Erica Dhawan

Il linguaggio del corpo digitale

24,90 €

Editore: ROI edizioni
Collana: Crescita personale
Autore: Erica Dhawan
Pubblicazione: Maggio 2016
Pagine: 310
Costo di copertina: 24,90 €

Recensione del libro Il linguaggio del corpo digitale, di Erica Dhawan

Lo sappiamo: spesso il nostro corpo parla prima di noi, o dice diverse rispetto alle nostre parole. Lo studio del linguaggio del corpo è da anni materia dei comunicatori. Ma, ovvio, negli anni qualcuno si è chiesto se quelle “regole” valgono anche oggi che parliamo più davanti ad una telecamera o via email che vis e vis.

Erica Dhawan, l’autrice di questo libro consigliatissimo, ha iniziato a pensarci sempre più dopo la pandemia arrivando alla conclusione che oggi serve una nuova lettura del corpo, che tenga conto proprio del contesto digitale in cui è immerso.

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Il Digital Body Language

Per cogliere questo nuovo ideale di comunicazione bisogna innanzitutto comprendere le quattro leggi del Digital Body Language:

  1. Valorizzare visibilmente
  2. Comunicare con attenzione
  3. Collaborare con fiducia
  4. Fidarsi totalmente

Pensateci: i tradizionali indizi e segnali che usiamo per mostrare l’apprezzamento che nutriamo per gli altri – ad esempio un sorriso, una stretta di mano, una nota di ringraziamento scritta mano – sono invisibili nella comunicazione digitale oppure richiedono troppo tempo e sforzo per essere messi in atto. Valorizzare visibilmente (la prima legge) riguarda quindi l’essere solleciti e consapevoli dell’altra persona, ad esempio dicendo un “ti capisco” e un “ti apprezzo”. Essere sensibili alle esigenze degli altri, rendere la lettura delle email la nuova arte dell’ascolto, e tanto altro che scoprirete nel libro.

 

Comunicare con attenzione implica fare uno sforzo continuo per ridurre al minimo i rischi di incomprensioni e interpretazioni errate essendo il più possibile chiari nelle parole che scegliete e nel vostro Digita Body Language. Comunicare con attenzione contribuisce ad eliminare la confusione, consente una comprensione costante delle esigenze dei bisogni di ciascun membro del team, aiuta a semplificare e a ridurre inefficienze nel lavoro di squadra.

 

Lavorare con fiducia riguarda invece la libertà di assumersi rischi deliberati confidando che gli altri sosterranno le vostre decisioni. Significa gestire da paura, l’incertezza e le preoccupazioni che definiscono i moderni contesti lavorativi. Significa, soprattutto, mettere le persone nelle condizioni di rispondere con cura e pazienza invece di spingerle a rispondere a tutto immediatamente,  in un ambiente di lavoro operativo 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

 

La quarta e ultima legge del linguaggio del corpo digitale si concretizza solo dopo che le prime tre leggi sono state messe in pratica, producendo un coinvolgimento a 360 gradi. Fidarsi totalmente significa avere una cultura di squadra aperta, nella quale tutti sanno di essere ascoltati, dove tutti possono sempre chiedere l’aiuto l’uno dell’altro e dove tutti possono concedere favori indipendentemente da un ritorno immediato.

 

Chiariti questi aspetti, indispensabili per capire il libro e il suo approccio entriamo un po’ nel vivo delle situazioni.

 

Oggi tutto (o quasi) si svolge online: dai colloqui al lavoro quotidiano. E quando parlo di online intendo tutto ciò che ha a che fare con un mezzo di comunicazione connesso a internet. In primis, le email e i messaggi di testo. 

Gestire le email con il Digital Body Language

 

Se Carl Newport in “Un mondo senza email” (trovate la recensione qui) ci insegna a gestire il flusso e a non venire inghiottiti da uno strumento tanto utile quanto alienante, Erica Dhawan ci spiega come le email posso essere fraintese e lette con toni completamente diversi diversi da quello che il mittente aveva in testa. Ma soprattutto l’autrice ci aiuta a non commettere più questi errori mostrandoci come si generano queste incomprensioni e come evitarle. 

 

Come si gestisce l’ambiguità di un’email confusa che non sapete affrontare? Come evitare di creare l’ansia digitale?  Semplicemente porgendosi qualche domanda, semplice, ma efficace, che ci aiuta a rivedere la chiarezza del nostro messaggio.

 

Io stessa ho imparato a rileggere le email tre volte prima di spedirle, soprattutto quando sono email importanti, che racchiudono tante idee o che hanno lo scopo di presentare/risolvere un problema. Le rileggo ad alta voce l’ultima volta, come se fosse una conversazione diretta con il mio destinatario, per “sentire” se regge. E per non cadere in quei comportamenti un po’ “passivo aggressivi” che spesso, involontariamente, mettiamo in quei testi ma che, a parole, eviteremmo.

 

Nel libro troverete proprio come scrivere e cosa non scrivere nelle email in base ai sentimenti che volete esprimere e alla risposta che volete ottenere. 

 

Ma non solo, scoprirete cosa sta dietro la scelta del canale usato per comunicare (spoiler: l’urgenza), come si può e si devono usare punteggiatura e simboli (voi quante emoji usate?) per trasmettere emozioni, come il rispetto sia dimostrato nelle tempistiche e come l’essere messi per primi nei destinatari di un’email oppure in cc o in ccn abbia a che fare con l’inclusione. 

Potrei andare avanti ancora, e spoilerarvi tutto ma questo è un libro da leggere TUTTO e con attenzione, quindi fidatevi di me e compratelo per scoprire il resto!

 

In conclusione

A chi è rivolto: userò le stesse parole dell’Autrice “Questo libro è per le persone con capi e colleghi che continuano blaterare per il lavoro di squadra senza però mai fare ciò che è necessario per facilitarlo. É per chiunque sia sommerso da riunioni in presenza, teleconferenza, e-mail, messaggi di testo e piattaforme di social media, per coloro che hanno alzato le mani e hanno deciso di limitarsi a configurare le Impostazioni e non pensarci più!”.

Quanto è pratico: tantissimo! Gli esempi sono sparsi in ogni pagina, i casi in cui applicare le informazioni anche. Schemi e recap finali non mancano.

È da avere in libreria: Per me è un grande SÌ. È un libro che farà storia, che segna l’inizio di una nuova consapevolezza della comunicazione digitale. Un libro da far leggere in azienda e/o in agenzia perché aiuterà sicuramente nel nuovo mondo lavorativo in cui siamo immersi.

L'Autrice della recensione

Federica Mori - La Barbie Social

Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online. Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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