto di marketing per il vostro brand se ha noi Millenials come target, anche se non era sicuramente nell’intento dei suoi autori, che spero non me ne vogliano per questo.

Ci terrei solo a ricordare che noi nati nell’80, siamo dei sopravvissuti. Perchè negli anni 90 abbiamo mangiato le peggio cose: l’olio di palma era la nostra molecola di vita. I giochi con dentro la chimica pura ci hanno aiutato a crescere tra Cristal Ball e Manine appiccicose trovate nelle patatine. E siamo qui per raccontarlo, e leggerlo. Anche se oggi mangiamo solo biscotti con farina integrale BIO e ai nostri figli/nipoti regaliamo la sabbia cinetica. Si chiava evoluzione o marketing questo?

Per questo libro non farò la solita conclusione, perchè la componente emotiva è predominate e quindi il mio consiglio è di investire 15€ e divertirvi passando una serata con gli amici sfogliando questo libro, con una bella playlist Anni 90 direttamente da Spotify come sottofondo. E mi raccomando, se lo fate, taggatemi su Instagram, che da buona Millenials a queste cose ci tengo! #Friendshipneverends

L'Autrice della recensione

Federica Mori - La Barbie Social

Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online. Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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