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Strategie di Marketing

Growth Hacking

Ho deciso di leggere questo libro da profana della materia. Ormai oggi nel nostro ambiente un amico growth hacker lo abbiamo tutti (ciao Andre, tvb). 

Figura arrivata in Italia qualche anno fa (2015) ormai in tanti si “spacciano” per growth hacker perché fa fico.

Ma chi è il growth hacker? Cosa fa davvero? Cos’è il growth hacking?

Ho deciso di approfondirlo una volta per tutte leggendo questo libro che mi è sembrato il più completo in circolazione. 

E devo dire che mi si è davvero aperto un mondo. Ogni tanto noi che lavoriamo nella comunicazione e nei social ci dimentichiamo di quello che “viene prima di noi” o ci troviamo a che fare con aziende di cui prendiamo per logiche per partito preso, senza approfondire davvero da cosa sono nate.

Ecco, dopo questo libro vi assicuro che non guarderò mai più un form di iscrizione con gli stesso occhi, e leggerò ogni email, notifica e pop-up in modo diverso.

Start-up e Funnel dei Pirati

Ma andiamo per gradi. Il libro per me da davvero una panoramica esaustiva sul “lavoro” del Growth Hacker e analizza nel dettaglio ogni passaggio.

Parte come sempre dalla teoria, analizzando modelli e aspetti del lavoro. Introduce poi il concetto di StartUp, anche questo abusato negli ultimi anni.

Da qui inizia il viaggio nel Funnel dei Pirati. E preparatevi perchè scoprirete le logiche dieto a quello che vedete, e cliccate, ogni giorno.

Le fasi del Growth hacking sono 6 e vengono analizzate in maniera minuziosa:

  • Awarness: sapevate che ci sono ben 18 canali di acquisizione che possiamo usare? Si, vi giuro che ce ne sono altri 17 oltre all’adv online 😬 li ho letti con i miei occhi. Anche se a volte ce ne dimentichiamo, quindi andate anche voi a ripassare!
  • Acquisition: ovvero una volta attirata l’attenzione l’obiettivo è trasformarla in altro, in un lead. E qui capirete perchè dopo la lettura ogni form di registrazione avrà un sapore diverso!
  • Activation: pensavate che il difficile fosse farvi lasciare nome e email? Beh, il gioco vero inizia adesso. Cosa ve ne fate di un lead se però l’utente che l’ha lasciato non usa il vs prodotto/servizio? Scoprirete cos’è l’AHA Moment e come portarci il cliente.
  • Retention: è proprio vero che non c’è un attimo di pace: hai il lead, hai fatto raggiungere al tuo utente l’AHA Moment e adesso devi pure trovare come continuare a coinvolgerlo, motivandolo a restare. Come? Facendolo “giocare” ad esempio. E questo è un capitolo che consiglio tantissimo perchè applicabile anche alle attività social.
  • Revenue: ma prima o poi qualcuno dall’alto vi chiederà come stanno andando i ricavi.. e se avrete messo in campo tutte le attività, giocato sulle leve psicologiche giuste e pensato alle strategie giuste come indicato in questo capitolo diciamo che una possibilità in più di successo l’avrete
  • Refellal: Come si chiude il funnel? Con la “sciura Maria” che parla alle sue amiche (online e al tavolo della sua cucina) della nuova app che ha scovato per imparare l’inglese e che le piace tantissimo per quanto è facile e divertente. Per capire come l’app c’è riuscita leggete il libro!

Il libro si chiude “unendo i puntini” e dandoci le ultime dritte su come usare il Growth Hacking Canva. 

In conclusione

A chi è consigliato? È un libro molto tecnico e completo, ideale per chi si avvicina alla materia per la prima volta e vuole approfondirla. Consigliato anche ai marketers, per poter dare delle dritte utili alle aziende e migliorare anche il proprio lavoro.

Quanto è pratico? Tantissimo. Oltre alle spiegazioni con esempi pratici alla fine di ogni capitolo ci sono materiali da scaricare tramite link. Molto utili!

È da avere in libreria? Si se growth hacking è la tua via o anche solo che se una persona curiosa a cui piace capire le logiche dietro certe scelte di marketing.

Vai a vedere l’intervista che abbiamo fatto all’autore e segui il nostro canale Youtube!

Editore: Apogeo Editore
Collana: Guida Completa
Autore: Geraldo Forliano
Pubblicazione: Novembre 2019
Pagine: 304
Costo di copertina: 24,90€
Acquistabile qui: https://amzn.to/3wLIdB5

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Di Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online.

Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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