Richard Rumelt

Buona Strategia/Cattiva Strategia

19,90 €

Editore: Apogeo
Autore: Richard Rumelt
Pubblicazione: Febbraio 2022
Pagine: 288
Costo di copertina: 19,90 €

Recensione del libro Buona Strategia/Cattiva Strategia, di Richard Rumelt

Quasi sempre, una buona strategia si presenta semplice e ovvia e la sua spiegazione non richiede una lunga serie di diapositive PowerPoint.

 

Nonostante molti la vorrebbero identificare come ambizione, leadership, vision, pianificazione o logica economica della concorrenza, la strategia non è nessuno di queste cose. Il nocciolo centrale del lavoro strategico è sempre lo stesso: scoprire i fattori critici in una situazione e progettare un modo per coordinare e concentrare le azioni così da affrontare quei fattori.

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Cos’è una buona strategia?

Purtroppo, la buona strategia è l’eccezione, non la regola. Il problema diventa sempre più grande: cresce continuamente il numero di leader di organizzazioni che sostengono di avere una strategia, mentre invece non l’hanno e sposano quella che viene definita dall’autore una cattiva strategiaLa cattiva strategia tende a sorvolare su dettagli fastidiosi come i problemi. Ignora il potere della scelta, e cerca di far coesistere una molteplicità di domande e interessi in conflitto.

 

Molti danno per scontato che una strategia sia una direzione complessiva in un quadro generale, separata da qualsiasi azione specifica. Definire la strategia come un concetto ampio, escludendo l’azione, crea una grande lacuna fra strategia e implementazione. Se si accetta questa lacuna, la maggior parte dei lavoro di strategia diventa un girare a vuoto.

Come si scrive una buona strategia?

Una buona strategia comprende un insieme di azioni coerenti. Non sono dettagli di implementazione: sono il sale della strategia. Una strategia che non definisce una serie di azioni immediate, plausibili e davvero fattibili è priva di una componente determinante.

La strategia riguarda il come un’organizzazione si muoverà; fare strategia significa immaginare come favorire gli interessi dell’organizzazione.

 

Questo libro vi farà scoprire le differenze drastiche fra una buona strategia e una cattiva strategia, aiutandovi a creare buone strategie. Ma come?

 

Una buona strategia ha una struttura logica essenziale chiamata dall’autore noccioloIl nocciolo di una strategia contiene tre elementi: una diagnosi, una politica guida e un’azione coerente. La “politica guida” specifica il modo di affrontare gli ostacoli individuati nella diagnosi mentre le azioni coerenti sono misure coordinate e fattibili, impegno di risorse e azioni pensate per realizzare la politica guida.

 

Acquisire dimestichezza con la struttura e gli elementi fondamentali di una buona strategia permettono di sviluppare in parallelo la capacità di individuare la presenza di una cattiva strategia. Non c’è bisogno di essere registi per giudicare un cattivo film, secondo autore.

Perchè avere una buona strategia

Il primo vantaggio naturale della buona strategia nasce dal fatto che altre organizzazioni spesso non ne hanno una e non si aspettano che voi l’abbiate. Una buona strategia ha coerenza e coordina azioni, politiche e risorse in modo da raggiungere un fine importante. Molte organizzazioni, nella maggior parte dei casi, non hanno nulla del genere: hanno invece molti obiettivi e molte iniziative che dovrebbero rappresentare il buon avanzamento, ma nessun approccio coerente per realizzare poi quell’avanzamento, aldilà di “spendere di più e provarci con più impegno”.

 

La buona strategia è inattesa (vedi Apple nel dopo il lancio di Windows 95), ti permette di esaminare nuove fonti di forza e di debolezza.

Com’è una cattiva strategia?

 

Una cattiva strategia nasce da specifiche concezioni errate e disfunzioni della leadership. Ma come si capisce se una strategia è cattiva? Bisogna far attenzione alla presenza di uno o più di questi quattro caratteri distintivi:

  1. Fuffa (parole al vento)
  2. Incapacità di affrontare la difficoltà
  3. Scopi spacciati per strategia (desideri, non piani)
  4. Cattivi obiettivi strategici.

 

In conclusione:

A chi è rivolto: a chi vuole fare della “strategia” il suo focus e ai manager aziendali.

Quanto è pratico: un vero manuale che parla per esempi e case history famose per spiegare meglio i concetti.

Livello di conoscenza della materia: adatto a chi ha almeno delle buone basi di marketing. Un po’ troppo complesso per un principiante anche se devo dire è scritto MOLTO bene e in modo davvero semplice.

È da avere in libreria: sì, consigliatissimo da sfogliare quando si è in cerca di una buona strategia 😉

L'Autrice della recensione

Federica Mori - La Barbie Social

Federica Mori - La Barbie Social

Laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006, ho iniziato a lavorare poco dopo in una piccola agenzia di comunicazione a Brescia. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online.

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