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Influencer Marketing

InfluencerMania

Lo ammetto: ho comprato il libro per la copertina. Ma d’altronde se mi chiamano Barbie un motivo ci sarà!

Di libri sull’influencer marketing negli ultimi due anni si sono popolate le biblioteche e me li sto leggendo tutti perchè anche io faccio influencer marketing con uno dei miei clienti e rimanere aggiornata sul tema è di vitale importanza.

“Influencer” è la parola più usata e abusata di questi ultimi anni. Soprattutto su Instagram abbiamo visto la nascita di questo fenomeno, forse un po’ ormai sfuggito di mano a qualcuno.

Un tempo c’erano i testimonial, c’erano gli opinion leader: oggi ci sono gli influencer, che in parte sono la stessa cosa. Parliamo di persone in grado di “influenzare” altre persone, di muovere community all’azione e di spostare le sorti di un brand.

Cosa ha reso davvero grande e inarrestabile il fenomeno degli influencer? Il mezzo: i Social. Luogo dove sono essi stessi creatori dei contenuti che pubblicano, a differenza dei vecchi spot pubblicitari in cui venivano inseriti i testimonial.

Grazie ai social gli influencer si mostrano per quello che sono: persone normali, comuni. E questo piace molto al pubblico che li segue sentendosi un po’ simile a loro anche solo per un momento.

Il libro mi è piaciuto molto per l’excursus molto chiaro che fa della fenomenologia dell’influencer e dell’influencer marketing: l’analisi è precisa e molto utile a chi si approccia per la prima volta all’argomento.

Si parla soprattutto delle tipologie di influencer e del ruolo dell’influencer oggi, che è (o dovrebbe) essere content creator.

Davvero interessante la parte legata all’etica: perchè stiamo comunque parlando di marketing, e di pubblicità, e anche se il pubblico questa cosa negli anni l’ha imparata a riconoscere è giusto evidenziarla quando viene usata.

Di scorrevole lettura la parte dedicata alle case history. Vi è una carrellata di casi di successo dell’uso di influencer in strategie di marketing e poi l’intervista ad alcuni influencer con account molto seguiti, tra cui Tony Cairoli e Paolo Stella, che parlano anche del rapporto con le loro community (che spesso sono il successo di questi personaggi).

Ma veniamo all’ultima parte, quella più pratica. Come si costruisce una campagna di influencer Marketing? C’è una prassi da seguire, come in ogni attività di marketing, che parte ovviamente da strategia e budget.

Uno dei passi più impegnativi della creazione di campagne di influencer marketing è l’analisi e la selezione degli influencer. E nel libro vi sono tutti i tool di listening e analisi ad oggi disponibili. Tutti strumenti utilissimi, presentati nelle loro principali funzioni, ma avrei gradito che ci fosse almeno una nota in cui si dice che questi strumenti sono notevolmente costosi. Solo per Ninjalitics si è fatta una distinzione tra free e paid, che ho apprezzato.

Perchè dico questo? Proprio perchè me ne occupo anche io e so benissimo sia i costi sia la difficoltà che si incontra quando quei costi non li puoi affrontare e devi fare tutto “a mano”, incrociando ricerche free, passaparola e altri strategemmi vari.

Tralasciata quest’ultima considerazione personale, il libro rimane uno dei più aggiornati e utili al momento in libreria.

A chi è consigliato? A tutti. Ma soprattutto a chi si approccia all’argomento per la prima volta.
Quanto è pratico? Dopo una doverosa parte iniziale teorica (che ripeto mi è molto piaciuta) il libro presenta gli elementi indispensabili per una campagna così come i tool disponibili e alcune case history.
È da avere in libreria? Per chi segue l’argomento e lo integra al proprio lavoro è un SI deciso, senza indugi. Ma se il vostro interesse è più generale e l’argomento vi interessa marginalmente, più magari per il fenomeno che per le applicazioni, diciamo che potreste anche valutare il prestito in biblioteca o l’acquisto in ebook (che ha un prezzo più basso).

Autori: Omar ROSSETTO e MariaIsabella MUSULIN
Editore: Hoepli
Collana: DMpro
Pubblicazione: Giugno 2020
Pagine: 168
Costo di copertina: 19,90€
Ebook: 13,90€
Acquistabile qui: https://amzn.to/3dW7jVD

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Di Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online.

Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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