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Fabrizio Di Pierro

Dizionario del Digital Marketing

22 €

Editore: Flaccovio Editore
Collana: Web Book
Autore: Fabrizio Di Pierro
Pubblicazione: Marzo 2021
Pagine: 136
Costo di copertina: 22,00 €

Dizionario digital marketing flaccovio editore

Recensione del libro Dizionario del Digital Marketing, di Fabrizio Di Pierro

Chiamiamolo pure IL Glossario del Web Marketing. Questo è il libro giusto per affrontare riunioni e colleghi senza che nella nostra testa si scatenino enormi punti di domanda ad ogni termine di Digital Marketing che non capiamo o conosciamo.

“La padronanza di una corretta terminologia in merito ad un determinato argomento è essa stessa parte della conoscenza di tale concetto”. Questa la prefazione del libro di Ilario Gobbi. Che in pratica vuol dire “non parlare se non sai di cosa stai parlando” o anche “studia prima di aprire bocca”. Ma lui l’ha detto molto meglio.

Il Libro per Digital Marketing Specialist

In questo dizionario, in poco più di 120 pagine, vengono riassunti solo tutti i principali argomenti di web marketing con cui abbiamo a che fare ogni giorno oltre ad alcuni dei più importanti servizi e piattaforme.

Fare la recensione di un dizionario non avrebbe senso, per cui ho pensato di farvi il mio personale alfabeto di parole, quelle di cui non sapevo il significato, e quelle legate alla mia esperienza. Arrivate fino in fondo, mi raccomando!

A di AD EXCHANGE, una piattaforma tecnologia che permette in rete a editori e inserzionisti di comprare e vendere spazi pubblicitari a un costo determinato tramite aste svolte in tempo reale.

B di Breadcrumbs (bricciole di pane), indicazione del percorso di navigazione su un sito web che ti permette di vedere dove la pagina corrente si trova all’interno della gerarchia del sito stesso.

C di CLOAKING, tecnica con la quale si presentano agli utenti dei contenuti differenti da quelli che vengono mostrati ai motori di ricerca. Si tratta di una tecnica di Black Hat Seo che potete scoprire alla lettera B.

D di DOORWAY PAGE, pagina redatta unicamente con lo scopo di aumentare il traffico su un sito web in modo scorretto, reindirizzando in modo fraudolento il visitatore a un’altra pagina. (Si anche questo è Black Hat Seo…).

E di EPC, un indicatore che serve per capire quanto un affiliato guadagnerebbe se venisse pagato per click (la formula è ricavi/numero di click).

F di FOCUS KEYWORD, la keyword principale per la quale il redattore di un contenuto desidera posizionarlo sui motori di ricerca. Il contenuto viene sviluppato per renderlo rilevante per la keyword in questione. (Questa l’ho messa solo per il nostro esperto di SEO che vede le nostre recensioni e si dispera perchè non sono Seo Friendly – vogliatemi bene lo stesso).

G di GOOGLE DANCE, periodo di tempo durante il quale Google aggiorna il proprio database principale provocando cambiamenti evidenti nell’ordine dei risultati forniti dalle ricerche. Vengono definiti anche “scossoni” (o bestemmie che volano, vedere voi quello che preferite!).

H di HUMMINGBIRD, algoritmo di Google che si focalizza su tutte le parole della query invece di concentrarsi su un’unica parola di ricerca.

I di INFOCOMMERCE, la ricerca di informazioni svolta da un utente in relazione ai prodotti e servizi che lo interessano per decidere la convenienza di un’offerta rispetto a un’altra. (In pratica quello che facciamo tutti i giorni per trovare il prezzo più basso, solo che gli han dato un nome figo perchè “fare gli spilorci suonava brutto”).

J di JAVASCRIPT, linguaggio di programmazione sviluppato da Netscapr, usato per creare siti web interattivi. 

K di KEY PROMINENCE, posizione della parola chiave all’interno di una pagina, collocazione che ne influenza l’importanza. (Questo è sempre per dimostrare al nostro amico SEO che le cose le sappiamo, semplicemente non le facciamo!)

L di LSI (latent semantic indexing), indicatore basato sul principio che le parole usate nello stesso contesto tendono ad avere significati simili.

M di MYSPACE. Se non sai cos’è sei troppo giovane. Se avevi un profilo come me ho solo una domanda: ti ricordi quanto eravamo felici e neanche lo sapevamo? Attendo risposta qui sotto o sui nostri social.

N di NEGATIVE SEO, pratica Seo malevola che consiste nell’utilizzo di tecniche che causano penalizzazioni da parte di Google verso siti web dei concorrenti.

O di OPT OUT, quando l’utente non autorizza un’azienda a utilizzare i propri dati per scopi di marketing. (Questa l’ho scelta per ricordarvi di prestare attenzione ai consensi che date quando vi iscrivete a qualcosa).

P di POP-UP, finestra che si apre durante la navigazione di un sito o un applicazione. (Detta anche, IL MALE SUPREMO! L’ho scelta come monito a non usarli. Io personalmente li odio!)

Q di QUALITY SCORE, valore assegnato a GOOGLE a ognuna delle Keyword pubblicizzate su ads.

R di RICH SNIPPET, tag HTML utilizzato per marcare specifici dati come indici di valutazione che Google visualizza direttamente nei risultati di ricerca.

S di SANDBOX, periodo successivo alla messa in rete di un nuovo sito, durante il quale il motore di ricerca non riesce ad indicizzare sulla SERP il nuovo sito.

T di THESAURUS, categoria che comprende quelle parole correlate alle keyword con compongono la query.

U di UP SELLING, tecnica di marketing che consiste nell’indurre il cliente ad acquistare un prodotto qualitativamente superiore rispetto alla sua scelta di acquisto iniziale. (Questa l’ho scelta per quelli come me che ci cascano sempre!).

V di VIRALE, condizioni di rapida diffusione di notizie, immagini, video e post pubblicati sui social che li porta a essere conosciuti rapidamente da un gran numero di persone. (Meglio conosciuto come “l’obiettivo di tutti noi!”)

W di WORD OF MOUTH, il fenomeno del passaparola online che conduce alla diffusione di informazioni e opinioni attorno ad un dato evento o soggetto.

X di XML, acronimo di Extensiblr Markup Language, linguaggio-codice che permette la definizione, la validazione e la condivisione di differenti formati di documenti web. 

Y di YAMMER, social network che permette soltanto il collegamento dei dipendenti interni di una società cosi che possano condividere idee e progetti senza divulgarli all’esterno.

Z di ZMO, acronimo di Zero moment of truth, la fase durante la quale un utente inizia a maturare delle convinzioni riguardo i prodotti che potrebbero portarlo all’acquisto.

Per i Digital Marketing Manager di domani

Arrivati fino a qui sono sicura vi sarà sorta una domanda: perchè comprare questo libro quando c’è Google a rispondere ai nostri dubbi quando ci vengono?

Sono due cose differenti: chiedere a Google quando vi manca il significato di una parola è un’azione derivata da una necessità momentanea e limitata alla situazione. Prendere questo libro e studiarsi i termini con cui abbiamo, più o meno, a che fare tutti i giorno è una scelta, di miglioramento.

Ricordate che non siamo tuttologi e ammettere di non sapere qualcosa è il primo passo per continuare a studiare, voler imparare e progredire, nella vita privata cosi come nel lavoro.Marketing 

L'Autrice della recensione

Federica Mori - La Barbie Social

Federica Mori - La Barbie Social

Mi sono laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006 e ho iniziato a lavorare poco dopo in un’agenzia di comunicazione. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online. Perché mi chiamo “La Barbie Social”? Perché sono sempre stata la “smanettona” della famiglia. Quando mi sono iscritta a Facebook (2007) la mia vita è diventata sempre più “social”: mi piaceva scrivere, usare Facebook come un diario e chiacchierare con gli amici. Era il periodo in cui il colore rosa era parte di me, quello dei tacchi tutti i giorni per andare in ufficio, mai senza trucco. Insomma, ero un po’ Barbie. Da qui è nata "La Barbie Social", mio primo nickname su Twitter con cui la gente negli anni ha imparato a conoscermi durante gli eventi di settore.

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