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RECENSIONE DEL LIBRO

AI POWER

Non solo Chat GPT: lavoro, marketing, futuro.

AI POWER libro Taverniti Giorgio e Cosmano Lombardo

Editore:

Hoepli

autore

Giorgio Taverniti, Cosmano Lombardo, Paolo Dello Vicario, Filippo Trocca

pubblicazione:

pagine:

Giugno 2023

192

Autore

Giorgio Taverniti, Cosmano Lombardo, Paolo Dello Vicario, Filippo Trocca

Editore

Hoepli

Pubblicazione

Giugno 2023

Pagine

192

Prezzo

22,90

Autore

Giorgio Taverniti, Cosmano Lombardo, Paolo Dello Vicario, Filippo Trocca

Pagine

192

Editore

Hoepli

Prezzo

22,90

Autore

Giorgio Taverniti, Cosmano Lombardo, Paolo Dello Vicario, Filippo Trocca

Pubblicazione

Giugno 2023

costo:

Editore

Hoepli

Pagine

192

22,90

L’AI è diventata una presenza costante nella nostra vita quotidiana e professionale. É con noi da anni, pensateci: da utenti siamo ormai quasi infastiditi quando un servizio non è efficiente e personalizzato, o quando un’interfaccia non è facile da usare e non si adatta alla nostra esperienza, ma spesso dimentichiamo che dietro a questi servizi c’è un’infrastruttura tecnologica estremamente complessa, che si basa proprio sull’Intelligenza Artificiale.

Abbiamo iniziato l’anno sull’onda dell’entusiasmo (e dei dubbi) intorno all’Intelligenza Artificiale generativa. ChatGPT ci ha permesso di toccare con mano le potenzialità dello strumento e riportare in alto l’aspettativa, dopo anni di assistenti vocale un po’ poco reattivi. 

Quello che sta accadendo ci mette di fronte al fatto che le opportunità e le sfide da affrontare saranno molte e per niente scontate.

L’impatto dell’Intelligenza artificiale sulle aziende

Negli ultimi anni il marketing ha visto nuovi contesti in cui operare e la comunicazione è sempre più stata spinta verso i concetti di personalizzazione e di interazione in tempo reale. L’incremento dei canali, la forte digitalizzazione degli stessi e la sempre maggiore attenzione verso la customer joumey degli utenti e dei clienti hanno portato alla generazione e alla raccolta di enormi quantità di dati e a una sempre maggiore difficoltà a interagire in modo strutturato con i clienti.

Qui è entrata in gioco l’Intelligenza Artificiale, come un utile strumento a supporto di chi dirige e governa il marketing di aziende, istituzioni e persone. Grazie all’Intelligenza Artificiale è possibile riuscire a estrarre informazioni rilevanti da enormi quantità di dati in modo estremamente rapido, sviluppando un forte vantaggio competitivo rispetto alla media di mercato. 

I dati che arrivano dai propri clienti, dai motori di ricerca, dai social network e da mille altre fonti in un formato più o meno organizzato possono essere analizzati, strutturati e visualizzati con una frequenza tale da intercettare i trend sul nascere e cogliere particolari utili in sede di analisi strategica e di pianificazione.

L’adozione dell’AI richiede una trasformazione culturale significativa. Sostiene Alessandro Rimassa nel suo capitolo: “In primo luogo, l’AI richiede che le persone siano disposte a lavorare con strumenti tecnologici avanzati e a integrarla nei loro processi di lavoro. In secondo luogo, necessita una maggiore trasparenza e fiducia, che sono gli elementi essenziali di qualsiasi company culture. C’è poi un terzo punto: se vuoi inserire nel sistema organizzativo un elemento fortemente innovativo, devi avere reso le persone permeabili – e poi protagoniste – dell’innovazione.”

Per sviluppare una cultura dell’innovazione, è importante coinvolgere le persone nella definizione dei valori dell’azienda e nella definizione delle norme e delle pratiche che guidano il comportamento degli individui. In questo modo, si sentiranno coinvolte e svilupperanno un senso di appartenenza all’azienda. Poi un ambiente di lavoro incentrato sulla formazione continua è un altro elemento importante: consente di acquisire nuove competenze e di sviluppare la propria carriera, migliorando allo stesso tempo l’efficacia dell’organizzazione, aiutando a combattere la resistenza al cambiamento.

L’AI trasformation

L’implementazione dell’Intelligenza Artificiale in azienda può creare un enorme vantaggio competitivo, ma investire in tecnologia e algoritmi non basta. La chiara definizione di casi d’uso e obiettivi specifici è il primo passo per riuscire ad avviare iniziative di successo e, sebbene sembri un’ovvietà, non è cosi scontata.

Cosa bisogna fare quindi? Dobbiamo sempre ricordarci che:

  • non esiste Intelligenza Artificiale senza dati;
  • i dati si raccolgono in modo estremamente più semplice in contesti digitalizzati;
  • non c’è digitalizzazione senza processi ben definiti.

Le aziende stanno iniziando ad assumere team di persone incaricate di guidare le compagnie verso l’adattamento ai nuovi sistemi e processi di sviluppo abilitati tramite l’implementazione dell’AI.

Bisogna prepararsi ad affrontare questo mutamento a lungo termine, in modo da non farsi trovare impreparati quando risulterà essere il nuovo standard a cui tutti devono attenersi.

Ma come impatterà questa trasformazione sul mondo del lavoro, in particolare sulle professioni digitali e sul rapporto uomo-lavoro, che sta subendo profondi mutamenti?

Intelligenza artificiale nel Digital marketing 

L’Intelligenza Artificiale sta avendo un impatto significativo su una vasta gamma di settori, rivoluzionando i processi di produzione, l’erogazione dei servizi e il modo in cui interagiamo con il mondo che ci circonda. L’adozione dell’AI in questi settori ha portato a una maggiore efficienza, minore sforzo fisico e cambiamenti nel modo in cui svolgiamo qualunque professione lavorativa.

Dall’industria manifatturiera al settore sanitario, da quello dei trasporti a quello finanziario senza tralasciare il settore educativo di apprendimento, scoprirete come l’AI è già presente e supporta certi lavori. 

Ovvio che quest’influenza la si vede molto più presenti nei settori digitali, quelli nati proprio dall’uso di un computer e delle rete. Nel settore della pubblicità, l’Al sta rendendo le campagne promozionali più mirate, personalizzate ed efficienti. Gli algoritmi di Intelligenza Artificiale possono analizzare i dati dei consumatori per identificare i segmenti di mercato e prevedere le tendenze, consentendo alle aziende di creare campagne pubblicitarie più efficaci. La creazione di contenuti può essere automatizzata e i clienti possono essere gestiti attraverso chatbot e assistenti virtuali che hanno fatto un vero salto di qualità.

Ma non c’è solo da advertising. Intelligenza artificiale sta diventando un fattore chiave in generale nel Digital marketing per l’analisi dei dati e le previsioni, la personalizzazione e il targeting, l’automazione, l’assistenza ai clienti e i Chatbot. 

Sta cambiando anche il modo in cui i prodotti vengono creati e prototipati, perché le nuove tecnologie consentono ai designer e agli sviluppatori di sfruttare algoritmi avanzati per generare idee innovative e migliorare l’efficienza del processo di sviluppo. 

Il futuro del lavoro e le nuove competenze

Il lavoro e l’approccio a esso cambieranno radicalmente, insieme alle competenze richieste nel mercato dei lavori emergenti e di quelli già presenti. Sono molteplici le opportunità e le sfide che l’Al presenta in termini di formazione, riqualificazione e creazione di nuove carriere.

L’AI sta cambiando il panorama delle competenze richieste: molti dei lavori che conosciamo verranno sostituiti, molte delle professioni che esistono oggi domani saranno presenti solo nei libri di storia.

Allo stesso tempo, però, nascono nuove opportunità e cambiano le necessità del mercato, che si troverà ad affrontare sfide che prima non erano neanche contemplate. 

Le soft skill del futuro grazie all’intelligenza artificiale

Nel libro vengono divise in tre grandi rami le competenze che diventeranno sempre più importanti nel prossimo futuro e a cui dobbiamo guardare: 

  • competenze tecniche, 
  • competenze analitiche,
  • competenze interpersonali.

Per questo la formazione e la riqualificazione professionale saranno fondamentali per preparare i lavoratori a queste nuove opportunità. 

Molte delle competenze richieste in futuro riguarderanno aspetti intellettivi e relazionali. Bisognerà essere in grado di trasmettere i risultati in maniera chiara e semplice, prestare molta attenzione ai dettagli, saper svolgere un rigoroso controllo (anche ChatGPT sbaglia), avere pensiero critico e analitico, apprendere continuamente nuove competenze e mettersi costantemente in gioco per imparare nuove abilità.

Come già detto nuove figure nasceranno e assumeranno un ruolo di maggiore importanza, molte altre spariranno. 

Le aziende, dal canto loro, dovranno adottare strategie per garantire una transizione efficace e sostenibile verso l’era dell’intelligenza artificiale con investimenti in tecnologie e infrastrutture, formazione continua e sviluppo del personale, collaborazione e partnership, innovazione e sperimentazione, responsabilità sociale ed etica e pianificazione lungo termine.

Saranno molte anche le implicazioni etiche e sociali che l’intelligenza artificiale porterà nel mondo del lavoro, un impatto significativo sull’occupazione e sulla disuguaglianza economica, ben spiegato in un capitolo dedicato, che contiene anche un interessantissimo cenno alla privacy, alla sorveglianza ma soprattutto alla responsabilità e all’accountability delle decisioni prese dall’intelligenza artificiale. C’è da infatti chiedersi: se viene commesso un errore e si creano problemi o danni ad azienda o al personale, chi è da imputare come colpevole e chi deve scontare eventuali condanne e sanzioni?

Il futuro dell’Intelligenza Artificiale nel mondo del lavoro è incerto e dipenderà dalle scelte che faremo come società. É importante considerare attentamente i diversi scenari e le loro implicazioni, per garantire che l’AI venga sviluppata e utilizzata in modo responsabile ed equo.

Discriminazioni, bias e diritti umani

«Qualsiasi innovazione può essere considerata tale solo se produce impatti sociali positivi, questa è la visione con cui da anni viviamo e approcciamo le tecnologie e il digitale.» Le parole di COSMANO LOMBARDO introducono un tema spinoso.

La discriminazione, intesa come tendenza a emarginare o penalizzare gruppi o individui per la loro diversità rispetto a determinati modelli considerati “normali”, è un enorme problema nei nuovi modelli di AI, per un semplice motivo: i dati su cui questi sistemi sono addestrati contengono essi stessi immagini, testi o informazioni discriminatorie.

Scopriamo infatti che la maggior parte delle Intelligenze Artificiale è addestrata utilizzando libri, giornali, testi scientifici, ma anche materiale proveniente da Internet, commenti dai social, informazioni pubbliche. Dato che questi modelli apprendono e danno “per buono” ciò che viene fornito, nell’output saranno contenute anche queste informazioni che un algoritmo non è in grado di leggere in base al contesto.

La privacy e la protezione dei dati è un altro argomento scottante. È necessario garantire la conformità alle leggi sulla protezione dei dati e stabilire regole specifiche per l’uso dell’Al nel monitoraggio e nella sorveglianza dei lavoratori. Dopo il GDPR sarà importante trovare la congiunzione tra le leggi attuali e i problemi che può comportare un uso illecito dei dati in un sistema Al.

La data strategy

Se vogliamo utilizzare l’Intelligenza Artificiale nei nostri progetti, il primo punto è quello di riuscire a organizzare e archiviare i dati necessari in modo strutturale e preciso.

Per raggiungere questi risultati non si può procedere per tentativi, ma è necessario stilare una dettagliata strategia del dato: una data strategy.

Un progetto di data strategy, scoprirete nel libro, dovrebbe prevedere:

  • Identificare gli obiettivi aziendali e come i dati li possono supportare
  • Determinare quali dati sono necessari
  • Valutare lo stato attuale dei dati
  • Sviluppare un piano per acquisire e gestire i dati
  • Implementare e monitorare la strategia del dato.

Un lavoro dispendioso, anche a livello economico. Ma indispensabile per far funzionare tutto.

Applicare l’AI al Marketing

Ma veniamo alla parte che più (forse) ci interessa: come potrà in pratica l’AI aiutarci nelle nostre strategie di marketing? Difficile dirlo senza la sfera di cristallo che, spoiler, non esiste. Possiamo però prevedere dei campi in cui vedremo la sua applicazione sempre più utile e dominante:

  1. Analisi e arricchimento dei dati;
  2. Personalizzazione dell’esperienza dell’utente e targeting.
  3. Content strategy & content generation 
  4. Automazione ed efficientamento
  5. Pricing.

Sono tutte molto chiare fin da oggi queste implicazioni e ben spiegate anche nel libro con case history a supporto. Il libro in pratica si conclude andando, punto per punto, a prenderle in esame e a raccontarci come adesso, e in futuro, il marketing cambierà sotto i nostri occhi.

Conclusioni del libro

Quali saranno le opportunità e gli spazi aperti e quali i rischi e le sfide? Le conclusioni ve le lascio leggere da soli in quel bel saggio (scritto a più mani da Giorgio Taverniti, Cosmano Lombardo, Paolo Dello Vicario e Filippo Trocca) che per primo riassume tutto quello che sta succedendo oggi intorno al tema dell’intelligenza artificiale e alle sue possibili applicazioni in un futuro nemmeno tanto lontano.

La partita è ancora tutta da giocare. Osservazione, meraviglia e studio saranno tutte le parole che dovranno guidarci.” Cosi si chiude il libro, e cosi chiudo anche io invitando tutti a leggerlo per non rimanere indietro in un mondo che è già molto avanti anche se non ce ne accorgiamo.

voto:

l'Autore

della recensione

Federica Mori – La Barbie Social
Laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006, ho iniziato a lavorare poco dopo in una piccola agenzia di comunicazione a Brescia. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online.

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Laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006, ho iniziato a lavorare poco dopo in una piccola agenzia di comunicazione a Brescia. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online.
Laureata in Relazioni pubbliche e Pubblicità nel 2006, ho iniziato a lavorare poco dopo in una piccola agenzia di comunicazione a Brescia. Dal 2015 sono Freelance e mi sono dedicata al Social Media Marketing, senza però mai tralasciare il mio amore per l’Ufficio Stampa e le PR. Oggi sono Social Media Strategist e ADV Specialist: aiuto aziende e piccole realtà a usare i social per migliorare la propria presenza online.

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