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Giulia Verzeletti

Inbound Marketing Automation

27 €

Editore: Marketing Automation Edizioni
Autore: Giulia Verzeletti
Pubblicazione: Marzo 2019
Pagine: 256
Costo di copertina: 27 €

Recensione del libro Inbound Marketing Automation di Giulia Verzeletti

C’è stato un tempo in cui si parlava solo di Inbound Marketing. Erano gli anni in cui i social c’erano, ma non erano ancora così diffusi a livello aziendale. Anni in cui l’Inbound Marketing la faceva da padrone, nei libri e nei corsi di digital strategist.

Poi il silenzio.

Chi faceva Inbound Mkt ha continuato a farlo dandolo un po’ per scontato. Chi invece ha visto nei social e nell’universo di Mark Zuckerberg la sua isola felice si è buttato li sopra senza nemmeno un sito decente (o senza del tutto). “A cosa mi servono i contenuti, un blog, un sito con i controc***i quando posso fare un post su Facebook e metterlo in evidenza?”. Ce lo siamo sentiti dire tutti almeno una volta negli ultimi anni, ammettiamolo.

Il sito, il blog, i contenuti sono “concetti” che qualcuno ha riscoperto solo negli ultimi 2 anni, da quando la portata organica delle pagine è divenuta pari alla percentuale di Italia Viva alle ultime elezioni e le ads hanno visto un incremento di costi (rispetto ai risultati) pari alla crescita dei bitcoin (che, se non lo sapete, è schizzato alle stelle!).

Si ricomincia oggi più che mai a capire il valore di un luogo “di proprietà” in cui far convergere chi ci segue, di contenuti che vadano oltre le tre righe di un post, nonché di un form che raccolga il tanto agognato lead. 

Ed ecco che così l’inbound marketing torna di moda, scoprendo di non essere mai invecchiato, ma semplicemente è passato da new in a must have.

Ed è per questo che ho letto molto volentieri il libro di Giulia Verzeletti.

Fresco, fluido, preciso senza mai annoiare, con un filo conduttore che ti porta da A a B in modo talmente semplice e leggero che arrivi in fondo e ti chiedi “scusa ma.. siamo già alle conclusioni?”.

Un libro che vi svelerà i segreti dell’inbound marketing, l’importanza dei contenuti e del piano editoriale ma soprattutto del sito internet, del blog e dell’email marketing. Vi ritroverete voi stessi nel Funnel, tra SEO, Social Network e Lead Magnet.

Negli ultimi capitoli poi potrete meglio capire anche la logica dell’automation (assolutamente da implementare), con un paio di consigli su quale sistema scegliere e le case history finali, pratiche al punto giusto per avere la strada spianata su da dove partire.

Non mi dilungo troppo nell’esaltare l’ottimo lavoro di Giulia per due validi motivi:
1) Ci tengo che lo leggiate voi stessi perché ne vale la pena;
2) Giulia sarà mia ospite in una diretta su Instagram mercoledi 17 Marzo alle 18.30 in cui ne parleremo più approfonditamente. Diretta che poi troverete salvata nelle IGTV del profilo.

In conclusione

A chi è consigliato? A chi vuole scoprire (o ri-scoprire) cos’è l’Inboung Marketing e come creare una vera strategia di contenuti, senza buttarsi a picco sulle Adv.

Quanto è pratico? Teoria e pratica sono ben bilanciate. Il modo di scrivere dell’autrice aiuta nell’apprendere i concetti e capire come metterli subito in pratica.

È da avere in libreria? Si, è un vero manuale per chi si avvicina a questo approccio, da consultare all’occorrenza anche solo ripassando/rileggendo le sezione “cosa abbiamo imparato in questo capitolo”.

L'Autrice della recensione

Federica Mori - La Barbie Social

Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online. Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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